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22 ottobre 2013

Insubria. V settimana internazionale dell’Open Access

Università degli Studi INSUBRIA Varese-Como – V settimana internazionale dell’open access

Studenti Insubria

Studenti Insubria

L’Ateneo Insubria diffonde il proprio impegno a sostegno dell’Accesso Aperto alla letteratura scientifica con un intervento all’Università del Piemonte Orientale della responsabile di Insubria Space

E’ in corso dal 21 al 27 ottobre 2013 la quinta settimana internazionale dell’Open Access a sostegno dell’accesso Libero e senza barriere al sapere scientifico dal titolo “Redefining Impact”.

Venerdì 25 ottobre, nell’ambito del seminario “Ridefinire i diritti” organizzato dall’Università del Piemonte Orientale, la responsabile del Deposito Istituzionale per le tesi di dottorato dell’Università dell’Insubria, dottoressa Daniela Cermesoni, è stata invitata a presentare l’intervento: “Le tesi di dottorato all’Università dell’Insubria: InsubriaSpace tra full text e diritto d’autore”, cui seguirà una tavola rotonda.

L’Open Access Initiative è una linea strategica condivisa dall’Università dell’Insubria e da oltre 70 Atenei italiani, che risponde agli alti valori costituzionali di promozione dello sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica e si fonda sul principio della conoscenza come bene comune.

L’Open Access Initiative incoraggia scienziati, ricercatori e studiosi a disseminare i propri lavori di ricerca rendendoli liberamente accessibili in rete, senza peraltro rischiare di perderne la paternità intellettuale, garantita dal diritto d’autore anche in caso di Accesso Libero.

L’Open Access Iniziative deve la sua esistenza alla Dichiarazione di Berlino del 2003, un documento internazionale che riconosce alla rete un ruolo comunicativo prioritario e trova in Internet lo strumento più funzionale a una diffusione efficace della letteratura scientifica a vantaggio del libero scambio di dati e informazioni a livello internazionale.

Per approfondire:

I vantaggi che conseguono dall’utilizzo delle pratiche di pubblicazione in Open Access sono molteplici:

  • innanzitutto per gli autori, i cui lavori acquistano fino al 300% di visibilità in più, hanno la possibilità di nuove metriche di valutazione e di una peer-review più trasparente ed efficace;
  • chi fa ricerca ha maggiore facilità di accesso ai dati e ai risultati della ricerca;
  • le Istituzioni assicurano maggiore visibilità a propri ricercatori, gli enti di finanziamento ottengono maggiore ritorno sugli investimenti garantiti dalla massima disseminazione dei risultati e le biblioteche possono realizzare economie di scala sui costi degli abbonamenti.

In breve, l’intera comunità scientifica usufruisce di una maggiore e più veloce disseminazione della conoscenza, cui conseguono maggiore impatto e circolazione di idee con un’accelerazione della crescita della conoscenza.

In questa “visione” si può leggere inoltre una risposta strategica volta a fronteggiare sia l’emergenza della pressione economica che impone agli Atenei scelte difficili a fronte del costo crescente dell’accesso alle pubblicazioni scientifiche, spesso controllate – in termini monopolistici – dagli editori, sia l’aumento del digital divide tra paesi info-ricchi e paesi info-poveri, oltre al paradosso della proprietà intellettuale con i suoi possibili effetti frenanti nel circuito della comunicazione scientifica.

L’Unione Europea nell’ultimo torno di anni ha impresso un’accelerazione alla promozione del principio dell’accesso aperto, da ultimo con i documenti del 17 luglio 2012 che rendono necessaria una presa di posizione decisa nei confronti dell’accesso aperto alla comunicazione scientifica: in essi infatti si statuisce che gli Stati Membri debbano definire e mettere in pratica politiche chiare per la disseminazione ad accesso aperto delle pubblicazioni e dei dati derivanti da progetti finanziati con fondi pubblici.

L’Italia a marzo 2013, con il documento “Horizon 2020 Italia” è stato il primo Paese dotato di una base per un Programma Quadro nazionale su ricerca e innovazione allineato con l’Europa: una base per una programmazione settennale su ricerca e innovazione, un metodo che superi frammentazione e duplicazione nei progetti per un impiego efficace ed efficiente delle risorse.

Il SiBA

  • sulla linea degli impegni assunti dai Rettori delle università italiane con la sottoscrizione della Dichiarazione di Berlino e con la serie di linee guida e raccomandazioni a sostegno dell’Open Access,
  • con le delibere già assunte in materia dal Senato Accademico,
  • con la clausola inserita nel Regolamento dei corsi di dottorato di ricerca nel 2010 e confermata nella revisione del 2013

gestisce dal 2010 il Deposito Istituzionale Insubria SPACE che contiene oltre 300 tesi di dottorato discusse a partire dal 2008.

Altre azioni già da anni intraprese dal nostro Ateneo in adesione a questa politica sono le seguenti:

  • Il periodico elettronico  ad accesso aperto  Hystrix – Italian Journal of Mammalogy, l’unica rivista scientifica italiana Open Access nel campo dello studio dei Mammiferi, annovera all’interno dell’editorial team il dott. D.Preatoni del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell’ Università degli Studi dell’Insubria. In versione elettronica dal vol. 1 del 1986, è indicizzata dal Journal Citation Reports dell’editore Thomson-Reuters con un Impact Factor di 0,352;
  • dal 2004, attraverso il SiBA, è stato attivato l’abbonamento al servizio BioMed Central, una società editoriale elettronica indipendente che si è impegnata ad offrire un accesso immediato e gratuito agli articoli di ricerca medica e biologica sottoposti a peer review da essa pubblicati, secondo il modello commerciale definito come Institution pays: la pubblicazione di articoli su BiomedCentral gode di riduzioni di costi per i ricercatori degli enti sottoscrittori. Dal 2004 sono stati pubblicati oltre 100 articoli di ricercatori dell’Insubria, 32 dei quali contrassegnati in modo permanente dalla banca dati come “highly accessed”;
  • oltre 30.000 periodici (free e-journal) e oltre 5.500 monografie (free e-book) liberamente accessibili  sono consultabili nel patrimonio delle riviste elettroniche messe a disposizione attraverso il Portale InsuBRE.
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