Formula Student 2014: Modena More Racing al Campionato Formula Student

Redazione Controcampus 25 Luglio 2014

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Ottimo risultato per il team studentesco Modena More Racing - MMR dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia che si è ottimamente comportato nel campionato internazionale Formula Student riservato a vetture monoposto a ruote scoperte, tenutosi sul circuito di SilverstoneGiunta settima nella prova di endurance la vettura del team dell’UNIMORE, unico presente insieme a quello del Politecnico di Torino, si è classificata tredicesima assoluta al termine delle complesse prove statiche e dinamiche previste dal regolamento di questa singolare e difficile competizione, una sorta di campionato mondiale tra i team univdersitari.

Il prossimo impegno porterà i giovani aspiranti ingegneri dell’UNIMORE in Spagna a fine agosto.

Modena More Racing al Campionato Formula Student

Obiettivo centrato per il team Modena More Racing – MMR dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia che, tra il 9 ed il 13 luglio a Silverstone (UK), è riuscito a ben rappresentare la valente e prestigiosa tradizione motoristica modenese, conquistando il 13esmo posto assoluto nel campionato internazionale Formula Student, la manifestazione riservata a vetture monoposto a ruote scoperte, realizzate da studenti universitari, patrocinata dalle più prestigiose associazioni di Ingegneria automobilistica internazionali (SAE – Society of Automotive Engineers, IMechE – Institution of Mechanical Engineering, ATA- Associazione Tecnica dell’Automobile), una sorta di campionato mondiale tra atenei di tutto il mondo.

Quest’anno la partecipazione è stata molto folta con 98 vetture in competizione per la Classe 1 (comprendente sia prove statiche che prove dinamiche), il 75% delle quali mosse da motori a combustione interna, tra cui quella realizzata da UNIMORE, e le restanti con motore elettrico, e 21 vetture in gara per la Classe 2 (solo prove statiche). Due i team italiani, in rappresentanza di UNIMORE e Politecnico di Torino (classificato 60esimo), che si sono dovuti confrontare con coetanei europei, Germania e Gran Bretagna in testa, ma anche provenienti da Australia, USA, Canada, Sud Africa, Cina e India.

La classifica del Formula Student è redatta in base alla somma dei punteggi ottenuti nelle singole prove ed il punteggio è stato calcolato non in base alla posizione, ma al distacco dal primo classificato in ciascuna prova.

Nella prova più suggestiva quella di Endurance del Formula Student, portata a termine solo da 25 vetture, la monoposto UNIMORE si è piazzata al settimo posto.

Tagliare il traguardo dell’endurance a Silverstone al Formula Studen quest’anno – ha affermato il prof. Enrico Mattarelli, il docente responsabile generale del Progetto che ha accompagnato a ragazzi nella trasferta oltremanica – è stato per tutto il team come uscire da un lungo tunnel. Era dal 2009 che questo risultato ci sfuggiva, per tante ragioni: riduzione drastica del budget, restrizioni burocratiche che non esistono in nessun altro paese, errori nostri ed anche tanta sfortuna. Come ad esempio l’anno scorso, quando la vettura si è fermata nell’ultimo giro per un problema di pescaggio della benzina, o nel 2011, squalificati a metà gara perché il pilota non indossava i calzini ignifughi (che avevano peraltro pochissimi concorrenti, dato che allora la regola era alquanto vaga a riguardo). A Silverstone ho festeggiato nel migliore dei modi i dieci anni come Faculty Advisor. Guardando indietro mi rendo conto che sono stato molto fortunato ad essere stato coinvolto allora dagli studenti, potendo così rendermi conto di persona della straordinaria valenza formativa che ha questa competizione Formula Student, che oggi costituisce una grande ricchezza ed una preziosa fucina di ingegneri per il nostro ateneo. Nessun’altra università in Italia può, infatti, vantare una tradizione di 11 anni ininterrotti e credo non ce ne siano tantissimi neanche all’estero. Il merito va anzitutto alle varie generazioni di studenti che si sono succedute, che hanno saputo sempre mantenere alto l’entusiasmo e non hanno mai fatto mancare l’impegno. Anche dopo la laurea, i ragazzi si sentono legati al team, come testimoniano le numerose mail e telefonate di congratulazioni che ho ricevuto da ex membri, che hanno spesso seguito in diretta su internet le varie fasi di gara. E d’altra parte la storia del team conta, perché è attraverso il passaggio del testimone che si costruisce un patrimonio di esperienza che permette di affrontare nel modo migliore una competizione di livello altissimo, che cresce ogni anno”.

La realizzazione della vettura che ha partecipato alla competizione Formula Studen di Silverstone è cominciata ufficialmente in ottobre e durante il periodo trascorso fino alla messa in pista della monoposto gli studenti si sono dovuti dedicare alla sua progettazione, costruzione, e messa a punto della vettura nuova. E’ stato un lavoro immane, che ha richiesto soprattutto una grande organizzazione per stare nei tempi, che sono evidentemente strettissimi. Molto complessa è stata la gestione dei fornitori, non avendo la nostra Università la possibilità di realizzare tutte le parti nei propri laboratori. Il budget, molto limitato rispetto a quello dei top team, non ha facilitato le cose ai ragazzi del Modena More Racing, che non si sono mai scoraggiati. Fondamentale, pertanto, è stato il supporto degli sponsor tecnici, senza i quali non sarebbe stato possibile neppure pensare di iniziare un progetto di questa portata. Di norma gli studenti dedicano due anni al progetto, fornendo nel secondo il contributo più significativo. Il progetto è inquadrato nei vari corsi di studio di Ingegneria alla stregua di un esame da 6 CFU, e può essere anche oggetto di tesi. Per l’acquisizione dei crediti occorre che lo studente sia seguito da un docente esperto nella disciplina, che certifica il lavoro svolto. Ovviamente la partecipazione alla Formula Student non sostituisce il normale curriculum di studi, ma ne costituisce un’integrazione. Da punto di vista formativo questa esperienza offre la possibilità di applicare e approfondire nozioni teoriche, che si apprendono nei corsi di laurea, e di fare anche un’utilissima esperienza pratica, cosa molto rara negli atenei italiani, ma estremamente apprezzata dalle aziende.

Ci abbiamo impiegato un po’ a realizzare la vettura e centrare questo traguardo – afferma il team leader di MMR Andrea Accorsi, uno dei piloti scesi in gara – ma è tutto vero. Obiettivo raggiunto, top ten tra le propulsioni a combustione interna. Dopo mesi, vedere gli sforzi ripagati ed anche egregiamente è un emozione indescrivibile. Siamo riusciti a passare le verifiche tecniche della monoposto agevolmente (scruteneering) e questo ci ha consentito di poter approdare serenamente alle prove di gara, durante le quali comunque si respirava una particolare aria di tensione mista ad emozione. Appena conclusa l’endurance la felicità era alle stelle! Rientrati a Modena, abbiamo rimesso i piedi per terra, rimettendoci subito a lavorare duramente per cercare ulteriori miglioramenti della vettura in ottica della trasferta spagnola di fine agosto ed effettuare ulteriori test. Un enorme ringraziamento va ai nostri sponsor, ai partner ed alle persone che ci sono state vicine e ci hanno aiutato, sia all’interne che all’esterno all’ateneo”.

Il budget 2014 a disposizione del Progetto Formula Student è stato di 50.000 euro, 35 dei quali messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e 15 dall’Ateneo. Tuttavia vi è stato anche un contributo fondamentale fornito dai numerosi sponsor tecnici: DTS Exhaust and fuel systems; Saima Avandero; Adria International Raceway; Efi Technology; Modelleria F.lli Bagatti; Riba Composites; BRT Industrial Service; Astra Research; K-Ers; Tecno Elettra impianti s.r.l; Avio Race; New Line Racing; Mike Compositi; SM Carrozzeria; Mekanica Draghetti; Nuovo Cat; Officina Cocchi Umberto; OZ Racing; Gieffe Racing Parts; Lamborghini Automobili;Getecno; Bellotto Racing Service; CSC Marmitte; Ferrarini Racing; Dessault Systems; Zircotec; TT; Polstar; Bercella Carbon Fiber; Democenter; Agrifer; Centro Grafico CGGB; PneusModena e Autodromo di Modena.

Senza trascurare l’appoggio che il team ha avuto dai vari laboratori del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” – DIEF. Ad esempio, la sala prova motori del DIEF è stata impegnata per alcuni mesi per la calibrazione e lo sviluppo del propulsore; analogamente, i due laboratori di simulazione numerica che il DIEF ha creato in collaborazione con Ferrari Auto, Millechili e Laboratorio Rosso, hanno messo a disposizione degli studenti le licenze per utilizzare gli stessi software che vengono impiegati quotidianamente in Ferrari.

Il DIEF – commenta il prof. Alessandro Capra, Direttore del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferri” – ha accolto orgogliosamente la notizia della ottima prestazione sportiva del team della Formula Student nel Regno Unito. La cosa per noi più importante è che questo progetto continui a coniugare aspetti didattici e di ricerca applicata, come testimoniato dall’impegno profuso dagli studenti e dai docenti, coordinati dal collega Enrico Mattarelli. E’ significativo che lo sforzo profuso abbia consentito di ottenere risultati eccellenti nella competizione finale, poiché questo dimostra la buona finalizzazione del lavoro svolto e contribuisce a dare entusiasmo e soddisfazione ai ragazzi“.

Dopo l’ottima prestazione ottenuta a Silverstone al Formula Studen, il team Modena More Racing compirà tra il 27 ed il 31 agosto una trasferta a Montmelò (Spagna) per partecipare su questo circuito alla Formula SAE Spain, dove saranno in compagnia dei colleghi italiani in rappresentanza degli atenei di Bologna e “La Sapienza” di Roma.

Siamo tutti davvero molto orgogliosi per questa prova dei nostri studenti – ha commentato il Rettore prof. Angelo O. Andrisanoche hanno portato a casa un risultato straordinario, se paragonato al valore di questa competizione ed alla ben maggiore disponibilità di risorse di cui godono molti degli altri team. Il loro comportamento in prova, ma anche nei lunghi mesi di preparazione della vettura e della gara, merita di essere sottolineato non solo per il suo aspetto agonistico, ma soprattutto scientifico e formativo. E’ stata ed è quella che vivono ormai da oltre un decennio i nostri studenti un’esperienza capace di farli crescere dal punto di vista tecnico-didattico ed anche umano e che li aiuta a forgiarsi attraverso quello spirito di gruppo e di collaborazione, indispensabili per riuscire bene oggi negli studi e domani ad eccellere nella professione. Mi compiaccio, poi, che questa prestazione, la più brillante mai conseguita da un team di Modena More Racing, coincida col mio primo anno di mandato rettorale. A loro perciò dico semplicemente grazie per questo risultato in quanto contribuisce a dare prestigio a tutto l’Ateneo e che è degno della tradizione motoristica del nostro territorio, che auspico comprenda e sostenga, come è stato in questi anni, l’iniziativa”.

Si sono recati a Silverstone al Formula Studen 17 studenti accompagnati dai docenti, prof. Enrico Mattarelli e dott. Matteo Giacopini, ma il progetto ha coinvolto nel complesso una cinquantina di studenti, supportati quotidianamente da oltre una ventina di persone tra docenti e personale tecnico-amministrativo.

Il team Modena More Racing al Formula Student era composto da

  • Andrea Accorsi (team leader, pilota)
  • Stefano Andreatta (division leader squadra corse)
  • Simone Comparsi (squadra corse, pilota)
  • Riccardo Argiolas (division leader trasmissione)
  • Alessandro Bondanza (division leader dinamica del veicolo, pilota)
  • Federico Monni (dinamica del veicolo)
  • Davide Fioravanti (division leader abitacolo)
  • Guido Zuntini (abitacolo)
  • Andrea Fregni (division leader aerodinamica)
  • Jacopo Forlese (aerodinamica, fluidodinamica motore)
  • Valerio Mangeruga (division leader motore, pilota)
  • Nicola Masala (division leader cost & business presentation)
  • Edoardo Bursi (cost & business presentation)
  • Leonardo Simone Pilò (division leader attuazione cambio)
  • Luca Stradiotto (division leader telaio e analisi strutturali)
  • Gabriele Volpi (division leader elettronica)
  • Giovanni Madella (elettronica)
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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto