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28 Febbraio 2014

Iscrizioni Università 2014: calo immatricolazioni nelle università

Iscrizioni Università 2014: calo immatricolazioni nelle università
Iscrizioni Università 2014: calo immatricolazioni nelle università

Iscrizioni Università 2014: calo immatricolazioni nelle università

La situazione degli ultimi anni nell’Università Italiana è molto cambiata: le iscrizioni Università 2014 sono diminuite e il numero dei laureati in Italia è sceso in maniera consistente.

Anche le Università entrano in crisi: Quali i motivi?

Il primo dei motivi per cui esiste la crisi nell’università è legato alla crisi economica. Molte famiglie, non hanno la disponibilità economica per poter affrontare una spesa tanto consistente. La crisi, del resto ha colpito anche gli atenei stessi i quali  privati di molte risorse economiche hanno dovuto procedere a forme alternative di finanziamento come l’aumento dei costi.

Le università, dunque, sono state costrette ad aumentare i costi di iscrizione e a diminuire le possibilità disponibili per aiutare gli studenti meno abbienti.

La crisi ha poi influenzato anche le nuove esigenze lavorative dei giovani. Si è creata un’opinione molto negativa nei confronti delle prospettive lavorative di un laureato; la crisi, infatti, ha suscitato molte delusioni in tutti coloro che hanno conseguito un titolo di studi all’università e che hanno dovuto vedere le proprie aspettative deluse amaramente. I giovani, credendo nell’inutilità di questo investimento, non se la sentono più (soprattutto se in ristrettezze economiche) di investire denaro e tempo allo studio, si è persa la fiducia nell’istituzione università.

Dati immatricolazioni e iscrizioni Università in calo del Miur – Sono ben 30mila gli immatricolati all’università in meno in appena un triennio e 78mila in meno negli ultimi dieci anni. I giovani, e le loro famiglie, non credono più nell’università, questo è quanto maturato dalle ultime ricerche Miur.

I giovani che sono entrati per la prima volta all’università nell’anno accademico 2013/14 sono appena 260.245, il 3,4 per cento in meno rispetto a dodici mesi fa, quando gli immatricolati sfiorarono i 270mila. Tre anni fa, a.a. 2010/2011, gli immatricolati furono quasi 290mila; dieci anni fa invece, a.a. 2003/2004, gli immatricolati superarono abbondantemente le 300mila unità, attestandosi a quota 338mila e 500. Nonostante sia stata poi approvata la riforma del 3 più 2, in un decennio circa sono andati perduti 78mila iscritti, il 23% del totale.

In questo stesso periodo il numero chiuso all’università è stato esteso insieme ai corsi a numero programmato a livello nazionale (Medicina, Odontoiatria, veterinaria, Architettura e alle Professioni sanitarie). Anche le borse di studio per gli studenti meno abbienti si sono ridotte.

Al_fine di comprendere meglio il fenomeno iscrizioni Università in calo e crisi dell’Università, abbiamo chiesto il parere del professore Domenico La Forgia, ex Rettore dell’Università del Salento.

“La prima causa della crisi dell’università e del calo delle iscrizioni Università risiede nella politica dei tagli adottata dagli ultimi due Governi che hanno messo in ginocchio le Università costringendole ad aumentare le tasse universitarie e  costringendo le famiglie a scegliere tra i propri figli il più meritevole”.- dice il prof La Forgia –

“La seconda causa del calo iscrizioni Università è da ricercarsi nella sfiducia che la formazione universitaria possa oggi portare ad un effettivo avanzamento sociale ed economico”.– continua il professore La Forgia –

“Troppi laureati disoccupati, specialmente in alcune lauree, scoraggiano i giovani dall’intraprendere cinque anni di studi spesso complessi cercando, invece, di anticipare l’immissione el mondo del lavoro, dove un ingresso anticipato consente di avere un introito economico più anticipato. Gli stessi riconoscimenti stipendiali dei laureati  non compensano i cinque anni di maggiore esperienza nel mondo del lavoro.”

“La terza causa dell’abbando e del calo iscrizioni Università risale al peggioramento della scuola italiana che non forma più adeguatamente gli studenti che sono invogliati a continuare gli studi che percepiscono troppo impegnativi, veda le Facoltà scientifiche ed Ingegneria, nelle quali gli studenti sono letteralmente spaventati dal rigore degli studi e dalla loro modesta preparazione.”

“Non bisogna dimenticare l’effetto di contrazione delle nascite che ha ridotto ranghi nella scuola superiore ed è ora giunto nelluniversità. Infine la percezione, secondo me sbagliata, che la laurea non garantisca più il lavoro frena molti giovani dall’intraprendere un percorso che potrebbe renderli inutilmente super qualificati e, quindi, difficilmente collocati in un mercato asfittico come quello italiano”. – conclude –

Sul fenomeno crisi iscrizioni Università e diminuzione immatricolazioni all’Università, anche il Rettore dell’Università di Sassari Attilio Mastino esprime un’opionine

I motivi di questo calo immatricolazioni all’università sono in primis la crisi economica che ha costretto molte famiglie, soprattutto del Mezzogiorno, a rinunciare all’idea di poter permettere ai propri figli di approcciare  agli studi universitari. L’appesantimento dei costi, presente in tutta Italia nonostante università come Sassari non abbiano aumentato i costi, è un ostacolo molto forte per le famiglie meno abbienti.

“In Sardegna soltanto il 23% dei 19enni ha deciso di iscriversi all’università e, inoltre, la percentuale dei laureati nella nostra regione è molto bassa poiché non tutti gli iscritti terminano gli studi.”

“Più in generale, in Italia solo il 15,7% delle persone tra i 25 e i 64 anni è in possesso di una laurea, una percentuale molto bassa, quasi la metà di molti altri paesi europei, nonostante la riforma del 3+2 . Un numero davvero scoraggiante che si dimostra essere ancora più basso in regioni come la Sardegna in cui le prospettive occupazionali sono poche.”

“Le università dovrebbero fare qualcosa per rendere l’offerta formativa completa e finalizzata ad una possibile occupazione, non solo e soltanto allo studio fine a se stesso. Credo, infine, ci debba essere una forte campagna per promuovere l’iscrizione all’università facendo capire quanto potrebbe essere migliore la vita ai laureati, soprattutto nell’andare avanti con gli anni, poiché è più facile trovare lavori ben retribuiti”.

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