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Festival di Sanremo 2014: cantanti, big e canzoni finaliste di Sanremo

Redazione Controcampus 20 Febbraio 2014
R. C.
03/08/2021

“Penso che il Festival di Sanremo 2014 simboleggi una delle più importanti tradizioni musicali italiane.

Quest’anno, poi, si è scelto di dare spazio anche alla musica rap, e credo che questo sia un grande passo in avanti, un passo verso il futuro”. Intervista esclusiva al Rapper Amir Issaa

Sanremo 2014: cala il sipario sulla seconda serata della kermesse più attesa dagli italiani. Ormai ci siamo.

Tra qualche giorno, in Liguria, presso il suggestivo Teatro Ariston, saranno proclamati i vincitori della 64° edizione del Festival di Sanremo 2014.

Tutti i big in gara hanno dato libero sfogo alle proprie inebrianti maestrie canore.

La vetta agognata si avvicina, e le emozioni degli artisti tracimano oltre gli argini di un tubo catodico transeunte e solitario.

Share e ascolti Festival di Sanremo 2014. L’inatteso calo degli ascolti, infatti, tende a riecheggiare la lassitudine interiore di un popolo italiano sempre più irretito dal fuoco di uno scetticismo social – politico mai tanto corrosivo e melodrammatico.

Al di là del simbolismo filo-proletario e dell’estetica gramsciana, il leitmotiv incontrastato della kermesse resta la musica. Una musica intesa come opera d’arte; come vero e proprio processo sociale in grado di lenire ed esprimere, liberamente, le contraddizioni e le aporie dell’attuale periodo storico.

“Nulla scientia melior musica animae harmonia”, recita un antico adagio. Il Festival di Sanremo 2014, infatti, simboleggia l’intensa ed eterea osmosi tra armonia musicale e popolo italiano. Il retaggio culturale, le tradizioni canore e il consueto crogiolo floreale, contribuiscono a tramutare i timori e i tremori italioti in allegria e spensieratezza. Al di là del crollo degli ascolti, la kermesse musicale continua imperterrita a celebrare la bellezza decadente dell’antica Ausonia, e ad evocare sublimi afflati di leggerezza. Gran parte del merito va, a Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, i quali, sotto l’egida di una direzione artistica di grandissima qualità, hanno il pregio di presentare un cospicuo parterre di nomi e, al contempo, di dar vita a divertenti siparietti.

Nel corso delle prossime puntate del Festival di Sanremo 2014, gli animi dei telespettatori saranno edulcorati dalla presenza di un lauto numero di artisti italiani e stranieri. A calcare il leggendario palcoscenico del Teatro Ariston saranno: Renzo Arbore, Luciano Ligabue, Damien Rice, Gino Paoli, i Modà, la bellissima Simona Molinari, Fiorella Mannoia, Paolo Nutini, Stromae, Whomadewho, Violante Placido, Tommy Lee, Marina Rei e altri artisti.

Festival di Sanremo 2014: ecco l’elenco dei 14 big e delle canzoni finaliste

  • Sanremo 2014: Francesco Renga Vivendo adesso (Elisa Toffoli)
  • Sanremo 2014: NoemiBagnati dal sole (Veronica Scopelliti, Richard Frenneux, Caroline Ailin)
  • Sanremo 2014: Raphael Gualazzi con Bloody BeetrootsLiberi o no (Raphael Gualazzi, Bob Cornelius Rifo, Leonardo Beccafichi)
  • Sanremo 2014: Arisa Controvento (Giuseppe Anastasi)
  • Sanremo 2014: Cristiano De André Il cielo è vuoto (Diego Mancino, Cristiano De André, Dario Faini)
  • Sanremo 2014: Frankie Hi-NrgPedala (Francesco Di Gesú, Carolina Galbignani, Leonardo Beccafichi)
  • Sanremo 2014: Francesco SarcinaNel tuo sorriso (Francesco Sarcina)
  • Sanremo 2014: Giusy Ferreri Ti porto a cena con me (Roberto Casalino, Dario Faini)
  • Sanremo 2014: Giuliano PalmaCosì lontano (Nina Zilli, Marco Ciappelli, Alessandra Flora)
  • Sanremo 2014: PerturbazioneL’Unica (Tommaso Cerasuolo, Gigi Giancursi, Rossano Lo Mele, Alex Baracco, Elena Diana, Cristiano Lo Mele)
  • Sanremo 2014: Ron Sing in the rain (Rosalino Cellamare, Mattia Del Forno)
  • Sanremo 2014: Antonella Ruggiero Da lontano (Antonella Ruggiero, Alessandro Graziano, Antonio Rossi, Roberto Colombo)
  • Sanremo 2014: Riccardo SinigalliaPrima di andare via (Filippo Gatti, Riccardo Sinigallia)
  • Sanremo 2014: Renzo RubinoOra (Renzo Rubino, Andrea Rodini)

Nomi e canzoni nuove proposte del Festival di Sanremo 2014

  • Rocco HuntNu Juorno Buono (Rocco Pagliarulo, Alessandro Merli, Fabio Clemente)
  • The Niro1969 (Davide Combusti)
  • BiancaSaprai (Alex Gaydou)
  • DiodatoBabilonia (Diodato)
  • Filippo GrazianiLe cose belle (Filippo Graziani)
  • Veronica De SimoneNuvole (Pietro Cantarelli)
  • VadimLa modernità (Vadim Valenti)
  • Zibba Senza di te (Sergio Vallarino, Andrea Balestieri)

Desiderosi di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito alla musica italiana, alle nuove tendenze ed, in particolare, al Festival di Sanremo 2014, abbiamo contattato il rapper italo egiziano Amir Issaa, vincitore del Premio “Mc Giaime 2006” come miglior artista rivelazione e del Premio “M.e.i/Groove 2008” per il miglior album Hip Hop indipendente.

Amir Issaa sul festival di Sanremo 2014: intervista all’artista

Amir, Lei è uno dei rapper italiani più talentuosi ed apprezzati. Nato a Roma, da padre egiziano e madre italiana, ha iniziato ad avvicinarsi alla cultura hip hop, nei primi anni novanta, entrando a far parte della storica crew “The Riot Vandals”.

Nel 2006 ha pubblicato il suo primo album “Uomo di Prestigio” e nel 2012 ha composto insieme al team The Ceasars, la colonna sonora del film “Scialla” di Francesco Bruni, entrando in nomination ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento come miglior film e canzone dell’anno. Nello stesso anno è uscito il suo ultimo album “Grandezza Naturale”. Il suo nuovo singolo, invece, s’intitola Guerrieri”.  Potrebbe parlarcene? 

“Il brano è nato dopo la mia partecipazione, insieme al rapper Saturnino, al programma tv di La 7 “Guerrieri – Storie di chi non si arrende”, realizzato in collaborazione con Enel. E’ un pezzo ispirato alle storie di tanti italiani che, come me, combattono ogni giorno contro le difficoltà della vita. I guerrieri sono operai, studenti, disoccupati e padri di famiglia che scelgono di non arrendersi dinanzi alle avversità, continuando a sognare, a guardare avanti. Dopo la mia partecipazione al programma ho scoperto che i protagonisti delle puntate erano molto simili a quelli che da sempre fanno parte dei miei pezzi: gli immigrati di seconda generazione, ragazzi che rivendicano giustamente il loro diritto alla cittadinanza, lo ius soli. Tra l’altro, Guerrieri sarà inserito nel mio nuovo EP dal titolo Ius Music”.

Lei è un artista dotato anche di grande generosità. Potrebbe rendere edotti i nostri lettori in merito all’interessantissimo progetto “Potere alle Parole”?

“Potere alle Parole, beat e rime contro tutte le discriminazioni, è un progetto promosso e finanziato dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar), ubicato presso il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e realizzato in collaborazione con l’associazione “Razzismo Brutta Storia”. In realtà il progetto è partito nel mese di dicembre del 2013 in 5 Istituti Superiori situati a Roma, Bari, Cosenza, Avellino e Palermo, ed ha raggiunto eccellenti risultati. A breve, ripartirà con le nuove date per gennaio e febbraio 2014. Il fulcro nevralgico di Potere alle Parole, cui oltre a me hanno partecipato nelle vesti di Rapper-Docenti, Ghemon, Kiave, Mad Buddy e Mistaman, alberga nella lotta alle discriminazioni, di qualsiasi tipo esse siano. Gli studenti del terzo e quarto anno, destinatari degli incontri laboratoriali, posti sotto l’egida della forza comunicativa della musica rap, vengono resi edotti in merito ad alcune parole chiave sulle quali sviluppare apposite riflessioni. L’obiettivo è di destrutturare, attraverso laboratori educativi musicali, i pregiudizi alla base delle discriminazioni. Devo dire che sono molto entusiasta di questo progetto e dei risultati finora maturati. Ho ricoperto con grande orgoglio il doppio ruolo di Direttore Artistico e Rapper-Docente. Alla fine degli incontri il rapper-docente relativo ad ogni scuola valuterà il miglior brano tra quelli realizzati dagli allievi e una giuria dell’Unar premierà un testo che, poi, diventerà la colonna sonora della settimana d’azione contro il razzismo 2014, che si svolgerà dal 17 al 23 marzo”.

La xenofobia è la reazione irrazionale e retrograda di una parte di popolazione intimorita ed incapace di adattarsi alle nuove esigenze del mondo cosmopolita. In Italia, purtroppo, la logica del Melting Pot continua, ingiustamente, a destare numerose perplessità. Tuttavia, soltanto un’idea d’umanità globale, unitaria, egualitaria, ergo libera da conflitti spirituali e materiali, potrà renderci padroni del nostro destino. Gli stranieri, in fin dei conti, sono nostri fratelli. Sono i ragazzi di seconda generazione cui Lei ha dato spesso voce nelle sue toccanti canzoni. Ragazzi cresciuti nel Bel Paese da genitori di origine straniera costretti ad acquisire la cittadinanza soltanto al raggiungimento della maggiore età. Potrebbe parlarci del suggestivo brano “Caro Presidente” e del relativo appello, in salsa rap, finalizzato a sensibilizzare l’opinione pubblica in merito al principio dello ius soli?

“Il brano nasce dall’esigenza di dar voce agli oltre 500.000 bambini e ragazzi che, pur essendo nati in Italia da genitori stranieri, sono privi di cittadinanza. Ragazzi che per cultura, lingua e abitudini sono italiani, ma che, per problemi di natura legislativa e culturale, non dispongono di alcuna identità giuridica e sono costretti a vivere con il permesso di soggiorno fino al raggiungimento della maggiore età. Caro Presidente è una lettera, un appello rivolto a Giorgio Napolitano ed alle Istituzioni italiane, affinché tutti coloro che sono nati e nasceranno in Italia possano essere considerati italiani, anche da un punto di vista prettamente legale. Assieme alla lettera, accolta di buon grado dal Presidente della Repubblica nel dicembre 2012, ed al video-appello rap, ho lanciato anche una petizione online. Sapere di aver contribuito, grazie alla mia musica, alla costruzione di un’Italia migliore mi ha davvero emozionato tantissimo”.

In questi giorni sta andando in scena la kermesse canora più seguita d’Italia, il Festival di Sanremo 2014. Amir, qual è la Sua opinione in merito al Festival ed, in generale, alla musica italiana?

“Penso che il Festival di Sanremo simboleggi una delle più importanti tradizioni musicali italiane. Quest’anno, poi, si è scelto di dare spazio anche alla musica rap, e credo che questo sia un grande passo in avanti, un passo verso il futuro. Il rap, infatti, è un genere musicale di grande attualità. Sebbene la musica hip hop esista da molto tempo, soltanto negli ultimi anni, grazie alle nuove generazioni di artisti e ad internet, è salita agli onori della cronaca, facendosi conoscere dal grande pubblico. Credo che il Festival di Sanremo sia una kermesse davvero molto seguita dagli italiani, in quanto espressione di un genere musicale tradizionale e, giustamente, nazionalpopolare. Tuttavia, ritengo che si dovrebbe dare maggiore risalto anche ad altri generi musicali, come il rap. Non credo sia giusto che in un Paese come l’Italia vi sia una sola manifestazione canora. Un tempo c’erano il Festival Bar ed altre kermesse. Adesso c’è solo il Festival di Sanremo. Nemmeno il Concerto del Primo Maggio lascia ampi spazi ai nuovi generi musicali. Si pensi all’esclusione di Fabri Fibra dell’anno scorso ed agli afflati prettamente politici. Credo che la musica debba restare separata dalla politica. Lo scopo della musica è emozionare, raccontare, dar voce alle persone più deboli”.  

Se non avesse fatto il rapper che cosa le sarebbe piaciuto fare?

“Adoro stare a contatto con i bambini. Ho un figlio di tredici anni cui sono molto legato. Penso che se non avessi fatto il rapper mi sarei dedicato all’insegnamento scolastico, oppure ad un’altra mia grande passione: la scrittura”.   

Antonio Migliorino

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto