Università di Modena e Reggio Emilia nella Rete dei Musei Universitari

Redazione Controcampus 3 Marzo 2014

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Rete dei Musei Universitari Italiani nel progetto coordinato dall'Università di Modena e Reggio EmiliaUn progetto sostenuto dal MIUR avvia la realizzazione di un networking per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale scientifico del sistema universitario italiano.

Alla iniziativa, coordinata dall’Università di Modena e Reggio Emilia hanno aderito altre 11 realtà accademiche: le Università di Bari, di Cagliari, di Chieti-Pescara, di Ferrara, di Firenze, de “La Sapienza” di Roma con i suoi 20 musei, de “La Tuscia”, di Lecce, di Parma, di Perugia e di Siena. Complessivamente la prima rete dei musei universitari riunirà 50 musei e 12 collezioni delle più svariate discipline e 7 Orti Botanici. Obiettivo finale del progetto la creazione di un portale nazionale bilingue.

Affidato all’Università di Modena e Reggio Emilia il coordinamento del progetto della rete dei Musei Universitari italiani dal titolo “Le tecnologie informatiche e le nuove realtà per la conoscenza, il networking e la valorizzazione del patrimonio culturale scientifico: il ruolo della rete dei musei universitari

La novità di questo progetto del valore di 875.000 euro, che nel marzo 2013 ha ricevuto un contributo dal MIUR di 700.000 euro nel marzo 2013, l’importo più alto tra i 20 progetti approvati in tutta Italia e corrispondente quasi alla quota massima finanziabile, consiste nel fatto che la sua realizzazione è demandata ad una sorta di consorzio di più atenei, riuniti in accordo di programma

Sottoscritto dai Rettori di 12 università, presso le quali si trovano musei e collezioni rilevantissime per quantità, qualità e per il coinvolgimento di tutti i più importanti ambiti disciplinari a cui afferisce il patrimonio culturale, non solo le discipline di ambito più strettamente scientifico come anatomia, botanica, chimica, fisica, geologia, matematica, mineralogia, paleontologia, planetologia, ma anche arte, antropologia/etnografia, archeologia, ne fanno parte le Università di Bari, di Cagliari, di Chieti-Pescara, di Ferrara, di Firenze, de “La Sapienza” di Roma con i suoi 20 musei, de “La Tuscia”, di Lecce, di Parma, di Perugia e di Siena.

Il progetto, presentato a Modena nella giornata di lunedì 3 marzo 2014 presso il Palazzo del Rettorato dell’Università di Modena e Reggio Emilia, vede coinvolti 50 musei,12 collezioni e 7 Orti Botanici e si concluderà alla fine di settembre 2015.

Credo non sfugga ad alcuno – ha affermato il Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia prof. Angelo O. Andrisanol’importanza di questo progetto che nasce dalla convinta collaborazione di ben 12 realtà accademiche, che hanno ben compreso il valore di avviare sinergie finalizzate alla conoscenza, al recupero ed alla valorizzazione del ricco patrimonio museale delle nostre università. Si tratta di un patrimonio spesso sconosciuto, eppure fondamentale per comprendere l’evoluzione del sapere ed i progressi compiuti nel campo della scienza. Personalmente sono compiaciuto che il compito di coordinare un progetto così delicato veda protagonista una nostra docente, la collega prof. ssa Elena Corradini, che da sette anni ha attivato l’unico master in Italia in Catalogazione e accessibilità del patrimonio culturale”.

I due obiettivi fondamentali del progetto – Il progetto ha due obiettivi fondamentali: il primo obiettivo prevede l’inventariazione e catalogazione informatizzata dei reperti e degli oggetti dei musei (uno degli obiettivi prioritari delle linee guida di Horizon 2014) e viene realizzato in collaborazione con il Ministero per i Beni  le Attività Culturali e il Turismo e vede coinvolto direttamente l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.

La novità di questo progetto –  ha precisato l’arch. Laura Moro, Direttrice dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia – consiste nel fatto che le Università Italiane catalogheranno i loro oggetti utilizzando i tracciati delle schede di catalogo direttamente all’interno del Sistema Informativo Generale del Catalogo SIGECweb con il quale si sta procedendo alla catalogazione del patrimonio culturale  su tutto il territorio nazionale”.

Questo lavoro consentirà di dar vita ad un portale nazionale bilingue della prima rete dei Musei Universitari italiani costituitasi nell’ambito del progetto MIUR.

Il portale – spiega la prof. ssa Elena Corradini, docente di Museologia all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatrice del progetto – prevede banche dati dei Musei Universitari, link ai siti dei musei che verranno rinnovati e adeguati alle linee guida del progetto europeo Minerva per l’accessibilità, la realizzazione di quattro percorsi tematici, interdisciplinari e comuni a tutte le Università, che verranno organizzati per approfondire la conoscenza delle collezioni dei musei: storia della strumentazione scientifica, paesaggio, ambiente, la realizzazione di un servizio orientamento per gli studenti collegato con gli Uffici Orientamento, gli Uffici Ricerca di Ateneo, nonché con gli Uffici Scolastici Territoriali, l’attivazione  di un servizio informativo per giovani laureati nel settore della museologia e del patrimonio culturale storico-scientifico e naturalistico”.

