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10 novembre 2013

All’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia delegazioneTunisina

Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA – Delegazione di imprese e associazioni tunisine ospite dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia per studiare e conoscere il modello di inserimento dei disabili nel mondo del lavoro.

L’iniziativa promossa nell’ambito del progetto “Ed. in place: Education-Inclusion-Placement”, cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano, che vede impegnato l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia a fianco della Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS di Milano, porterà a Modena dal 12 al 16 novembre alti dirigenti di alcune delle più importanti realtà imprenditoriali ed istituzionali del paese nordafricano. 

Una qualificata delegazione di 10 alti dirigenti di alcune delle più importanti imprese ed associazioni tunisine saranno ospiti del Servizio Accoglienza Studenti Disabili e Dislessici dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Dall’11 a 18 novembre 2013, i manager nordafricani, incaricati dello sviluppo delle risorse umane, parteciperanno ad un “learning tour” sulla formazione ed integrazione lavorativa delle persone con disabilità, organizzato nell’ambito del progettoEd. in place: Education-Inclusion-Placement”, cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano, che vede impegnato l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia a fianco della Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS di Milano. L’obiettivo del progetto è quello di rispondere all’esigenza di realizzare interventi formativi orientati all’inserimento sociale e professionale di giovani disabili libici e tunisini, che hanno acquisito una disabilità motoria a seguito degli eventi bellici della primavera araba.

In particolare durante le cinque giornate di soggiorno modenese da martedì 12 a sabato 16 novembre, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia svolgerà un’attività di formazione in modalità in presenza, che vedrà protagonista la Direzione Servizi agli Studenti – Servizio Accoglienza Studenti Disabili e Dislessici nell’intento di far conoscere il modello inclusivo italiano e, soprattutto, modenese-reggiano in relazione all’inserimento lavorativo del disabile.

Sono fiero – ha affermato il Rettore dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia prof. Angelo O. Andrisanoche il nostro Ateneo sia stato scelto come partner di un progetto internazionale che ha una così elevata e significativa valenza sociale. La qualità delle imprese tunisine presenti è, altresì, indicativa degli sforzi che si stanno compiendo nell’area nordafricana per restituire dignità a chi è stato offeso dalla guerra. Assecondare questa iniziativa è un dovere morale, ma è anche un riconoscimento della professionalità e dell’apprezzamento che si è conquistato il nostro Servizio Accoglienza Studenti Disabili e Dislessici per le competenze ed il livello delle prestazioni offerte alle centinaia di studenti che si sono rivolte in questi anni ad esso”.

Il “learning tour” porterà a Modena dirigenti di primarie realtà imprenditoriali ed associative tunisine, quali Orange, Tunisiana, CNSS, UTSS, Tunisie Telecom, Conect, Cat Colacem che riceveranno le nozioni e le informazioni necessarie ad avviare la creazione nelle proprie società di figure professionali e specializzate in grado di accompagnare i giovani disabili nell’arco dell’intero ciclo di vocational training e inserimento lavorativo, definendo in tal modo un modello efficace che possa essere replicato in altri contesti. Tra gli accompagnatori ci sarà anche una giornalista di una testata nazionale tunisina.

Nel corso del soggiorno gli ospiti, che saranno ricevuti alle ore 9.00 di martedì 12 novembre nella Sala Rossa del Palazzo del Rettorato (via Università 4) dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia dal Delegato del Rettore per la Disabilità prof. ssa Elisabetta Genovese, riceveranno una formazione teorica in aula, resa possibile grazie al concorso del Comune di Modena, dei Centri per l’impiego di Modena e Reggio Emilia, della CNA, del Consorzio AlmaLaurea, dell’IPSIA Corni di Modena e della AIDA, nonché della stessa Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e della Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS.

La delegazione tunisina avrà, inoltre, l’occasione di visitare aziende ed istituzioni modenesi, che storicamente impiegano lavoratori con disabilità: Gruppo Caprari, Cooperativa Sociale Pomposiana, Cooperativa Coopattiva, IPSIA Corni.

Non mancherà per i rappresentanti tunisini l’opportunità di effettuare visite ad alcuni luoghi simbolo della città come l’Accademia Militare di Modena e la Casa Museo “Enzo Ferrari, grazie alla disponibilità prestata da entrambe le istituzioni ad accogliere gli ospiti stranieri.

Tra i compiti assegnati all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia all’interno del progetto, vi è quello di organizzare un corso di formazione on-line in lingua araba sulle tematiche della disabilità, con l’intento di sensibilizzare, tramite lezioni anche in presenza, 15 educatori appartenenti ad aziende tunisine che dovranno, in futuro, accogliere soggetti con disabilità nei rispettivi contesti professionali. Inoltre, il prossimo anno, una seconda delegazione, costituita da tali formatori, parteciperà ad un ulteriore “learning tour” in territorio modenese.

E’ un percorso formativo – spiega la prof.ssa Elisabetta Genovese, Delegata del Rettore alla Disabilità dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – al quale un Ateneo così sensibile e attivo in tema di disabilità e collocamento mirato come il nostro non poteva non prendere parte. Alla luce del piano di azione europeo per l’occupazione delle persone disabili e dell’esperienza maturata da UNIMORE in merito all’inserimento lavorativo di soggetti con disabilità, è certamente motivo di orgoglio e soddisfazione contribuire alla formazione teorica e pratica di manager di aziende straniere, ed in particolare nordafricane, che hanno conosciuto da vicino le mutilazioni patite da tanta parte della popolazione e segnatamente dai giovani, in conseguenza delle sanguinose rivolte arabe e che oggi sono chiamate dare un contributo per il riscatto anche di soggetti con disabilità”.

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