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12 ottobre 2013

Legge di Stabilità. Susanna Camusso sulla legge di stabilità e busta paga 2014

Riduzioni del cuneo fiscale per un totale di 5 miliardi (equamente distribuiti tra aziende e lavoratori) e nuovi incentivi per imprese (si punta a sgravi fiscali per le start-up innovative, il rafforzamento dell’Ace-aiuto per la crescita economia  per incentivare patrimonializzazione ed investimenti) e lavoro giovanile.

Letta e Camusso

Letta e Camusso

Incassata la fiducia, il Governo Letta è chiamato ad assicurare una solidità politica che rifletta una operatività concreta sui nodi economici che affliggono lo Stivale: l’attessissima Legge di Stabilità 2013.

Fra i nodi politici e fiscali della prossima Legge di stabilità figurano un piano di riduzione del costo del lavoro e l’introduzione, dal 2014, di un bonus sui redditi in busta paga per i lavoratori dipendenti.

 “Nel 2014 i lavoratori italiani avranno un beneficio in busta paga” – assicura il Premier Letta –  “Ne stiamo discutendo con le parti sociali. Nell’imminente Legge di Stabilità ci saranno vantaggi per tutti”.

Il punto di Susanna Camusso, Segretario Generale CGIL sulla Legge di stabilità e sul bonus busta paga 2014 – Intanto è già partito il valzer delle cifre. Ci si interroga su quanto potrebbe essere trasferito nelle tasche dei lavoratori italiani. Numeri che allo stato attuale rimangono supposizioni degli addetti ai lavori, in attesa di trovare riscontro nelle dichiarazioni di Governo e sindacati. La manovra sul cuneo fiscale previsto dalla legge di Stabilità, dicono le indiscrezioni, dovrebbe valere 250-300 euro in più in busta paga.

Il bonus potrebbe essere erogato in un’unica tranche,  forse una tredicesima più “pesante” nel prossimo anno.

Con il varo della Legge di Stabilità, soprattutto, si tenterà il primo,decisivo passo per introdurre una svolta nel nostro sistema sociale, soprattutto sul versante contrattuale (con agevolazioni e sgravi per le imprese che assumono giovani e massiccia trasformazione dei contratti a tempo parziale in contratti a tempo indeterminato. Nel merito, si sta mettendo mano proprio in queste ore alla stesura del testo definitivo della Legge di Stabiltà in relazione ai contorni quantitativi dei provvedimenti da adottare, che al momento non sono ancora stati fissati in modo preciso. Quella che si profila all’orizzonte, assicura Letta, è una politica fiscale che dovrebbe appesantire le buste paga dei lavoratori e alleggerire il carico per le imprese che investono sul territorio e sulla manodopera giovanile. La Legge di stabilità punterà, infatti, a garantire un’offerta di lavoro concreta ai giovani. Sul piede di guerra i sindacati, per i quali sarà prioritario, in sede di legge di stabilità, studiare misure finalizzate alla promozione della partecipazione giovanile al mercato del lavoro e accelerare la creazione di nuovi posti di lavoro, a tempo determinato e indeterminato, soprattutto per giovani, migliorando il funzionamento del mercato in ingresso e in uscita, aumentando le tutele per le imprese che assumono under 30 e accrescendo, di conseguenza, l’inclusione sociale.

Segretario Camusso, con il varo ormai imminente della Legge di stabilità si profilano all’orizzonte una pioggia di incentivi alle assunzioni e all’occupazione, con particolare attenzione ai giovani, per i quali l’incubo del posto di lavoro potrebbe apparire meno amaro. Può descriverci brevemente quale sono i principali temi in agenda? Cosa può dirci dell’annunciato bonus busta paga 2014? Si è parlato di abbattimento dei costi del lavoro, per rivitalizzare l’imprenditoria italiana ed incoraggiano le aziende ad investire sui giovani. Come si pone rispetto a questi obiettivi?

Susanna Camusso

Susanna Camusso

“Insieme agli altri segretari abbiamo cercato di fare un appello alla responsabilità collettiva, sottolineando nuovamente tutte necessità essenziali per il Paese, che sono chiarissime sia a noi che a Letta: ridistribuire il reddito, abbassare il carico fiscale, intervenire sulle politiche industriali.

Purtroppo l’impressione che abbiamo è che in assenza di cifre e di proposte concrete, si tratti solo di buone intenzioni.  

Noi vogliamo che la legge di stabilità sia un’occasione per il paese. Quello che leggiamo sui giornali sono favole. Siamo di fronte a una pagina bianca, non abbiamo nessuna cifra concreta su cui immaginare scenari risolutivi. Non dimentichiamo che una delle cause della crisi è stata la lunga stagione di penalizzazione dei redditi da lavoro.

Il bonus lavoro è uno dei temi caldi della prossima legge di stabilità, uno strumento che, con i ritocchi al cuneo fiscale, è chiamato a dare una svolta alle scelte recessive degli ultimi anni. Gli aumenti in busta paga devono discendere da una riduzione del livello di tassazione, non solo in nome della giustizia fiscale, ma in nome soprattutto del bisogno di rilanciare investimenti, consumi e occupazione che l’impoverimento di lavoratori e pensionati e la disoccupazione cavalcante rendono oggi inattuabili. Il Bonus dev’essere figlio di una restituzione fiscale a lavoratori ed imprese, collegata agli investimenti e allo sblocco dell’occupazione, specie quella giovanile.

Parliamo di migliaia di ragazzi e ragazze che non hanno reddito, che sono sbattuti in una sorta di terra di nessuno. Una nazione con tasso di disoccupazione sopra il 40%, che vede i giovani fare la valigia perché non hanno prospettive, non può concedersi il lusso di impoverire ulteriormente. Costruire percorsi di professionalità e inserimento è indispensabile per uscire dalla crisi ed avviare la crescita. Il nostro paese ha fame di lavoro e cambiamento, che è quello che chiedono i nostri ragazzi. Bisogna capire da che parte vuole andare il Paese, attuare un cambio di fase. Servono politiche di impiego e di agevolazione alle imprese concrete, e subito. Non sono tollerabili altri ritardi, tra fiducia e Berlusconi abbiamo già perso un mese di lavoro. Sarà perciò imprescindibile che gli incentivi previsti dalla prossima Legge di stabilità si traducano nel più breve tempo possibile in assunzioni a tempo indeterminato e trasformazioni di contratti precari in contratti a tempo indeterminato.”

In collaborazione con Matteo Napoli

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