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13 novembre 2013

Riabilitazione infantile e metodologia della ricerca a Unimore

Master in riabilitazione infantile e metodologia della ricerca
Master in riabilitazione infantile e metodologia della ricerca

Master in riabilitazione infantile e metodologia della ricerca

Master Unimore in riabilitazione infantile e metodologia della ricerca

Al via la V edizione del Master Unimore di primo livello in “Riabilitazione infantile e metodologia della ricerca” dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. La cerimonia di inaugurazione, che vede la partecipazione di una quarantina di professionisti dotati di differenti competenze e provenienti da tutta Italia, si terrà giovedì 14 novembre 2013 a Reggio Emilia.

Inaugura la V edizione del master in riabilitazione infantile e metodologia della ricerca, istituito dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, che affronterà i difficili temi della riabilitazione delle funzioni adattive in area infantile, con particolare attenzione all’ambito delle paralisi cerebrali infantili.

Alla cerimonia di inaugurazione della iniziativa didattica, che si terrà giovedì 14 novembre 2013 alle ore 11.00 presso l’Aula Cubica del Palazzo Rocca Saporiti (viale Murri 7) all’Unimore, saranno presenti autorità accademiche e sanitarie.

Il corso Unimore, diretto dal prof. Adriano Ferrari, titolare della cattedra di Medicina fisica e riabilitazione all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, è condotto con la collaborazione del personale della Unità Operativa per le Gravi Disabilità infantili di terzo livello dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Il progetto riabilitativo dei piccoli pazienti è particolarmente complesso e chiama in causa un elevato numero di professionisti della riabilitazione che devono poter operare in modo integrato, condiviso e coeso. Intorno a questi pazienti intervengono, infatti, medici ed operatori con diverse competenze: fisioterapisti, terapisti occupazionali, logopedisti, psicologi, ortopedici (chirurgia funzionale) e tecnici ortopedici (ausili, ortesi). Ogni operatore deve essere consapevole dell’apporto rilevante ed indispensabile che la propria disciplina porta al progetto globale, ma deve contemporaneamente saper riconoscere l’importanza del contributo degli altri professionisti in una visione olistica del progetto riabilitativo.

Per raggiungere questo importante obiettivo, in questa edizione del master in riabilitazione infantile e metodologia della ricerca partecipano 40 professionisti, ciascuno ricco di un differente bagaglio di competenze (medici fisiatri e neuropsichiatri infantili, fisioterapisti, terapisti della neuropsicomotricità) e provenienti da diverse regioni italiane, i quali da novembre 2013, per più di un anno, seguiranno lezioni presso il Padiglione Spallanzani dell’Arcispedale Santa Maria Nuova e svolgeranno tirocini presso l’Unità Operativa per le Gravi Disabilità Infantili di terzo livello dell’ASMN di Reggio Emilia e presso il servizio di neuropsichiatria infantile dell’AUSL, nel distretto Scandiano (RE).

Lo straordinario progresso compiuto dalle scienze di base – spiega il prof. Adriano Ferrari dell’Unimore a, Direttore del master in riabilitazione infantile e metodologia della ricerca – nella conoscenza dei meccanismi e dei processi che sottendono le attività volontarie dell’uomo verrà confrontato con le esperienze terapeutiche più innovative maturate nel campo da chi, fra medici, terapisti e tecnici, ha saputo quotidianamente misurarsi in modo costruttivo con i molti problemi sofferti dal bambino disabile e dalla sua famiglia. In questo senso il master vuole andare oltre l’integralismo di voler curare tutto e tutti con il solo intervento fisioterapico, per arricchirsi con nuovi e importanti strumenti terapeutici quali i farmaci per il controllo della spasticità, della discinesia e della dispercezione, le ortesi e gli ausili e, soprattutto, la chirurgia funzionale, sia ortopedica che neurologica. La visione emendativa della riabilitazione, tesa fino ad un recente passato a cercare di nascondere tutto ciò che non era stata in grado di cancellare, viene ogni volta misurata con la sfida del presente: saper realizzare il bambino disabile come persona con le sue differenze, consentendogli di valorizzare compiutamente le proprie risorse individuali, sociali, culturali ed ambientali, quanto di misurarsi, senza soccombere, con i propri limiti”.

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