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16 settembre 2013

Chiudere le Università. Ecco perché chiudere le università di Bari, Messina e Urbino per Chiodi

Dopo il rapporto Anvur 2013 arriva la proposta Shock del Governatore dell’Abruzzo Chiodi: ” bisogna chiudere le Università mediocri fanalino di coda per Anvur, per salvare le eccellenze”, abbiamo sentito il principale protagonista della vicenda.

La proposta di chiudere le Università di Bari, Messina e Urbino, una presa di posizione che arrivata direttamente dal profilo Facebook del Governatore. “Crederò che il governo sia impegnato a ridurre le spese (per ridurre le tasse) quando Letta e Saccomanni si recheranno a Bari, Messina o Urbino per spiegare che chiudere le Università (in fondo alla classifica dell’Anvur) è nell’interesse dei loro figli.

Per saperne di più sulle polemiche sollevate dal Rapporto Anvur, soprattutto rispetto alla proposta provocazione di chiudere le università poco o per nulla allineate alla politiche della “qualità”, abbiamo raggiunto il principali protagonista della vicenda: il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi.

Presidente Chiodi, è grande polemica intorno ad un commento apparso sul suo profilo Facebook in cui lei asserisce che sarebbe nell’interesse del Governo, al fine di ridurre le tasse, chiudere le università di Bari, Messina ed Urbino, fanalino di coda della classifica ANVUR recentemente stilata. Un’affermazione che, decontestualizzata, potrebbe apparire provocatoria, ma che lei ha voluto subito chiarire con lucidità. Perché chiudere le università “mediocri”? Cosa significa per lei porre la questione della qualità nell’Università Italiana?

“Assistiamo troppo spesso alla vendita di false illusioni, soprattutto in campagna elettorale; queste illusioni non servono a costruire il futuro dei nostri figli in un mondo globalizzato e competitivo. In un mercato del lavoro così complesso la formazione dei nostri universitari deve essere di qualità; anzi la qualità insieme al diritto allo studio dovrebbero essere il fulcro attorno a cui riformare il sistema universitario. É chiaro che quando si pongono tali questioni, si vanno a toccare gli interessi dei singoli che subito insorgono perché lo status quo é per loro comodo. Personalmente ritengo che ognuno di noi debba avere il coraggio delle idee ma soprattutto l’onestà di guardare in faccia la realtà.”

In un contesto di forte rarefazione delle risorse pubbliche, come dovrebbe funzionare secondo lei il finanziamento alle Università Italiana? Come incoraggiare gli atenei verso politiche finalmente virtuose (lotta alla baronie, ai posti di lavoro assistenziali e maggiore attenzione alla qualità della didattica e della ricerca)? Cosa intende per “imitazione qualitativa” (mi riferisco alla parte in cui parla di un“obamiano di ferro che ha chiuso una cinquantina di scuole pubbliche scadenti”)?

“Secondo l’OCSE siamo il terzo paese in Europa per tasse universitarie, a fronte di un ultimo posto nella classifica laureati nella fascia 25-34 anni.É evidente che qualcosa non torna;c’é un errore nel sistema.Sarebbe sciocco dire il contrario. Dopo aver espresso la mia opinione sono stato attaccato come se la mia idea fosse quella di ridurre i finanziamenti all’Università ma, in realtà, ridurre o eliminare finanziamenti alle università mediocri, è il modo per non farlo a quelle che mediocri non sono, incentivandole a migliorare ancor di più. Con questo cambiamento culturale, le varie Università sarebbero scoraggiate dal perseguire logiche baronali e punterebbero sulla qualità dell’insegnamento e della ricerca, per non parlare della maggiore disponibilità di risorse economiche per il diritto allo studio. Questo modello di imitazione qualitativa é lo stesso che Obama ha annunciato nell’ultima settimana di Agosto, successivamente alla bufera sulle mie dichiarazioni e dopo che io avevo già espresso il mio punto di vista, nel suo tour nello stato di New York e Pennsylvania. Il Presidente Obama ha illustrato un piano per tagliare i costi delle università attraverso un progetto che prevede un nuovo sistema di finanziamento dei college americani in base alla performance valutata di ogni college. Se gli USA cercano maggior qualità e minori costi nel sistema universitario non vedo perché noi dovremmo non farlo.”

Secondo il Rettore Petrocelli dell’Università di Bari si tratterebbe di una visione strumentale nel momento delle iscrizioni. I dati diffusi dall’Anvur, afferma Petrocelli, “non sono elaborati per stilare una classifica ma per mettere un accento sui punti di forza e sulle debolezze degli atenei italiani”. Qual è la sua opinione rispetto ad Anvur? E’ uno strumento di valutazione attendibile rispetto alla qualità dei nostri atenei utile per decidere se chiudere le università in coda?

“L’idea della strumentalizzazione e del complotto durante il periodo delle immatricolazioni mi lascia un po’ basito quindi direi di sorvolare per parlare di cose più serie. Ci sono migliglia di classifiche universitarie su scala nazionale ed internazionale, la cui affidabilità non é certamente provata. L’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca é invece un ente pubblico vigilato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR).
L’ANVUR svolge le proprie funzioni secondo gli accordi europei nell’ambito della realizzazione degli spazi europei dell’istruzione superiore e della ricerca; utilizza le migliori prassi di valutazione dei risultati a livello internazionale mantenendo autonomia ed imparzialità. Direi che é difficile mettere in discussione le classifiche di questo ente e le sue valutazioni.”

Il Rettore di Messina, Pietro Navarra, ha ribattuto richiamando l’attenzione sull’opportunità di accorpare talune regioni, come l’Abruzzo di cui lei è Presidente, che producono meno della metà della ricchezza prodotta in media nelle 20 Regioni Italiane. I dati, invece, dicono che lei è il politico che meglio di tutti è riuscito a ridurre le tasse nella sua regione fino a diventare un modello nazionale. Come risponde all’affermazione del Rettore Navarra?

“Innanzitutto faccio gli auguri al Magnifico Rettore Navarra perché so che é stato eletto da poco, dopo 9 anni di guida del precedente rettore, scanditi da incursioni di Striscia La Notizia, Le Iene per parentopoli e condanne per concorsi truccati; probabilmente questi sono stati fattori determinanti che hanno trascinato in fondo alla classifica l’ateneo messinese. Effettivamente in Abruzzo abbiamo fatto un duro e difficile lavoro che ci ha portato a poter ridurre le aliquote IRPEF ed IRAP del 30% garantendo più risorse per i cittadini senza fare debito. Abbiamo anche messo mano alla sanità in maniera incisiva, potenziandola e riducendo allo stesso tempo gli sprechi.Non a caso siamo l’unica Regione ad aver avuto accesso ai Fas, che stiamo immettendo nel nostro sistema produttivo. Siamo soddisfatti anche per l’ultima rilevazione ISTAT sulla disoccupazione in calo in Abruzzo, in controtendenza rispetto al resto delle regioni e del paese. A tal proposito posso rimarcare che siamo anche in cima alla lista per spesa dei fondi europei a fini occupazionali. Con orgoglio rivendico anche che in Abruzzo si é avuta la prima riduzione dei costi della politica con la riduzione del numero dei Consiglieri Regionali da 45 a 31, ma anche del compenso di quest’ultimi che risulta essere il più basso in Italia. É evidente che c’é un segnale dall’Abruzzo; esiste un modello Abruzzo ed esiste un buon modo di amministrare e governare una regione. Continuiamo a lavorare affinché nei prossimi 5 anni l’Abruzzo prosegua in questa direzione crescendo ulteriormente. Le chiacchiere da bar populistiche le lasciamo ad altri.”

In collaborazione con Matteo Napoli

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