Salvi i test specializzazioni medicina: prove annullate e poi “salvate”

Redazione Controcampus 4 Novembre 2014

Scuole Specializzazioni Medicina 2014: caos test d’ingresso.

Prove annullate e poi “salvate”. Ecco cosa accade

Il Miur trova la soluzione: le prove per l’accesso alle Scuole Specializzazioni Medicina del 29 e 31 ottobre non dovranno essere ripetute.

La Commissione nazionale incaricata di validate la prova, riunita a Roma in via eccezionale dal Ministro Giannini, ha vagliato i quesiti proposti ai candidati per l’Area Medica (29 ottobre) e quella dei Servizi Clinici (31 ottobre) stabilendo che, sia per l’una che per l’altra Area, 28 domande su 30 sono comunque valide ai fini della selezione. Motivazione: i settori scientifico-disciplinari di ciascuna Area sono in larga parte comuni.

Dopo il flop Cineca (invertite le 30 domande generali relative alla sezione comune dell’Area Medica e dell’Area dei Servizi Clinici), con tanto di dimissioni da parte del Presidente Emilio Ferrari, il Miur trova la soluzione “salva test”. Doccia gelata sventata per 11mila studenti, che non saranno più costretti a tornare sui banchi  il 7 Novembre prossimo. Il test è regolare!Per l’Udu, che aveva appena annunciato una mobilitazione nazionale per il giorno 5 novembre, una figuraccia senza precedenti. Controcampus ripercorre le tappe della tragicomica vicenda del Test Specializzazioni Medicina 2014.

Tutto da rifare, anzi no. Il Test Specializzazioni Medicina, doveva essere il concorso della verità, quello della  svolta. Per la prima volta l’accesso alle Scuole Specializzazioni Medicina sarebbe stato deciso attraverso un concorso su base nazionale, pensato apposta per  sottrarre la selezione al gioco/giogo dei vecchi concorsi locali gestiti dagli atenei, spesso fatalmente tarlati da logiche baronali e da modalità di svolgimento tutt’altro che cristalline. Un modo per guardare avanti, per garantire il merito e regolarità su base estesa attraverso prove telematiche ed identiche a livello nazionale. Poi la “grave anomalia” informatica del Cineca (il consorzio interuniversitario appaltatore, partecipato, dal Miur stesso) e quella cancellazione, contestatissima, che avrebbe dovuto riportare sui banchi ben 11mila candidati.

Un dietrofront improvviso, per alcuni  un nuovo, rovinoso scivolone nelle sabbie mobili della mala gestio. Infine, il grande coup de theatre della tarda serata del 3 Novembre: allarme rientrato. Le prove sono valide. Epilogo fantozziano per quello che, con tutta probabilità, verrà, invece, ricordato come il test degli orrori. Ma andiamo con ordine.

Salvi i test specializzazioni medicina: ecco perchè e cosa è successo a medicina

Indietro tutta. L’annuncio in un comunicato diramato intorno alle 22 dal Miur, in cui si annuncia che le prove per l’accesso alle Scuole Specializzazioni Medicina del 29 e 31 ottobre non dovranno essere ripetute.

“Abbiamo trovato una soluzione che ci consente di salvare i test”, dichiara il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, che oggi ha riunito a Roma la Commissione nazionale incaricata questa estate di validare le domande del quiz. La Commissione ha vagliato i quesiti proposti ai candidati per l’Area Medica (29 ottobre) e quella dei Servizi Clinici (31 ottobre) stabilendo che, sia per l’una che per l’altra Area, 28 domande su 30 sono comunque valide ai fini della selezione. La motivazione ufficiale? I settori scientifico-disciplinari di ciascuna Area sarebbero in larga parte comuni.

Salvi i test specializzazioni medicina anomalie ed errori del Cineca

La bomba esplode la sera del 31 Ottobre scorso, quando il Miur, a sorpresa,  comunica in una nota, l’annullamento delle prove scritte del primo concorso nazionale per l’ingresso alle Scuole Specializzazioni Medicina. Il motivo? Una “grave anomalia” intervenuta nelle prove scritte del 29 e 31 Ottobre.

Salvi i test specializzazioni medicina, errore informatico . Questo test s’ha da rifare. Un errore informatico alla base della “grave anomalia”. Il Miur, giocoforza, decide per la ripetizione. C’è già la data: il 9 Novembre. La “grave anomalia” è presto spiegata. A seguito ad alcuni controlli finali, di ricognizione, il dicastero dell’istruzione riscontra una grave anomalia nella somministrazione delle prove scritte relative alle aree di  Medica e Servizi Clinici. Di qui la richiesta al consorzio interuniversitario incaricato di somministrare i test Specializzazioni Medicina, il Cineca, di approfondire quanto riscontrato.

Morale…l’errore c’è, e grosso anche: i quesiti delle prove del 29 ottobre sono stati invertiti con quelli del 31 ottobre. La grave anomalia sarebbe occorsa nella fase di codifica delle domande, precisamente durante l’importazione nel database di generazione dei quiz. 

L’annullamento, firmato lunedì scorso dal Ministro Giannini con apposto decreto, riguarda le sole domande generali somministrate per le aree Medica e dei Servizi clinici, 30 per area. 8.319 gli studenti che hanno risposto a tutte le 60 domande, comprese quelle invertite, vanno sommati i 2.125 che hanno affrontato il test per l’area Medica e i 798 di Servizi clinici, che il Miur promette di informare attraverso il sito loro riservato e il portale Universitaly.it.: 11milla in tutto, tutti convocati il 7 Novembre prossimo nelle stesse sedi per sostenere la nuova prova.

Regolari gli altri quiz. Regolari, invece, tutti gli altri test. Nessuna anomalia, sia per quanto concerne  i 70 quesiti comuni a tutti che per le 10 domande specifiche delle altre aree e i quesiti dell’area di Chirurgia.

Salvi i test specializzazioni medicina: Mea culpa del Cineca

Immediate le scuse “ai candidati, alle loro famiglie, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e al Governo “del Cineca, che in una nota, si assume la piena responsabilità per l’errore commesso, impegnandosi a farsi carico delle spese e degli eventuali danni procurati agli studenti per il rifacimento della prova. Ammissione di colpa seguita dalle annunciate dimissioni di Emilio Ferrari, presidente Cineca, che dimetterà il suo mandato appena risolta l’incresciosa  vicenda.

Salvi i test specializzazioni medicina. Basta giocare col futuro deegli studenti. Questa la reazione dell’Udu, che, attraverso il Cordinatore Nazionale Gianluca Scuccimarra, parla di assurdità di un errore che, una volta di più, dimostra come il sistema di selezione “per test” sia ormai giunto ad un punto di non ritorno tanto che non si può più prescindere da un suo completo ripensamento.

Miur e Giannini responsabili. Le scuse del Cineca non bastano. Dito puntato, allora, sulle responsabilità del Miur e del Ministro Giannini (l’hashtag #DimissioniGiannini è viralissimo in queste ore), che, sempre secondo Scuccimarra, “invece di creare servizi efficienti, creano disservizi, per cui ciò che nella pratica dovrebbe essere ordinario, cioè l’organizzazione di un concorso , diventa un’impresa straordinaria.”

Più borse e ripensamento dei sistemi di selezione. Decisa e provocatoria  la soluzione prospettata dall’Udu: il governo  risolva l’errore aumentando le borse di specializzazione a concorso. Staremo a vedere.

Ma a tenere banco è, tuttavia, un’altra questione: l’incertezza cui la cancellazione rischia di costringere migliaia di studenti e le inevitabili disuguaglianze che potrebbero discendere dalla ripetizione della prova, fatto che potrebbe determinare ulteriori spese e disagi correlati agli 11mila candidati. Rifare da capo? Non se ne parla nemmeno, la replica dei diretti interessati. Quella che si annuncia, insomma, è la classica pioggia di ricorsi. Al danno economico, infatti, va sommato un danno morale incalcolabile traducibile in termini di stress, preoccupazione, sfiducia da parte di chi, ingiustamente, dovrà sottoporsi ancora una volta alla delicatissima prova. L’errore è loro, trovino loro la soluzione, lo slogan più gettonato in queste ore.

Niente più class action salvi i test specializzazioni medicina. Solidale il Codacons, che, per bocca del Presidente Carlo Rienzi, annuncia una “causa collettiva di risarcimento danni contro il Miur e il Cineca”. L’associazione dei consumatori decide di citare in giudizio il Cineca per l’errore materiale e il Miur per i mancati controlli che hanno concorso a determinare la cancellazione delle prove. “Una situazione di netto precariato, di false sicurezze prospettate dal Governo e soprattutto dalla consapevolezza – dichiara Rienzi – che se non si inizia a investire nell’istruzione e nella sanità Pubblica, se non si comincia a parlare di investimenti per la ricerca e per la didattica, per questo Paese non ci sarà più un futuro”.

Questo prima della schiarita del 3 Novembre, che ha di fatto sgonfiato  l’impetuoso tam tam degli slogan anti-Giannini e anti-austerity (vedi hashtag #12milaBorse) seguiti a questa infuocata querelle.

Niente cancellazione, ma ricalcolo dei punteggi perché sono salvi i test specializzazioni medicina. Così mentre tutto sembra volgere al peggio (l’Udu aveva già indetto per il 5 Novembre una mobilitazione nazionale contro la ripetizione del Specializzazioni Medicina),  ecco la contromossa che spiazza tutti, il deus ex machina che  fuga lo spettro della ripetizione, aprendo al contempo nuovi e, per certi versi, imbarazzanti interrogativi sulla corretta gestione dell’accaduto. A seguito di un confronto avuto con l’Avvocatura dello Stato e del verbale della Commissione, si apprende dal comunicato stampa diramato ieri sera dal Miur, si è infatti deciso di procedere al ricalcolo del punteggio dei candidati, neutralizzando le due domande per Area che sono state considerate non pertinenti dal pool di esperti.

Soluzione che sa di “fulmine a ciel sereno”, una pezza sibilano gli scettici, ma che, spiega il Ministro Giannini, è frutto di un approfondimento richiesto sabato quando la Commissione nazionale e l’Avvocatura dello Stato sono state interpellate d’urgenza per riesaminare la faccenda Test Specializzazioni Medicina 2014 con l’obiettivo di tutelare gli sforzi personali e anche economici dei candidati e delle loro famiglie a seguito del grave errore materiale commesso dal Cineca.

Scampato (almeno a detta degli addetti) il pericolo, rimane l’incertezza attorno ad un provvedimento che salva sì il test Specializzazioni Medicina, ma che, purtroppo, non salva la faccia di chi l’ha così precipitosamente e strenuamente perseguito (Miur e Giannini), sostengono diretti interessati e non solo. L’impressione, ad oggi, è che servirà un po’ prima che l’onda lunga dello scandalo Test Specializzazioni Medicina, così unico da meritare un posto speciale nella memoria collettiva degli studenti di tutta Italia, possa essere completamente metabolizzata. È molto probabile, anzi,  che ci si debba preparare ad un nuovo, logorante stillicidio, ad una nuova telenovela, quella del ricalcolo dei punteggi, che, non meno della prima, si annuncia fatalmente carica di scintille e malumori.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto