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12 novembre 2013

Lo studio del terremoto fossile all’Ateneo di Padova

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Lo studio del terremoto

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Lo studio del terremoto “fossile” Conferenza al Dipartimento di Geoscienze dell’Ateneo di Padova

Dal marzo 2011 alcune convinzioni radicate in tema di terremoti sono state messe a dura prova. Il sisma in Giappone ha dimostrato che anche gli accumuli e sedimenti più vicini alla superficie possono essere punti o sedi  di grande deformazione. La ricerca, su questi sedimenti poco consolidati, di terremoti “fossili”, cioè di paleoterremoti, potrebbe portare a qualche avanzamento nella conoscenza di quel che potrebbe accadere.

In Abruzzo, nell’area a occidente del Bacino dell’Aquila, si sono analizzate porzioni di faglia nelle quali si sono verificati fenomeni sismici di magnitudo superiore a 7.0 in un periodo compreso fra due milioni e mezzo e 11.700 anni fa  (Pleistocene medio).

Fabrizio Storti, docente di Geologia Strutturale all’Università degli Studi di Parma, approfondirà la ricerca su questi terremoti antichi nella conferenza intitolata “Evidenze di deformazioni cosismiche in sedimenti silicoclastici poco consolidati del Bacino dell’Aquila” che si terrà giovedì 14 novembre alle ore 16.30 in Aula Arduino al Dipartimento di Geoscienze di via Gradenigo 6 all’Ateneo di Padova.

L’incontro fa parte del ciclo di appuntamenti dell’Ateneo di PADOVA “Arduino Lecture”, l’entrata è libera fino a esaurimento posti.

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