Il portale – ha aggiunto il prof. Luigi Campanella del Polo dell’Università di Roma “La Sapienza” – consentirà di migliorare la visibilità e l’immagine delle Università attraverso piani di comunicazione di tipo innovativo, di realizzare un utile supporto alle attività formative e agli scambi culturali con altre realtà senza limiti territoriali, di dotarsi di uno strumento efficace ed efficiente per produrre occupazione qualificata attraverso itinerari personalizzati per giovani laureati, la diffusione/apprendimento in rete delle risorse disponibili per il mercato del lavoro, il colloquio in tempo reale fra fornitori di risorse professionali qualificate e fruitori delle stesse, la partecipazione dei giovani alle attività progettuali dei musei universitari, anche in forma propositiva ed eventuale inserimento degli stessi nei circuiti finanziari a sostegno delle borse di studio per giovani laureati, nonché di usufruire di modelli orientativi per neolaureati”.

Le tecnologie digitali per il portale web – Si prevede di realizzare soluzioni tecnologiche efficienti, economiche e caratterizzate da un buon grado di usabilità e accessibilità, traendo beneficio, per la rappresentazione del patrimonio culturale scientifico, dall’evoluzione delle nuove tecnologie digitali e dei sistemi di comunicazione multimediale e wireless, di georeferenziazione spaziale e dall’utilizzo di strumenti interattivi, guide virtuali, presentazioni in realtà aumentata, ricostruzioni in 3D, ambienti intelligenti, percorsi multimediali che, oltre ad essere utilizzate on site, verranno inserite a seconda della loro caratterizzazione nei siti web dei musei e dei Centri e sistemi museali o nel portale web, che verrà realizzato per la rete e che verranno impiegati per la realizzazione di prodotti editoriali anche multimediali.

Destinatari del progetto – Il portale web bilingue permetterà un raccordo tra scuole e patrimonio culturale storico-scientifico e naturalistico conservato nei musei universitari.

L’utilizzo dei social network risulterà particolarmente rilevante, perché consentirà di organizzare e raggruppare un pubblico che già in qualche modo è sensibile agli argomenti trattati, contribuendo così a formare una base solida di utenti e/o simpatizzanti che partecipano alla vita culturale dei musei.

Il progetto, attraverso la rete dei  musei universitari, è collegato con strutture e realtà analoghe nazionali e internazionali per consentire uno scambio vantaggioso tra esperienze diverse. In particolare a livello nazionale si prevede di collaborare con la CRUI Musei cui la rete farà riferimento, per la quale il portale potrà essere un utile strumento operativo,  con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC) e i suoi uffici periferici quali le Direzioni Regionali e le Soprintendenze e in particolare con i musei statali, nonché con le istituzioni territoriali, Regioni, Province, Comuni, e i sistemi museali provinciali e con le associazioni culturali e di volontariato che si occupano di tutela, conservazione, comunicazione, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale, con specifica attenzione a quello scientifico. La creazione e l’elaborazione di dati informatizzati e prodotti multimediali strutturati secondo standard condivisi consentirà di favorirne la visibilità attivando collaborazioni con l’OTEBAC (Osservatorio Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali), centro del MIBAC finalizzato a monitorare e sostenere gli istituti culturali nella realizzazione dei siti web e a una corretta digitalizzazione e accessibilità dei contenuti (www.otebac.it) .

i rapporti nazionali e internazionali – Il progetto prevede la collaborazione del Comitato Internazionale Musei e Collezioni Universitarie UMAC- University Museums and Collections dell’ICOM  -International Council of Museums e di Universeum, la rete del patrimonio culturale universitario.

Stato dell’arte del progetto ad oggi – Nel rispetto del timing previsto dal progetto è stato effettuato il monitoraggio delle collezioni, sono stati individuati gli oggetti da catalogare per ciascuna Università lo studio dei quali consentirà di realizzare i 4 percorsi tematici interdisciplinari e trasversali previsti nel portale.

E’ stato effettuato un censimento di verifica di siti web rispetto al loro utilizzo da parte degli utenti seguendo le indicazioni del progetto Minerva per la realizzazione dei siti web di qualità.

E’ stato realizzato un sito web di prima presentazione del progetto – Pomu Università di Modena e Reggio Emilia –  in particolare per un aggiornamento dello stato dell’arte delle attività della rete, sia rispetto al progetto, sia rispetto alle attività realizzate dai musei e tra breve verrà attivata una newsletter.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto