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Barbara Foria: da Colorado Lab a LoWe Cost con Barbara Foria al Satiri

Redazione Controcampus 2 Febbraio 2014
R. C.
26/09/2021

Barbara Foria racconta il suo prossimo lavoro teatrale "LoWe cost".



Al Teatro dei Satiri dal 5 al 23 marzo.

Mentre l’adrenalina continua a salire al Teatro Douze Comedy Club di Trastevere, la cabarettista per eccellenza, la patron di quest’anno dei Colorado Lab romani, Barbara Foria, è già pronta a sorprendere i suoi fan con un’altra straordinaria avventura teatrale.

Il 6 febbraio previsto l’ultimo “giovedì Colorado” per il cabaret esordiente, ma la mattatrice del cabaret napoletano Barbara Foria, infatti, non si ferma e annuncia subito le sue prossime, grandi intenzioni: “Vi farò sorridere”!

Manca solo un mese e finalmente si potrà tornare, dunque, al Teatro dei Satiri, dove Barbara Foria, parlerà stavolta di saldi e sconti… un po’ sui generis. Dal cinque marzo, infatti, Barbara Foria sarà nella sala grande del teatro romano, per quanti vorranno sorridere e divertirsi sdrammatizzando sulla crisi e su questo voler cercare ossessivamente qualsiasi cosa “in modalità low cost”. Anche l’amore, e peggio ancora… forse anche il sesso!
Insomma, un titolo sicuramente da importanti premesse e non c’è dubbio che anche il copione sarà tutto… da mantenute promesse! Parola di Barbara Foria!

Barbara Foria

Barbara Foria

Barbara Foria e le sue storie note ai più attraverso i tuoi successi di Colorado caffè e non solo. Quanto è cambiato dal tuo esordio da cabarettista ad oggi?

Sicuramente sono maturata. Sia per l’età perché sto “invecchiann”, sia dal punto di vista lavorativo perché ho imparato sempre di più. É il palcoscenico il luogo dove si può imparare di più. Sia quello televisivo che teatrale. Poi sono una persona che osserva tanto, sia per scrivere ma anche e soprattutto per vedere e capire chi lavora con me o accanto a me, e quindi per imparare anche dagli altri. Bonariamente “m’arrobb o mstier'”. Sicuramente sono cresciuta tanto e non solo l’ho noto io ma molti colleghi mi riconoscono questa crescita negli anni. Sono maturata anche nel fare le medesime cose. Quando mi chiamarono anni fa a fare il mio primo provino per Colorado non andò bene. C’era un’altra gestione, un altro capoprogetto, ma comunque, secondo me, non erano neanche i tempi e la situazione giusta per il mio genere di comicità. Poi a distanza di qualche anno mi hanno richiamata (c’era un nuovo capoprogetto e un’altra organizzazione) e andò bene. Magari era solo una questione di anni, ma finalmente era arrivato il tempo giusto, il mio. Ci vogliono tempi opportuni per ogni cosa. Quindi sicuramente é cambiata Barbara Foria negli anni: la mia presenza sul palco, la mia sicurezza, tutti aspetti che sono cresciuti. Ma cresci anche in altro modo.”

“É ovvio che negli anni qualche sogno si realizza, qualcuno si infrange, altri li accantoni. Ti rendi conto anche che il tempo passa e magari gli obiettivi che ti eri prefisso anni fa, non li hai raggiunti tutti. Magari a qualcosa hai dovuto rinunciare per selezionarne solo alcuni di sogni e di obiettivi. Non sempre si può ottenere qualcosa e soprattutto tutto, anzi quasi mai. Ci sono sicuramente delle cose che volevi fare un tempo, ma che sai che non potrai più fare, però nel frattempo ti arrivano cose nuove comunque inaspettate e che ti rendono ugualmente felice.

Dietro un bravo cabarettista ci sono delle grandi e soprattutto divertenti storie. Quali sono i tuoi momenti di ispirazione di Barbara Foria? Qual è la cosa che più ti fornisce stimoli per scrivere i tuoi testi?

Io osservo molto tanto la vita, il sociale in generale. Io mi fermo molto a guardare ciò che succede intorno a me, tutto ciò che accade. Ho iniziato a parlare di amore e coppie nei miei testi e quindi sono conosciuta soprattutto per questo. Tanto é vero che spesso mi fermano per strada tanti uomini per chiedermi “ma perché ce l’hai tanto con noi uomini? In realtà io non parlo sempre degli uomini. Sí, ne parlo, certo, però io in realtà parlo di donne. Come vedi gli uomini sono protagonisti e megalomani anche in questo! Parlo di donne, ho una concezione femminile del mondo in quanto donna ovviamente. Normale che parli di uomini e li osservi, parlando di donne. Quindi li vado ad osservare e vado ad ironizzare… ma perché in particolare ho un intento principale che é quello di parlare di donne e alle donne. “Ah tu sei quella che parla sempre male degli uomini!”, spesso mi dicono gli uomini che incontro: beh, io non credo sia proprio così. Io parlo della coppia, da un punto di vista femminile e di tutto ciò che circonda l’universo femminile: parlo delle diete, delle rughe, della cellulite, delle fobie e dei piaceri delle donne. E ovviamente, essendo il più delle volte, la vita di una donna collegata a quella di un uomo, non si può non parlare anche di loro. Si tratti di un padre, un fratello, un’amico, un compagno, un figlio: si finisce inevitabilmente a includere nel discorso anche l’universo maschile. Io mi guardo per i miei testi molto intorno, soprattutto osservo molto le coppie. I miei amici, i miei conoscenti, la famiglia, tutte le persone che mi sono attorno o che semplicemente ritrovo per strada, al ristorante, etc. Guardo tutto e tutto mi da spunti. Poi ascolto anche molto i racconti, mi piace molto ascoltare. Ormai ognuno mi racconta il suo aneddoto e io ne faccio tesoro. Oggi sono arrivata a un punto tale che c’è gente che mi ferma per strada e mi dice “c’ho un pezzo per te!”, e mi riversa addosso le sue storie di vita!

Colorado Lab

Colorado Lab

L’Italia e gli italiani hanno sempre tante storie folcloristiche e colorate da raccontare, specie al sud e in Campania, non credi?

Sí, certo. Anche se io sono una napoletana atipica. Nel senso che io ci metto molto di mio, della mia napoletanità nel mio linguaggio.”

Ricevo un sacco di mail di gente del nord e di napoletani che vivono al nord che mi dicono che bello sentire parlare in dialetto, anche se non è proprio un dialetto stretto il mio. Io parlo un italiano con un’inflessione napoletana2. 

“Questa é una cosa che mi piace, che mi appartiene e che manterrò per sempre. Vivo a Roma da tredici anni: non ho perso il mio dialetto e tantomeno intendo perderlo. La mia caratterista è questa. Non parlando solo di Napoli, nei miei spettacoli tutti si possono identificare, tanto la donna campana che di Voghera. Donne di tutta Italia, infatti, mi scrivono e si identificano nelle mie storie. Ovviamente anche uomini mi scrivono. Questa é una delle parti più interessanti del mio lavoro.

Barbara Foria

Barbara Foria

In chiusura Colorado Lab, a breve ti rivedremo a Colorado Café e tra pochissimo i tuoi fan potranno vedere Barbara Foria anche a teatro con uno spettacolo tutto suo. Puoi darci qualche anteprima?

Questo spettacolo per me è un grandissimo punto di arrivo perché è nel “mio” teatro. Il teatro, quello dei Satiri, dove ho iniziato per la prima volta da sola, come “One woman Show”, in questo spazio regno della comicità, nel cuore di Roma a Campo de’ Fiori. Il direttore, ormai sei anni fa, mi diede fiducia e mi diede la possibilità di esibirmi al tempo. Ho iniziato così il mio percorso con il primo spettacolo da sola al teatro dei Satiri, “Questo matrimonio non da d’affare”. Poi ho iniziato ad avere un mio seguito, un pubblico tutto mio (pensa romano, da napoletana a Roma un successo!) e ho subito fatto un secondo spettacolo “Il piacere é tutto mio”. Fatti entrambi nella saletta piccola, uno spazio molto piccolo, molto bello e raccolto, di cento posti. Dopo il successo di Colorado e un po’ di anni trascorsi, il mio pubblico romano é diventato sempre più consistente, fino ad avere quest’anno, per questo nuovo spettacolo, la sala grande del teatro dei Satiri. Ovviamente una grande soddisfazione. Debutterò al teatro dei Satiri con questo spettacolo dal titolo “LoWe cost. A qualcuno piace in saldo”.

“In questo spettacolo parlo di coppie e farò anche i migliori sketch di Colorado. Volevo parlare di come questa crisi che ha caratterizzato soprattutto gli ultimi due anni, abbia condizionato il nostro modo di vivere tanto che le parole d’ordine oggi sono diventate: low cost, low badget, sotto costo, Group on, outlet. Quindi anche il “sex ormai is on the crisis”. Tutto un po’ un espediente per parlare del concetto di crisi: della crisi di mezza età delle donne, ma anche degli uomini, la crisi della paternità. In maniera divertente si parlerà dunque di crisi ma sempre secondo un leit motive: “ce la prendiamo a ridere”.

Sbarcherà anche in altri teatri italiani lo spettacolo?

Si sicuramente. Il mio debutto ormai è sempre a Roma. E sono delle prove molto forti perché il pubblico romano, data la numerosità dei teatri, se apprezza lo spettacolo, attiva il passa parola. La gente vuole sorridere e spero di riuscire in questo intento e di farlo sorridere e divertire. Spero poi di poter girare successivamente in altri teatri italiani come ho già fatto con gli altri due spettacoli. Il teatro é la mia passione. Il modo migliore per farsi conoscere ed entrare in contatto diretto con le persone.

Quando vedremo al Teatro dei Satiri Barbara Foria con “LoWe cost”?

A marzo, per tre settimane. A partire dal 5 marzo e fino al 23 marzo.

Pasqualina Scalea

© Riproduzione Riservata
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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto