Contributo Scolastico. Come non pagare il contributo scolastico volontario: guida e modulo

Redazione Controcampus 17 Luglio 2013

Libri, mensa, cancelleria.

Mandare i figli a scuola non è mai stato così caro

Lo sanno bene le migliaia di famiglie italiane che ogni anno fanno i conti con questa delicatissima voce di spesa il contributo scolastico volontario.

Non si contano quasi più, ormai, le famiglie che in questi primo scampolo di vacanze si sono viste recapitare tra capo e collo dalle scuole l’ormai proverbiale intimazione a saldare il contributo scolastico volontario (un importo che per legge non è dovuto, quindi “aggiuntivo e “non vincolante”), trasformando di fatto l’erogazione da volontaria ad obbligatoria. Spesso ricorrendo a metodi a limiti del mobbing. Da tempo le cronache riferiscono di presidi che si rifiutano di consegnare la pagella a chi non paga, che minacciano di non iscrivere i ragazzi ai loro istituti e che, addirittura, pongono in essere condotte denigratorie nei confronti degli  “studenti morosi” e che non hanno versato il contributo scolastico volontario.

La causale, ufficialmente, è quella che impone ai neo diplomati di poter ultimare la procedura di iscrizione solo al conseguimento effettivo della promozione all’esame di terza media. Ne consegue che i genitori chiamati ad espletare quella che dovrebbe essere una formalità di pochi minuti, finiscono sempre più spesso per ritrovarsi tra le mani un “patata bollente” difficile da mandare giù il famigerato contributo scolastico. Contributo scolastico volontario. I perché della truffa – I mali della scuola italiana, dopotutto, sono sotto gli occhi di tutti. È un fatto che i finanziamenti statali latitino. Così com’è un fatto che le strutture cadano a pezzi e che l’offerta formativa, immiserita dalla crisi, stringa inesorabilmente la cinta. Così, dopo la fallimentare esperienza Brunetta e i tagli imposti dalla legge 133 del 2008 (Riforma Gelmini) prima e dalla Legge di Stabilità sul MOF (i fondi destinati al miglioramento dell’offerta formativa, ai corsi di recupero o di approfondimento e alla promozione della partecipazione e della progettualità degli studenti all’interno degli Istituti), la maggior parte delle nostre scuole, per difendersi dal pericolo bancarotta, non ha trovato altro argine a questa emorragia di “liquidi” che imporre (in maniera del tutto fraudolenta) alle famiglie un contributo scolastico ingiustamente spacciato come “obbligatorio”.

Talvolta le somme del contributo scolastico richieste non superano le poche decine di euro, altre volte, invece raggiungono il centinaio di euro se non di più, andando ad incidere gravemente sui bilanci delle famiglie, soprattutto di quelle già in difficoltà e costrette, ancora una volta, a pagare di tasca propria le inefficienze e le inadempienze dello Stato centrale.

Contributo scolastico volontario ed iscrizioni scuola: ecco quando non si deve pagare

Guida ai contributi scolastici – Come non pagare i contributi scolastici << scarica

Così con le iscrizioni di settembre e l’approvazione del programma annuale torna all’attenzione di famiglie e studenti  la vecchia spina del contributo scolastico volontario, “aggiuntivo” (Legge Bersani n.40 del 2007) nella teoria, una “pronta cassa” per bilanci scolastici agonizzanti, invece, nella prassi. Complice anche l’informazione spesso poco trasparente, se non addirittura capziosa, di molti dirigenti scolastici.

Conoscere il contributo scolastico per difendersi – Per mettere in guardia le famiglie che a settembre iscriveranno i propri ragazzi alle superiori richiameremo, allora, l’attenzione su tre punti fondamentali, tre concetti cardine, quelli, in breve, che danno scacco matto a questa “truffa” troppo a lungo mascherata:

  • volontarietà,
  • differenza tra contributo e tassa erariale
  • detraibilità

1) La volontarietà del contributo scolastico – Disciplinato dalla Legge Bersani L. 40 del 2007, il contributo scolastico volontario è “un’erogazione liberale a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado finalizzato all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa.”

Erogazione liberale” volontaria e collaborativa”, come ribadisce lo stesso comma 622 della legge 296/06 (Legge Finanziaria del 2007). “In ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità, non è consentito richiedere alle famiglie contributi obbligatori di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro), fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.). Eventuali contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria.”

Concetti ribaditi dal MIUR in due note fondamentali, firmate dall’ex Capo Dipartimento Lucrezia Stellacci:

La legge, in altre parole, riconosce ai consigli d’Istituto autonomia e personalità giuridica in fatto di contribuzione volontaria, dichiarando “non illegittimo” il reperimento di risorse attraverso forme di autofinanziamento purché essi diano comunicazione chiara e trasparente alle famiglie circa la richiesta e la gestione delle somme acquisite, che, ricordiamolo, sono destinate al perfezionamento progressivo ed armonico dell’offerta culturale degli alunni, non al funzionamento ordinario delle attività scolastiche come accade prevalentemente nella prassi.

2) La non erarialità del contributo scolastico – Il contributo scolastico non è, dunque, una tassa, ma un atto volontario (ed aggiuntivo) delle famiglie a sostegno della scuola e delle sue attività, effettuato con spirito collaborativo e piena trasparenza informativa e procedurale. I contributi scolastici sono normati dal comma 622 della legge 296/2006 (finanziaria 2007), il quale intervenendo sul tema dell’obbligo di istruzione ha stabilito che “resta fermo il regime di gratuità ai sensi degli articoli 28, comma 1, e 30, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226”.

Il contributo volontario si distingue dalle tasse erariali perché il bollettino è intestato e pagato direttamente all’Istituto dove lo studente è iscritto e non all’Agenzia delle Entrate, come avviene per le tasse scolastiche “erariali”.

Il diritto/dovere all’istruzione e formazione professionale (durata 10 anni) comprende i primi tre anni dei corsi di studio degli istituti di istruzione secondaria superiore. In tutte le Istituzioni Scolastiche Statali la frequenza della Scuola dell’obbligo è gratuita; pertanto, per le sole classi IV e V della scuola secondaria superiore si richiede il pagamento obbligatorio delle tasse scolastiche erariali, fatti salvi i casi di esonero previsti ai sensi della legge n. 296/2007.

La legge prevede quattro tipi di tasse scolastiche:

  • la tassa di iscrizione di € 6.04,
  • la tassa di frequenza di € 15.13,
  • la tassa d’esame di € 12,09
  • la tassa di diploma di € 15.13.

Per tali tasse è previsto l’esonero dal pagamento per merito scolastico, motivi economici e appartenenza a speciali categorie di beneficiari.

3) La detraibilità del contributo scolastico – Pochi genitori sono a conoscenza del fatto che il contributo scolastico volontario costituisce un onere suscettibile di detrazione dall’imposta lorda, nella misura del 19%.

A partire dal 2007 è stata, infatti, introdotta la possibilità per le famiglie di detrarre le donazioni, versate nell’arco dell’anno a favore di istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro appartenenti al sistema nazionale di istruzione.

Questo significa che su un contributo versato di 100,00 €, la famiglia donatrice ha diritto ad una detrazione di 19,00 €.

Per ottenere la detraibilità del contributo scolastico occorre che il pagamento avvenga tramite banca o bollettino postale (rintracciabilità del versamento). La ricevuta del versamento va conservata e, soprattutto, il contributo deve recare nella causale la dicitura “erogazione liberale”, specificando almeno una delle seguenti motivazioni: “per l’innovazione tecnologica”, “per l’ampliamento dell’offerta formativa” o “per l’edilizia  scolastica”. Non sono detraibili, invece, i contributi volontari destinati per  lo più al funzionamento amministrativo e didattico né i rimborsi delle spese sostenute dalle scuole per conto delle famiglie.

Ecco come non pagare il contributo scolastico volontario

Per le famiglie che non hanno la possibilità di erogare il contributo scolastico volontario, il consiglio è, perciò, quello di tenere separati i due tipi di contribuzione, dichiarandosi disponibili a pagare unicamente la parte obbligatoria dell’importo, quella  riferita ai rimborsi spesa (assicurazione R/C o il libretto delle giustificazioni, gite scolastiche ecc) che i genitori sono chiamati a rifondere alla scuola. La comunicazione va effettuata direttamente al dirigente scolastico mediante una lettera  raccomandata A/R, cui è preferibile allegare tutti i principali documenti e leggi che disciplinano la contribuzione scolastica. Il contributo scolastico è deliberato dal Consiglio di Istituto, ma questo non risulta titolare di alcun potere di commutare la natura del contributo scolastico da volontario ad obbligatorio. La loro autonomia giuridica è limitata, infatti, alla mera decisione sull’entità e sulle finalità vincolanti “chiaramente” condivise con le famiglie.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto