Bolletta Rai Enel unica tassa dal 2015, il canone diventa Bolletta Rai

Redazione Controcampus 1 Dicembre 2014

Novità sulla nuova Rai Enel da Gennaio 2015: il Canone potrebbe essere inserito nella Enel.

Collegherà il bollettino Rai alle utenze elettriche degli italiani: ecco come funzione il canone Rai 2015

Canone Bolletta Rai Enel

Canone Bolletta Rai Enel

La nuova bolletta Rai Enel la pagano tutti, ma pagano meno.

Una misura anti-evasione per recuperare il gettito mancante. Sarà un canone più basso (forbice compresa tra i 58 e gli 80 euro rispetto agli attuali 113,5) e non sarà legato all’Irpef. Escluse le seconde case. Paga anche chi accede alla tv attraverso pc, tablet, smartphone. Le associazioni di consumatori: Renzi ha fretta di infilare il canone in bolletta.

Poi la frenata di Palazzo Chigi: la riforma è nei piani, ma non nell’immediato. Non si escludono, però, sorprese. A storcere il naso anche gestori ed authorities dell’energia: modalità di riscossione complicate e bolletta elettrica di difficile comprensione. Bolletta Rai: chi paga e come? Come non pagare il canone “legalmente”?

Il canone Rai sarà in bolletta elettrica da gennaio 2015.  È l’ipotesi “bomba” che, in queste ore, sta sollevando l’ennesima bufera politica intorno all’odiato balzello. Un provvedimento che, ancora una volta, sembra avere per il contribuente italiano il sapore inconfondibile del furto legalizzato. Lo dimostra l’evasione attuale, realizzata da 5,9 milioni di famiglie, che costerebbe oggi alle casse dello Stato, e della Rai, oltre 600 milioni di euro.

Bolletta Rai Enel 2015: importo e novità: cosa cambia nel canone Rai

Calcolo Bolletta Rai Enel

Calcolo Bolletta Rai Enel

Un’idea vecchia, mai fuori moda quella della Bolletta Rai Enel: canone spalmato nelle bollette dell’elettricità e nessun pagamento con la dichiarazione dei redditi. Ad annunciare la novità, solo qualche giorno fa, era stato il Sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli: l’emendamento, ancora in fase di studio, prevederebbe, in buona sostanza, che si debba pagare il canone/tassa Rai a cadenza bimestrale, incorporato nella bolletta dell’Enel, sulla base del presupposto (mai troppo chiaro agli italiani) che ogni allaccio corrisponda al necessario possesso di un apparecchio televisivo, salvo apposita richiesta di dispensa autocertificata. Bolletta Rai Enel necessaria, commenta l’amministratore, lamentando la troppa evasione, calcolata ad oggi in 600 milioni, e citando il fatto che il nostro canone Rai sarebbe tra i più bassi d’Europa.

Poi ci sono le omissioni, quelle che ancora oggi continuano a rappresentare la grande linea del Piave dei contribuenti italiani:

  • l’emittente nazionale ha tre canali, mentre mediamente in Europa il canale di Stato è unico.
  • il costo medio di ingaggio per artisti et similia molto superiore rispetto agli altri Paesi Ue
  • il peso pubblicitario della Rai molto superiore rispetto alle altre emittenti pubbliche dei Paesi Ue.
  • il referendum che ha visto vittorioso il fronte pro-privatizzazione e il rispetto di quella volontà popolare mai considerata ad oggi.
  • e l’abuso di potere esercitato dalla Rai sul mercato dell’informazione, dell’intrattenimento, dello sport.
Pagare il Canone Rai

Pagare il Canone Rai

Bolletta Rai Enel. Chi paga e come? Rivoluzione che, dovesse avvenire, cambierebbe significativamente la platea dei soggetti tenuti al pagamento: non più soltanto coloro che possiedono una tv, come accade oggi, ma anche colore che non hanno una tv ma possiedono tuttavia un pc, uno smartphone, un tablet o qualsiasi altro dispositivo atto a ricevere segnali tv.

Quanto alle modalità di pagamento, l’idea di massima è che sarà possibile pagare la chiacchieratissima “bolletta rai” tramite il modello F24, un modello già utilizzato attualmente per il pagamento di molti altri tributi. In altre parole, qualora l’emendamento passasse, non sarà più possibile versare il “contributo” da un semplice tabaccaio o in ricevitoria ma esclusivamente presso banche, uffici postali oppure on line.

Quando pagare il canone e nuova bolletta Rai Enel 2015. Qualora, invece, lo slittamento della cosiddetta bolletta Rai fosse confermato, come appare probabile, le modalità (che tutti conosciamo) e i tempi per il pagamento resteranno invariati. Per chi sceglierà di pagare in un’unica soluzione è confermata la scadenza “classica” del 31 Gennaio 2015. Per chi sceglie di pagare in due rate, rimangono invece le scadenze del 31 Gennaio (per la prima rata) e del 31 Luglio (per la seconda). Per i pagamenti trimestrali scadenze saranno fissate per l’ultimo giorno di Gennaio, Aprile, Luglio e Ottobre.

Il governo Renzi fa marcia indietro sulla nuova bolletta Rai Enel 2015

Così a stemperare le parole di Giacomelli, che dava ormai per fatta la riforma, arrivano le perplessità di Palazzo Chigi e di Enel stessa: l’ipotesi che la chiacchieratissima Bolletta Rai possa maturare entro questa Legge di stabilità, visti i tempi tecnici troppo stretti necessari per incardinare l’emendamento, apparirebbe quantomeno improbabile. Secco no anche dall’Autority per l’energia, col Presidente Guido Bortoni che punta il dito contro le modalità di riscossione dell’ipotetica bolletta Rai, giudicate troppo complicate, e la difficile comprensione della nuova bolletta. Se ne riparlerà probabilmente il prossimo anno, anche se non si escludano ribaltoni dell’ultim’ora.

Come non pagare il canone e bolletta Rai: disdetta, esenzione e altro

Non pagare la Bolletta Rai si può. Ecco quattro soluzioni:  Sembrerebbe una guerra di trincea senza uscita, eppure le procedure “legali” per non pagare il canone Rai non mancano. Comunemente si parla di possibilità di disdire il canone. Tecnicamente, invece, si tratta del venire meno del presupposto applicativo della tassa/contributo. Sono quattro le vie d’usicta “legali” dal Canone/Bolletta Rai:

  • Rottamazione: sbarazzarsi “materialmente” del televisore, cioè rottamare l’apparecchio. Ma occhio! Perché l’operazione abbia efficacia, occorre farsi rilasciare la ricevuta di rottamazione da inviare in allegato alla disdetta la quale, è bene precisare, dispensa dal pagamento della bolletta rai a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo sole se presentata entro il 31 dicembre dell’anno precedente.
  • Disdetta del canone raiLa legge consente al contribuente (previo pagamento per intero il canone dell’anno in corso ed assenza di altre pendenze) di revocare l’abbonamento RAI a condizione che questi dismetta gli apparecchi in suo possesso e ne richieda formalmente il suggellamento, impegnandosi di fatto a non usare più la televisione. Sul libretto di abbonamento si trova, infatti, una cartolina intitolata “Denuncia di cessazione”. In estrema sintesi occorre barrare la casella con la richiesta di suggellamento ed inviare un vaglia postale dell’importo di 5,17 euro intestato al SAT –Sportello Abbonamenti TV – Casella postale 22, 10100 Torino. Entro il 30 novembre, poi, bisognerà spedire mezzo raccomandata AR la cartolina firmata, con in allegato la ricevuta originale del vaglia e il libretto di abbonamento.
  • Suggellamento canone rai.Ad effettuare quest’operazione è Ufficio Tecnico Erariale cui è stata passata la pratica: dei funzionari dovrebbero materialmente presentarsi alla volta porta, prendere il televisore, avvolgerlo in un sacco di juta, apporre un sigillo (un timbro piombato), verbalizzare in triplice copia e compilare l’apposito registro. Qualora il libretto sia andato smarrito, si può procedere tramite lettera raccomandata. Solo una volta concluse le operazioni di cui sopra, l’utente può considerarsi  esonerato dal pagamento della Bolletta Rai.
  • Esenzione canone rai per i 75enni a reddito basso ed appartenenti a categorie professionali specifiche. Molti cittadini pagano il canone rai senza sapere che potrebbero chiedere l’esonero e, in taluni casi, agevolazioni o addirittura rimborsi. Si tratta di fasce di contribuenti precise: anziani poco abbienti e specifiche categorie professionali. I cittadini che rientrano in queste categorie possono rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per compilare ed inviare il modulo necessario: una semplice dichiarazione sostitutiva, accompagnata da un qualsiasi documento di riconoscimento che attesti l’effettivo possesso dei requisiti necessari. Nello specifico sono esentati dal canone rai i soggetti di età pari o superiore ai 75 anni che nell’anno precedente abbiano percepito con il coniuge un reddito complessivo non superiore a 6.713,98 euro (anno 2008). In questo caso il canone rai non va pagato, a patto che l’apparecchio usato sia quello della casa di residenza. È necessario, che il beneficiario viva esclusivamente con il coniuge e con nessun’altra persona dotata di un reddito proprio. Inoltre sono esonerati dal pagamento canone rai anche:
    • Militari delle Forze Armate Italiane
    • Militari di cittadinanza straniera appartenenti alle Forze Nato;
    • Agenti diplomatici e consolari (stranieri accreditati in Italia)
    • Rivenditori e riparatori TV.
Carlo Rienzi

Carlo Rienzi

Ma quali sono gli aspetti più controversi dell’ipotesi sulla nuova Bolletta Rai Enel 2015? A cosa si deve lo scarso feeling tra Italiani e canone? Come si spiega l’evasione record degli ultimi anni? L’abolizione può essere una risposta efficace?

E ancora: esiste un modo “legale” per non pagare il canone e l’eventuale Bolletta Rai Enel 2015?

Ce lo spiega Carlo Rienzi, Presidente Codacons Nazionale.

Il canone Rai sarà in bolletta elettrica dal gennaio 2015. Lo ha detto il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, aggiungendo che “in linea di massima sulla seconda casa è escluso” e che “legarlo all’Irpef mi pare complesso e farraginoso”. Come giudica l’eventuale introduzione della bolletta Rai? E qual è, in generale, la sua opinione sul canone Rai, il tributo  storicamente più inviso al contribuenti italiano?

“Si tratta di una misura abnorme, una violenza nei confronti dei consumatori, e non servirà a risolvere il problema dell’evasione. Il Governo sceglie dall’alto di cambiare tutte le carte in tavolo, attraverso un provvedimento che creerà non pochi problemi. Pensiamo a chi non dispone di televisore, tale, PC o altro strumento adibito alla ricezione delle audiofrequenze. Ma pensiamo anche alle società dell’energia, che per forza di cose dovranno trasformarsi in esattori. Il canone Rai è in assoluto l’imposta più odiata dagli italiani. Questo per una ragione molto semplice: è difficile ravvedere per il cittadino un nesso tra il pagamento del canone e la fruizione di un servizio. La TV pubblica, infatti, è infarcita di pubblicità come le reti televisive private. Non parliamo poi della qualità del servizio pubblico, ancora sottomesso alle esigenze della politica e caratterizzato da sprechi e gestioni fallimentari.”

Stando alle parole del sottosegretario Giacomelli, la bolletta Rai potrebbe rappresentare uno strumento fondamentale per recuperare in modo pressoché totale l’evasione. Un’evasione per la quale l’Italia sarebbe tra i primi in Europa e che si attesterebbe oggi attorno ai 600 milioni per un canone, sottolinea Giacomelli,  che è “oggettivamente” tra i più bassi in Europa. Tra l’altro i soldi recuperati all’evasione, pare, non saranno restituiti alla Rai, ma saranno restituiti ai cittadini abbassando il canone/bolletta rai. È d’accordo con questa previsione?

“Se il governo pensa di risolvere i problemi di bilancio inserendo il canone in bolletta,commette un grave errore. La vera evasione, quella i cui numeri sono realmente importanti,  riguarda il canone speciale, che va versato da negozi,uffici,partiti,  enti religiosi,alberghi,ristoranti,navi, associazioni ecc.Sarei curioso di sapere quante sedi di partito hanno versato il canone speciale negli ultimi dieci anni.”
Quali provvedimenti pensate di adottare qualora l’emendamento fosse inserito nella nuova Legge di stabilità?

Al momento stiamo studiando possibili azioni legali da intraprendere, sia come associazione,  sia come.promotori di ricorsi individuali da parte degli utenti. Occorre capire prima come il governo penserà di introdurre la novità nel nostro paese.”

Un’ipotesi, quella della bolletta Rai, che ha sta già provocando reazioni fortissime presso i contribuenti italiani. In particolare si allarga ogni giorno di più il fronte dei tanti italiani che chiedono l’abolizione di questo odiato balzello. Qual è la Sua opinione in merito all’ipotesi abolizione?

“Che il canone avrebbe dovuto essere abolito da anni. È una imposta obsoleta, di cui non si capiscono i fini né il reale utilizzo da parte della rete di Stato. La vera rivoluzione sarebbe cancellare il canone Rai.”

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto