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2 ottobre 2013

Tasse Universitarie. Quando pagare le tasse universitarie 2013/2014: scadenze e isee

Dati allarmanti e poco confortanti si registrano negli ultimi dieci anni per gli studenti universitari. Le tasse sono aumentate più del doppio e precisamente del 51%. Il diritto allo studio e il destino professionale di migliaia di studenti appare sempre più incerto. 

Calano le iscrizioni perché? Stando alla Guida Censis, le iscrizioni sono calate. I motivi sono facilmente individuabili: le tasse aumentano, le borse di studio diminuiscono e non ultimo fattore l’aspettativa professionale è sempre più opaca e incerta. Lo studente preferisce all’incertezza la certezza e per questo a volte cerca come può di inserirsi nel mondo del lavoro.

A questo punto lo studente appena diplomato fa un importante riflessione, considerando i fattori sopra indicati: vale davvero la pena iscriversi all’Università? In realtà in Italia più che in altri paesi i giovani tendono e preferiscono la carriera universitaria, invece, di dirigersi verso lavori più materiali. Sarà per questo che Umberto Eco in sintonia con Michael Bloomberg, sindaco della grande mela, ha affermato: “L’Università non può essere per tutti, che deve tornare a formare una certa élite”.

La stessa considerazione di un grande esponente della letteratura andrebbe tuttavia analizzata da diversi punti di vista come il seguente: un’università elitaria non permetterebbe alcun tipo di riscatto nei più meritevoli.

Bloomberg precisamente si domandava: “Per uno studente medio diventare un idraulico potrebbe essere una soluzione migliore che frequentare Harvard?”

Indipendentemente da queste brevi considerazioni, andiamo a capire perché le tasse universitarie sono aumentate. Le tasse sono aumentate per i tagli voluti dall’ex Ministro Gelmini. Si calcola, infatti, che, dal 2008, ogni università italiana ha perso 1 miliardo di euro di finanziamenti. Nel 2012, il Decreto n. 68 ha previsto un aumento della tassa regionale sul diritto allo studio (il cui importo adesso è pari a 140,00 euro).

Gli studenti meritevoli esclusi dalle sovvenzioni. L’università italiana è in crisi perché non si investono grandi cifre per la cultura basta pensare che l’Italia spende 260 milioni in cultura, la Germania ne spende 2 miliardi! Gli studenti meritevoli esclusi sono circa 60 mila. Nel 2013 si registra un calo delle borse di studio particolarmente notevole: 118mila studenti bisognosi non hanno potuto ricevere l’assegno. Quindi da un lato aumentano le tasse e dall’altro diminuiscono le sovvenzioni. Agli studenti cosa resta? Attendere, aspettare che le cose cambino. Un piccolo spiraglio di luce già si intravede con la recente approvazione del Decreto Legge sull’Istruzione proposto dal Presidente del Consiglio, Enrico Letta, e dal Ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza.

Le tasse universitarie sono così costituite e distribuite:

  • Tassa Regionale di 140,00 euro, sono tasse universitarie riscosse dal singolo ateneo per conto della relativa Regione
  • Tasse universitarie di iscrizione o di immatricolazione
  • Bollo, sono tasse universitarie relative alla domanda di iscrizione o di immatricolazione
  • Prima Rata: caratterizzata da un importo uguale per ciascuno studente, ad eccezione dei beneficiari di borse di studio e degli studenti il cui Isee presenti un importo totale di tasse e contributi inferiore all’ammontare della prima rata di tasse universitarie.
  • Seconda Rata: l’importo è caratterizzato dalla differenza tra il totale di tasse universitarie e contributi dovuti in base all’Isee e l’importo versato con la prima rata.
  • Terza Rata: alcuni atenei la prevedono; si applicano le stesse regole relative alla seconda rata
  • Differenza tra Contributi Universitari e Tasse Universitarie: La tassa deve essere pagata dallo studente come controprestazione di un servizio reso dall’Università. Per quanto riguarda i contributi sono prelievi coattivi relativi ad opere di pubblica utilità. Secondo l’articolo 2, secondo comma:
  • “I contributi universitari sono determinati autonomamente dalle università in relazione ad obiettivi di adeguamento della didattica e dei servizi per gli studenti, nonché sulla base della specificità del percorso formativo”

Tasse universitarie e ISEE. Lo studente che non dichiara il proprio reddito nel modulo di autocertificazione relativo all’immatricolazione o all’iscrizione, viene inserito direttamente nell’ultima fascia contributiva quindi in quella più costosa. In genere coloro che sono esonerati dal pagamento delle tasse sono i vincitori di borse di studio regionali. Inoltre, le Università italiane al fine di garantire il diritto allo studio agli studenti disabili, cosi come previsto dalla Legge 5 febbraio 1992 n. 104 e dalla Legge 28 gennaio 1999 n. 17, riconoscono, dietro richiesta, diverse  agevolazioni economiche:

  • esonero totale delle tasse universitarie per gli studenti disabili con invalidità riconosciuta pari o superiore al 66%, indipendentemente dalla condizione economica e dal merito
  • esonero parziale delle tasse universitarie a favore degli studenti con una invalidità riconosciuta tra il 45% e il 65%
  • offerta del servizio di ristorazione a tariffa agevolata
  • offerta di alloggio attrezzato anche per eventuale accompagnatore
  • maggiorazione degli importi delle borse di studio
  • rimborso spese viaggio e percorsi personalizzati
  • fornitura di supporti didattici, informatici e tecnologici utili a rendere gli studenti disabili il più possibile autonomi e indipendenti
  • fornitura gratuita agli studenti ipovedenti, non vedenti e dislessici, dei testi universitari in formato elettronico e/o in braille

Importi e scadenze Tasse Universitarie – Inoltre leggi costi e modalità iscrizioni università online

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