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Concorso Scuola 2013. News Concorso Scuola: 115mila docenti assunti a Settembre

Redazione Controcampus 4 Agosto 2013
R. C.
05/12/2021

Concorso Scuola 2013.



Reintegro dei vincitori a Settembre. 115mila nuovi docenti a Settembre. Concorso Scuola e Turnover bloccato? 

Colpa della Riforma Fornero. Il punto del Sottosegretario all’Istruzione Rossi Doria

Tagli all’istruzione, Decreto del fare, Tfa speciale e ordinario, pensioni per i Quota 96.

Non si contano quasi più i temi caldi che da un po’ di tempo a questa parte tengono sulle spine il nostro Comparto Scuola.  

Tra questi Il concorso scuola, concorso a cattedra per l’immissione in ruolo di nuovi insegnanti appena terminato, il primo dopo 13 anni. L’ultimo bando, riservato alla scuola, risale infatti al 1999.

Concorso Scuola 2013 ed “assorbimento” dei vincitori. – Voluto e strenuamente difeso dall’ex Ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo,  il Concorso Scuola o Concorsone, che segna il ritorno alla vecchia forma di selezione diretta, avrebbe dovuto garantire ogni anno l’assorbimento di 12mila e 500 aspiranti docenti , attingendo “dalle graduatorie permanenti ad esaurimento”, e di altri 12 mila e 500 unità assorbite “attraverso il concorso”. Premesse e promesse che andranno ora verificate, sicché la prima domanda che tutti si fanno è: i vincitori del concorso scuola 2013 verranno assorbiti in toto? E se sì, come?

Cominciamo col dire che le prossime assunzioni sono la prosecuzione di un piano triennale varato dal precedente governo nel 2011 al fine di dare continuità e conseguente attuazione ad un programma che punta a coprire in modo stabile tutti i posti vacanti e disponibili, riducendo l’area della precarietà.

Concorso Scuola 2013. Reintegro dei vincitori dal 1 Settembre

E le novità, in attesa di notizie più complete e definitive, non si fanno attendere. È di questi giorni, infatti, la notizia che il Miur ha ridefinito i numeri dei docenti che verranno inseriti negli istituti a partire dal prossimo mese di settembre.

Gli ultimi aggiornamenti  parlano di un’iniezione stimata nell’ordine dei 15 mila posti di lavoro a partire dal 1 Settembre 2013. Con le 15 mila unità così ripartite:

  • 7,5 mila docenti
  • 7,5 mila personale ATA.

I restanti dovrebbero essere inseriti tra il 2014 e il 2015, coprendo così una parte delle 44mila assunzioni progettate dal Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza per il triennio 2014-17.

Concorso Scuola 2013. Stimate 15mila assunzioni. Modalità di assorbimento“Non appena sarà possibile immetteremo 15mila dipendenti, 50% dalle graduatorie, 50% dal concorso”. Questa la modalità di assorbimento, fa sapere il Ministro Carrozza, preannunciando un’estate di frenetica attività e studio per il MIUR .

Concorso Scuola 2013. Assorbimento di tutti i vincitori o solo di una parte? – Restano tutte da sciogliere, invece, le riserve circa possibilità di un assorbimento in toto dei vincitori del concorso scuola 2013, sulla quale il Ministro ha glissato con un ermetico “Mi auguro di sì”, rimandando di fatto la questione a selezioni concluse: “Le selezioni sono in corso, alcune sono in ritardo, alcune più avanti, dipende dalle sedi. Abbiamo avuto problemi perché i compensi per chi è in commissione sono molto bassi, nonostante avessimo chiesto di aumentarli”.

Riforma Fornero

Riforma Fornero

Concorso Scuola 2013. Diminuzione delle nuove immissioni. Colpa della Riforma Fornero – Tanta fatica ma vincitori felici e contenti? In parte. Le stime attese dal Ministro paiono, infatti, deludere le previsioni iniziali: le assunzioni programmate dovevano essere 26mila, 10mila in più di quelle attese entro settembre 2013. Una diminuzione considerevole dei posti, dunque. Colpa, secondo il Ministro Carrozza, delle conseguenze distorsive della Riforma Fornero che hanno rallentato ulteriormente un turnover già di per sé bloccatissimo. Il riferimento è, in particolare, alla cosiddetta Quota ’96 che ha impedito di fatto ai tanti che avevano maturato l’età pensionabile di lasciare il posto ai nuovi, posticipandone incautamente il ritiro dall’attività.

Pronta, tuttavia, la reazione del Ministero, che, se da un lato cerca le coperture più efficaci per chi vuole lasciare, dall’altro trova subito le rassicurazioni per i tanti giovani e non in attesa di entrare: il concorso scuola ha validità 3 anni per cui i vincitori potranno essere assunti successivamente.

Previsioni che fanno riflettere e (chi più, chi meno) sperare gli aspiranti vincitori del concorso scuola rispetto alle assunzioni in ruolo attese nei prossimi anni. Primi segnali di sblocco del turnover? È presto per dirlo.

Turnover bloccato, Legge Fornero e Quota 96

Ciò che è certo è che la terza quota di nomine prevista dal piano triennale della Gelmini resterà inevitabilmente sulla carta (22mila docenti a settembre 2013), per effetto della Riforma Fornero appunto, la quale ha praticamente ridotto della metà il numero di pensionamenti  previsti dall’ex Ministro dell’Istruzione (scesi oggi a poco meno di 11mila). La risoluzione della questione potrebbe arrivare dal Parlamento (AC n. 249, revisione della riforma Fornero ancora allo studio della Commissione Lavoro della Camera) con l’accoglimento di quelle proposte di legge che puntano a trovare nuove forme contrattuali per i docenti arrivati a pochi anni dal pensionamento, per dare nuovo slancio alle assunzioni di personale precario.

Novità su CCNL, abbattere il precariato e rilanciare il reclutamento di nuovi docenti

L’altra urgenza riguarda, invece, il nuovo CCNL e i Regolamenti ad esso riferiti per i quali si prevedono non poche novità.  A partire dall’introduzione di nuove modalità di avanzamento di carriera per i docenti attraverso l’avvio di un sistema di valutazione delle prestazioni professionali ispirato ad una progressione di carriera svincolata dalla pura anzianità di servizio, quindi capace di premiare sia la capacità innovativa del singolo docente sia quella di “squadra”,  e prevedendo nuovo posizioni organizzative particolari e di nuove figure di supporto all’attività didattica.

Fondi europei e nuove possibilità di reclutamento per i precari

L’altra misura allo studio del Miur è quella che rimanda alla possibilità di utilizzare i finanziamenti dei fondi europei per l’allestimento di centri sportivi e aggregativi e per la formazione di docenti, l’aumento del tempo scuola (con apertura pomeridiana degli istituti), il potenziamento della scuola dell’infanzia e le sezioni primavera che porteranno inevitabilmente al reclutamento  di nuovo personale.

Stallo TFA – Perdura, invece, lo stallo sui TFA (ordinari e speciali), i corsi di preparazione all’insegnamento di durata annuale istituiti dalle università che permettono, dopo aver superato l’esame finale, di conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e di secondo grado. I Tfa, ricordiamolo, sostituiscono i vecchi corsi SSIS e rappresentano una nuova forma di abilitazione che professionale che non consente di accedere alle graduatorie permanenti (I fascia), ma solo alle graduatorie di istituto di seconda fascia. Il Tfa, questa la storica contraddizione, non assicura il reclutamento, cioè l’assunzione in forma stabile presso le scuole, ma solo l’abilitazione alla professione. Un prezzo altissimo che non sembra, tuttavia, ripagare per nulla chi ha creduto in questo percorso di ingresso, a fronte di un futuro ugualmente incerto e di un inserimento professionale sempre più sfuggente. Per tanti tieffini che ancora attendono di conoscere il loro destino, insomma, i tempi si annunciano ancora lunghi e difficili.

Per avere, allora, una panoramica più netta e completa su questo complesso sistema di interventi e  tracciare, quindi,  un primo bilancio della giovanissima gestione Carrozza, soprattutto alla luce delle ultime disposizioni contenute nel Decreto del fare, abbiamo raccolto il parere del Sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria.

Dott. Rossi Doria,  come sappiamo per il triennio 2014-2017 sono state stimate 44mila nuove assunzioni tra docenti e personale ATA. A proposito è stato annunciata a Settembre l’immissione di 15mila persone. Un numero più basso rispetto alle previsioni di partenza. Come si spiega questa diminuzione delle nuove immissioni in ruolo? A cosa dobbiamo questo blocco del turnover?

“Le nuove regole del pensionamento introdotte con la Riforma Fornero hanno effettivamente posticipato di alcuni anni il picco dei pensionamenti della generazione di insegnanti del “baby boom”. Ci aspettiamo un rallentamento del turn over nei prossimi due anni a cui seguirà poi una forte ripresa.

In ogni caso il concorso scuola  ha valenza biennale e quindi puntiamo a immettere i vincitori nel corso dei prossimi due anni scolastici. Più in generale non possiamo nascondere che abbiamo ereditato una situazione molto complessa e ci vorrà qualche anno per andare verso la normalità: l’esaurimento delle graduatorie e un sistema di reclutamento basato su concorsi regolari”.

Uno dei nodi da sciogliere è quello relativo al precariato, come si abbatte il numero dei precari nella scuola?

“Dobbiamo fornire un orizzonte di attesa credibile per la risoluzione di questa complessa questione. Penso sia necessario partire attuando l’organico dell’autonomia, che consente di unificare organico di diritto e organico di fatto. Poi occorre immettere in ruolo i docenti che oggi occupano posti vacanti: non sono posti in più, sono stipendi che lo Stato già paga da Settembre a Giugno di ogni anno. Ancora, mano a mano che le risorse lo consentiranno, occorre una piccola dotazione aggiuntiva di organico alle scuole per rispondere alle esigenze didattiche più diverse, dai bisogni educativi speciali, alle compresenze, alla domanda di tempo pieno e prolungato nella scuola di base, ai corsi di recupero per le secondarie superiori, ecc. Infine, servirà un piano triennale di immissioni in ruolo, con risorse certe. Ci sarà una inevitabile fase transitoria  in cui quanto ereditiamo continuerà a pesare. Ma dobbiamo cominciare ad avviare processi di riparazione.”

Insegnanti Disperati

Insegnanti Disperati

L’altro grande nodo riguarda il  nuovo CCNL e gli atti CCNI ad esso collegati: introduzione di nuove modalità di sviluppo di carriera dei docenti, con l’avvio di un sistema di valutazione delle prestazioni professionali collegato ad una progressione di carriera, svincolata dalla mera anzianità di servizio, che valorizzi sia le capacità innovative dei singoli e quelle di lavorare in team, sia le posizioni organizzative particolari e tutte le figure di supporto all’attività didattica della scuola (docenti e Ata). A che punto siamo oggi?

Il Ministro Carrozza ha presentato alle Camere le linee programmatiche che delineano una strategia complessiva e di medio lungo periodo in cui figurano anche alcune possibili misure a proposito della carriera dei docenti.

E’ arrivato il tempo di una grande riflessione nazionale su cosa significhi insegnare oggi, che parta da una discussione partecipata su come questa professione debba essere organizzata.

A partire, naturalmente, da un riconoscimento del ruolo prezioso che i docenti svolgono, del loro impegno e della loro preparazione.

Questo significherà trovare le risorse per aumentare le retribuzioni, oggi fra le più basse d’Europa, e pensare insieme a come è possibile riconoscere tutto quel lavoro complesso che i docenti svolgono e che nell’immaginario collettivo spesso non emerge.

Dalla correzione dei compiti alla programmazione didattica del gruppo docente, al lavoro di cura per tutti i bisogni educativi speciali, alle attività pomeridiane, all’aggiornamento professionale, alle funzioni educative che i nuovi scenari antropologici del Paese richiedono loro. Ci vorrà tempo e servirà aprire – mano a mano che la situazione dei conti pubblici lo consentirà – una nuova stagione di investimenti per la scuola.”

Quanto alla questione QUOTA-96 e alle forme contrattuali all’esame del Parlamento per i docenti prossimi al pensionamento quali novità possiamo segnalare?

“Sappiamo che ci sono alcune grandi questioni da affrontare, alcune di queste, come ad esempio quelle di Quota 96 e dei docenti inidonei, sono all’esame del Parlamento. Il Governo segue con attenzione la discussione su queste problematiche e ci rendiamo conto delle difficoltà che investono la condizione lavorativa di tante persone della scuola. Ma occorre sempre tenere presente che per affrontare queste questioni occorre trovare le coperture finanziarie in una situazione complessiva di grande ristrettezza dei conti pubblici. Non possiamo semplicemente promettere soluzioni a cui poi magari non far seguire i fatti, dobbiamo sapere che per ogni problema aperto servono le risorse e non è semplice trovarle quando i vincoli di spesa pubblica sono così stretti.”

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto