Esenzione Canone Rai: come non pagare il canone rai in maniera legale

Redazione Controcampus 15 Dicembre 2013

Esenzione Canone Rai: ecco come non pagare il canone in maniera “legale”, quando e come si può fare!Sembrerebbe una guerra di trincea senza uscita, eppure le procedure “legali” per avere l'esenzione canone Rai e non pagare il canone rai non mancano, per quanto la loro corretta attuazione richieda all’interessato un’attenzione e una perizia pressoché maniacali.

Spesso si diventa evasori senza neppure saperlo, senza, cioè, che sussista una chiara volontà “fraudolenta”.

Ma, si sa, la legge non ammette ignoranza. Non sono rari infatti i casi di cittadini che non usano il televisore (es. vecchie tv buttate in cantina) o ne posseggono uno non funzionante, i quali, in perfetta buona fede, presumono di non dover pagare il tributo e poi si vedono recapitare in buca la famosa cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate che segnala l’omesso pagamento del canone rai, intimandone l’estinzione.

Esenzione canone Rai: come non pagare il canone rai “legalmente”, quando e come fare

Come non pagare il canone rai “legalmente”: soluzioni per esenzione canone Rai:

  • Rottamazione: sbarazzarsi “materialmente” del televisore, cioè rottamare l’apparecchio. Ma occhio! Perché l’operazione abbia efficacia, occorre farsi rilasciare la ricevuta di rottamazione da inviare in allegato alla disdetta la quale, è bene precisare, dispensa dal pagamento del canone rai a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo sole se presentata entro il 31 dicembre dell’anno precedente.
  • Disdetta del canone rai. La legge consente al contribuente (previo pagamento per intero il canone dell’anno in corso ed assenza di altre pendenze con il S.A.T. – Sportello Abbonamenti Tv) di revocare l’abbonamento RAI a condizione che questi dismetta gli apparecchi in suo possesso e ne richieda formalmente il suggellamento, impegnandosi di fatto a non usare più la televisione. Sul libretto di abbonamento si trova, infatti, una cartolina intitolata “Denuncia di cessazione”. In estrema sintesi occorre barrare la casella con la richiesta di suggellamento ed inviare un vaglia postale dell’importo di 5,17 euro intestato al SAT –Sportello Abbonamenti TV – Casella postale 22, 10100 Torino. Entro il 30 novembre, poi, bisognerà spedire mezzo raccomandata AR la cartolina firmata, con in allegato la ricevuta originale del vaglia e il libretto di abbonamento.
  • Suggellamento canone rai. Ad effettuare quest’operazione è Ufficio Tecnico Erariale cui è stata passata la pratica: dei funzionari dovrebbero materialmente presentarsi alla volta porta, prendere il televisore, avvolgerlo in un sacco di juta, apporre un sigillo (un timbro piombato), verbalizzare in triplice copia e compilare l’apposito registro. Qualora il libretto sia andato smarrito, si può procedere tramite lettera raccomandata. Solo una volta concluse le operazioni di cui sopra, l’utente può considerarsi  esonerato dal pagamento del canone.
  • Esenzione canone rai per i 75enni a reddito basso ed appartenenti a categorie professionali specifiche. Molti cittadini pagano il canone rai senza sapere che potrebbero chiedere l’esonero e, in taluni casi, agevolazioni o addirittura rimborsi. Si tratta di fasce di contribuenti precise: anziani poco abbienti e specifiche categorie professionali. I cittadini che rientrano in queste categorie possono rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per compilare ed inviare il modulo necessario: una semplice dichiarazione sostitutiva, accompagnata da un qualsiasi documento di riconoscimento che attesti l’effettivo possesso dei requisiti necessari. Nello specifico sono esentati dal canone rai i soggetti di età pari o superiore ai 75 anni che nell’anno precedente abbiano percepito con il coniuge un reddito complessivo non superiore a 6.713,98 euro (anno 2008). In questo caso il canone rai non va pagato, a patto che l’apparecchio usato sia quello della casa di residenza. È necessario, che il beneficiario viva esclusivamente con il coniuge e con nessun’altra persona dotata di un reddito proprio. Inoltre sono esonerati dal pagamento canone rai anche:
    • Militari delle Forze Armate Italiane
    • Militari di cittadinanza straniera appartenenti alle Forze Nato;
    • Agenti diplomatici e consolari (stranieri accreditati in Italia)
    • Rivenditori e riparatori TV.

Il Dott. Davide Cecchino sull’esenzione canone Rai e cessazione

Per saperne di più sui casi di esenzione canone rai connessi all’imposta sulla tv ed, insieme, rispondere alle perplessità dei tanti contribuenti che ancora si chiedono se esista un modo “legale” e, soprattutto, efficace per non pagare il canone rai abbiamo chiesto il parere del Dott. Davide Cecchinato,  Segretario Generale di Adiconsum Verona.

Salve Dottor Cecchinato. La domanda che tanti si pongono è: esistono “strade legali” per non pagare il canone rai? Ce le può descrivere brevemente sull’esenzione canone Rai?

“L’unica strada legale per non pagare il canone d e per l’esenzione canone Rai è non detenere uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive. Dura lex sed lex.”

Parliamo di “denuncia di cessazione” ed esenzione canone Rai (il famoso suggellamento). L’Erario incassa una piccola parte del canone e sembra non avere interesse all’operazione di suggellamento. Gli ultimi suggellamenti risalgono infatti a 30 anni fa. Su internet addirittura sono partite aste in cui i televisori suggellati vengono battuti a cifre spesso vertiginose. Sappiamo che il SAT manda a chi richiede il suggellamento un modello di dichiarazione con il quale il richiedente deve accettare o meno la visita della Guardia di Finanza per verificare che il televisore non sia utilizzato e che il suggello sia stato apposto e non rimosso. Nella realtà i suggellamenti non avvengono mai e si continua a vedere la RAI gratis. Questo favorisce l’evasione fiscale? Come si spiega questa incoerenza secondo lei? Come va effettuata la richiesta di disdetta? Ci sono suggerimenti pratici che possiamo dare agli utenti per evitare sgradevoli fraintendimenti legali?

“Consiglio di evitare la procedura di suggellamento. A quanto mi consta ultimamente non viene neppure più eseguita dagli incaricati oppure viene espletata dopo mesi di attesa. E finché l’apparecchio tv non viene suggellato si è obbligati al pagamento del canone rai. Quindi può essere controproducente.
Meglio inviare formale disdetta. La comunicazione deve essere inoltrata a mezzo raccomandata all’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino (To). Si rammenti che la cessazione che può avvenire solamente in due casi (oltre al suggellamento):

  • 1) annullamento dell’abbonamento per comprovata mancata detenzione della tv. A seguito della richiesta di annullamento, nel modulo che verrà successivamente inviato dallo Sportello Sat (Sportello Abbonamento Tv), andranno indicate tutte le informazioni richieste allegando il certificato di rottamazione della televisione – si può ottenere recandosi alle isole ecologiche gestite dalle società di smaltimento rifiuti – oppure la denuncia di furto o la documentazione che comprovi l’incendio o lo smarrimento dello stesso. Avendo cura di indicare il tipo/i di apparecchio/i detenuti di cui non si è più detentori.
  • 2) annullamento per cessione della tv. In questo caso, successivamente all’invio della raccomandata di disdetta, lo Sportello Sat chiederà la compilazione di un modulo di dichiarazione integrativa della disdetta che dovrà essere debitamente compilato, anche con l’indicazione del tipo/i di apparecchio/i detenuti, firmato dal cedente e dal cessionario e restituito per la definizione completa della richiesta di annullamento.
  • 3) la disdetta de canone rai denunciata entro il 31 dicembre dispensa dal pagamento dal 1 gennaio dell’anno successivo. La disdetta del canone rai denunciata entro il 30 giugno dispensa dal pagamento dal primo luglio. Qualora il contribuente abbia già corrisposto l’intera annualità non e’ previsto per legge chiedere il rimborso. Poiché il pagamento trimestrale costituisce una rata del canone rai semestrale non e’ possibile dare disdetta del canone rai senza aver corrisposto almeno l’importo per il semestre. In mancanza di regolare disdetta il canone rai si intende tacitamente rinnovato.”

Come fare ad avere l’esenzione canone Rai

La gente non ha ancora capito come fare ad avere l’esenzione canone Rai e non pagare il canone rai e cosa succede se smette di farlo. C’è molta disinformazione in merito. Cronaca e discorso politico in questo senso non aiutano molto.

Quando sono al governo i politici invitano i cittadini a pagare, quando siedono all’opposizione dicono di non pagare. A cosa dobbiamo questa disinformazione?

“Spesso in Italia le cose non si chiamano con il loro nome e non si spiega ai cittadini come stanno veramente le cose perché si conquistano più voti con la demagogia che con la verità. Siamo un Paese sempre più povero e sempre più analfabeta. Trattare i cittadini da sudditi vuol dire orientarli più facilmente”

Quello che molti non sanno è che ci sono alcune categorie di cittadini che sono esenti dal pagamento del canone rai. Purtroppo la circolare che stabilisce i requisiti per l’esenzione non è adeguatamente pubblicizzata né dei media né dagli uffici competenti. Ci dice quali sono queste categorie e quali requisiti devono possedere?

“La legge 24 dicembre 2007, n. 248, prevede l’abolizione del canone rai per soggetti di età pari o superiore a 75 anni. Per aver diritto all’esenzione è necessario:

  • aver compiuto 75 anni di età entro il termine di pagamento del canone (entro il 31 gennaio 2012). Per coloro che vogliono usufruire del beneficio per la prima volta, relativamente al secondo semestre dell’anno, devono aver compiuto 75 anni entro il 31/07/2012;
  • non convivere con altre persone, diverse dal coniuge, titolari di reddito proprio;
  • godere di un reddito che, insieme a quello del coniuge, non sia superiore a 6.713,98 euro annui (516,46 euro per tredici mensilità ). Il reddito deve essere riferito all’anno precedente a quello per il quale ci si intende avvalere dell’agevolazione.

La domanda di esenzione canone Rai per gli anni 2008-2009-2010-2011 deve essere presentata utilizzando un modulo scaricabile dal sito Internet dell’Agenzia delle Entrate.

La domanda di rimborso canone rai per gli anni 2008-2009-2010-2011-2012 dovrà essere effettuata attraverso un apposito modulo scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate o presso gli sportelli delle sedi regionali della Rai.”

In collaborazione con Matteo Napoli

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto