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22 novembre 2013

Sciopero Generale 25 Novembre: sciopero trasporti, scuola e lavoratori

Lo Sciopero Generale, indetto dalla Confederazione USI (Unione Sindacale Italiana), a cui hanno aderito anche le sigle sindacali SlaiCobas e SISA, è previsto per l’intera giornata del 25 Novembre, in concomitanza con la Giornata Contro la Violenza sulle Donne (istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999).

Sciopero

Sciopero

Lo sciopero interessa sia i lavoratori a tempo indeterminato che quelli a tempo determinato, con contratti precari e atipici, per tutti i comparti, aree pubbliche e le categorie del lavoro privato e cooperativo. Sono infatti coinvolti sia i dipendenti pubblici sia i precari della pubblica amministrazione.

I comparti maggiormente interessati saranno quindi quelli dell’istruzione, con lezioni scolastiche e universitarie a rischio, della sanità e della pubblica amministrazione.

Saranno garantiti comunque i servizi minimi essenziali e quelli obbligatori. Sono esentate le zone colpite da calamità naturali o con consultazioni elettorali.

Violenza e Femminicidio

Violenza e Femminicidio

Le motivazioni principali dello sciopero generale 25 novembre. Roberto Martelli, segretario Nazionale, nel comunicato ufficiale diramato dalla Confederazione USI, dichiara che lo sciopero indetto è “Contro il “femminicidio” e le violenze fisiche, psicologiche, morali contro le donne e le lavoratrici, contro le discriminazioni e le penalizzazioni sui posti di lavoro ai danni delle lavoratrici, per la piena ed efficace tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per il salario-reddito minimo intercategoriale non inferiore a 1300 euro netti mensili, per la parità di lavoro e la riduzione dell’orario di lavoro, contro gli effetti della precarietà lavorativa, per la stabilizzazione di precari e precarie, per l’abbassamento dell’età pensionabile per le donne come “riconoscimento” del lavoro salariato e del lavoro familiare, per i diritti sociali e di cittadinanza, per uguali diritti per lavoratrici e lavoratori immigrate-i, per la cessazione e il divieto di indagini sulla condizione matrimoniale, di maternità, di orientamento sessuale, su assunzioni o licenziamenti di donne e lavoratrici, contro l’utilizzo di pratiche di subordinazione del lavoro in caso di maternità o matrimonio, per la socializzazione-gratuità dei servizi domestici e sociali essenziali (asili nido, servizi sanitari e assistenziali ad anziani, figli, persone con disabilità), per la legittimazione nei processi per “femminicidi”, molestie, stupri e discriminazioni anche nei luoghi di lavoro, di costituzione di parte civile di associazioni od organizzazioni di donne, per il patrocinio gratuito per le donne offese da violenze e discriminazioni, per una cultura che nella scuola, nelle università e nei servizi educativi, bandisca testi e pratiche di contenuto sessista.”

Si terrà la manifestazione “Donne in Piazza” in Campidoglio per la Giornata Contro la Violenza sulle Donne, dalle 17.00 alle 20.00, che seguirà, dalle 20.00 in poi, presso la Casa Internazionale delle Donne, con la partecipazione di varie personalità attive nella lotta contro la discriminazione sessuale.

Sempre nell’ambito e inerentemente alla Giornatadi sciopero generale, le sigle sindacali aderenti allo sciopero e le associazioni attive nell’ambito della lotta per i diritti delle donne, hanno invitato tutti i lavoratori, anche coloro i quali prenderanno comunque servizio, e tutte le persone che volessero esprimere la propria partecipazione morale alla causa, ad indossare un indumento di colore rosso (un foulard, un paio di scarpe, ecc), per testimoniare il rifiuto alla violenza sulle donne in modo simbolico.

Cosa si chiede dallo sciopero. Si chiede un’attenzione maggiore, da parte delle istituzioni, per il raggiungimento della piena parità fra i sessi, in un Paese che arranca nell’attuazione di politiche di conciliazione e drammaticamente lento nel recepire le direttive europee sul fronte della difesa delle donne e della promozione della loro presenza nel mondo del lavoro.

Sciopero

Sciopero

La legge sul femminicidio purtroppo non basta, perché non prevede finanziamenti statali ma, per lo più, norme paternalistiche e repressive che eludono la radice del problema: l’educazione, la mentalità della società tutta, che per cambiare ed evolversi necessitano di investimenti e di una reale e forte volontà politica.

Le donne, a tutt’oggi, guadagnano meno degli uomini e, proprio per l’assenza di politiche di conciliazione, spesso, quando decidono di avere dei figli, lasciano il mondo del lavoro per non rientrarvi più. In Italia la situazione ha ampio margine di miglioramento, e le cose da fare sono molte.

Il lavoro delle donne va non solo tutelato ma incentivato: gioverebbe all’economia, alla società, e farebbe guadagnare punti di PIL, studi di settore alla mano.

Il flagello della violenza, poi, trasversale per appartenenza etnica, politica e sociale, attanaglia il nostro Paese.

L’emancipazione della società passa attraverso l’emancipazione delle donne: se migliorano le condizioni di queste ultime migliora la società, si arricchisce, sotto ogni punto di vista.

Sciopero Trasporti

Sciopero Trasporti

Sciopero trasporti a Roma 25 novembre. Il 25 Novembre, in seguito alla revoca dello sciopero che era previsto per il 18 dello stesso mese, vedrà anche la mobilitazione dei dipendenti ATAC e Roma Tpl.

Indetto dalle sigle sindacali Filt – Cgil, lo sciopero si svolgerà con modalità differenti:

  • i lavoratori ATAC incroceranno le braccia dalle 8.30 alle 12.30,
  • mentre lo sciopero della Roma Tpl riguarderà la fascia oraria 8.30 – 16.30.

Sciopero trasporti in Emilia Romagna 25 novembre. Le ferrovie non garantiranno alcun tipo di servizio per 4 ore e precisamente dalle 9:00 alle 13:00. Diversa situazione invece per i bus che non aderiranno allo sciopero e quindi gli utenti potranno avvalersi di tale servizio.

Lo sciopero trasporti per coloro che aderiranno allo sciopero è previsto dalle 16:00 alle 20:00.

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