Deidda Brothers and Friends, Jazz firmato Deidda a Teatro Comunale Mss

Redazione Controcampus 18 Dicembre 2014

Rassegna Musicale 2014-2015 “Sulle note Blues, Crossover & Jazz” Fondazione Teatro: “Deidda Brothers and friends”.

Esibizione dei fratelli Alfonso Deidda, Sandro Deidda e Dario Deidda

Dario Deidda

Dario Deidda

Dall’impronta ritmica tipicamente neworleansiana, al ricordo di papà Franco. Il brillante quintetto d’indiscussi paladini del panorama jazzistico italiano, entusiasma la platea, sviscerandone imperscrutabili emozioni.

Pingue affluenza di pubblico, giovedì 11 dicembre, al Comunale di Mercato S. Severino, per il concerto messo in scena dai Deidda Brothers and Friends: un inno all’insondabile bellezza del jazz, corredato da sfavillanti soliloqui estemporanei, raffinati linguaggi e sublimi improvvisazioni corali.

Grande successo per il terzo appuntamento della rassegna melodica organizzata dal Dott. Giovanni Basile, Presidente della Fondazione Teatro, ed ideata dal Direttore Artistico Gaetano Basile, giovane e brillante laureando in musicologia presso il Conservatorio di Salerno.

L’elegante esibizione dei fratelli Alfonso, Sandro e Dario Deidda ha convinto, sedotto e commosso il nutrito parterre sanseverinese, lambendone le corde del cuore. Gli eloqui musicali in salsa tipicamente neworleansiana, sublimati dal talento dei cinque protagonisti, hanno infiammato gli animi degli spettatori, conducendoli in un caleidoscopico universo parallelo. Un’epistème spazio-temporale tratteggiata da eccelsi virtuosismi armonici e da fusioni strumentali eteree, trasversali, a dir poco, imprevedibili.

Franco Deidda Franco Deidda

Commovente e sincero l’omaggio al compianto Franco Deidda, capostipite dell’iridata famiglia di musicisti salernitani.

Sul palco, i poliedrici fratelli Sandro (sax tenore, sax soprano, clarinetto e flauto), Alfonso (piano, sax alto, sax baritono, flauto e cl. basso) e Dario Deidda (basso elettrico e contrabasso) erano accompagnati da due storici componenti del celeberrimo quintetto: i salernitani Pierpaolo Bisogno (vibrafonista e percussionista) e Amedeo Ariano (batterista).

Diversi e piacevoli i brani eseguiti: “Sweet Memories” (S. Deidda), “Don’t Forget It” (D. Deidda), “Concerto d’autunno” (Franco Deidda), “Afrodance” (S. Deidda), “Dulce Abuela” (A. Deidda), “My Favourite Strings” (D. Deidda), “African Suite” e “Drugs Marcket Dance” (D. Deidda).

Intervista al Maestro Sandro Deidda dei Deidda Brothers and Friends

Pochi minuti dopo la fine del suggestivo concerto, dietro le quinte del Teatro Comunale di Mercato S. Severino, fiore all’occhiello della cultura salernitana, abbiamo incontrato il Maestro Sandro Deidda.

Sandro Deidda Sandro Deidda

Ribattezzati dalla critica “Harlem Globe Trotter” del jazz italiano, Alfonso, Sandro e Dario Deidda sono dei musicisti dotati di grande talento, ai quali va, senza alcun dubbio, il merito di aver tramutato, nel corso degli anni, la ridente città di Salerno in una sorta di New Orleans dei tempi moderni.

Abili polistrumentisti di spessore internazionale, durante la loro iridata carriera, hanno avuto il pregio di ricevere molteplici premi e di suonare al fianco di straordinari musicisti del panorama jazzistico mondiale, tra i quali Carl Anderson, Manhattan Transfer, Enrico Rava e Dino Piana.

Nel corso del concerto c’è stato un momento davvero molto commovente: il ricordo, l’omaggio a Franco Deidda, vostro padre. Maestro Sandro, ci parli delle vostre radici musicali.

“A nostro padre dobbiamo tutto. Ci ha inculcato non soltanto la passione per la musica, che poi è diventata un lavoro, ma soprattutto ha lasciato in noi un ricordo indelebile. Lo ricordiamo come un entusiasta della musica. La gioia che provava nel suonare e nell’ascoltare musica è stata per noi il miglior esempio. Era assolutamente innamorato della musica ed ha cercato di trasmetterci questa sua grande passione. E noi speriamo di essere alla sua altezza. Diciamo che abbiamo avuto la possibilità di diventare polistrumentisti perché nel salotto di casa avevamo tutti gli strumenti: batteria, basso, pianoforte, organo, chitarre e vibrafono. La musica jazz, dunque, è stato il nostro passatempo fanciullesco, una sorta di parco giochi. Però, non c’è mai stata una forzatura da parte dei nostri genitori; anche nostra madre è una pianista. Siamo stati avviati in maniera molto dolce, come una sorta di gioco, senza alcun tipo di ostacolo”.

A breve pubblicherete il vostro nuovo album “Deidda Brothers and friends”. Potrebbe parlarcene?

“L’album in realtà è stato registrato e presentato nel 2012. Poi, a causa dei tempi tecnici, dell’editing e del mixaggio, ne abbiamo tardata l’uscita. Tuttavia sarà pubblicato nelle prossime settimane. Siamo attualmente in contatto con una grande etichetta discografica mondiale. E speriamo che l’accordo vada in porto. Purtroppo i referenti italiani latitano in quanto a produzione di musica jazz. Noi viviamo in una realtà, quella meridionale, un tantino segregata. Gli organi di stampa non prendono quasi mai in seria considerazione il nostro genere musicale”.

Alcune correnti di pensiero sostengono che il jazz sia un genere elitario. Qual è la sua opinione in merito?

“Il jazz è un genere ritenuto ingiustamente elitario. Il jazz viene dalla gente e alla gente deve ritornare! Non esiste forma di musica che viva maggiormente del rapporto empatico con il pubblico. In questa musica, più che nelle altre, la componente estemporanea del gradimento che viene comunicato dal pubblico attraverso l’applauso, ovviamente, è la migliore conferma. Per un musicista è a dir poco importante ricevere, mentre suona, un applauso. Per cui, l’opinione secondo cui il jazz sarebbe un genere elitario è un falso mito. Oggi, infatti, specialmente i giovani ne hanno compreso la bellezza ed il valore , ed accorrono numerosi ai corsi di jazz che i conservatori italiani hanno istituito da una decina d’anni. In alcuni casi il jazz ha superato, in richiesta, persino la musica classica. Quindi, il jazz si sta evolvendo, anche se, va detto, che questa musica non è un genere che vende. Purtroppo i produttori discografici ne sono poco interessati”.

Ci parli delle origini del jazz.

“Il jazz ha una storia breve ma intensa. Nasce da un grande disagio. Da una situazione di minoranze emarginate e segregate, come nel caso degli afroamericani. Diciamo che il jazz deriva dal blues, un genere che nasce dal lamento e dalla malinconia, ed è espressione di un disagio sociale. E, da questo punto di vista, noi meridionali siamo avvantaggiati. Il sud è una terra afflitta, da sempre, da disoccupazione, mancanza di lavoro e quant’altro. In noi dunque albergano tantissime similitudini. Non a caso, alcuni giornalisti hanno associato Salerno a New Orleans, la patria del jazz, proprio perché viviamo le medesime vicissitudini. Dalla crisi economica al crogiolo di razze. Il jazz nasce da un sincretismo culturale. Il jazz è una musica dotata di una grande caratteristica: è multiforme e cangiante. A differenza dei concerti pop, infatti, il jazz è irripetibile ed unico in ogni concerto”.

Di seguito la programmazione relativa alla Rassegna musicale 2014-2015 “Sulle note Blues, Crossover & Jazz” diretta da Gaetano Basile:

  • Fondazione Teatro – Rassegna musicale 2014-2015: 19 febbraio, Insolito Trio.
  • Fondazione Teatro – Rassegna musicale 2014-2015: 13 marzo, Miss T & The Mad Tubes.
  • Fondazione Teatro – Rassegna musicale 2014-2015: 19 marzo, Louis Armstrong Band & Banda Dixieland.

Calendario spettacoli Stagione Teatrale Mercato San Severino 2014-2015

  • Fondazione Teatro Stagione Teatrale 2014/2015: 22 gennaio, Sergio Assisi e Bianca Guaccero in “Oggi sto da Dio”, regia di Mauro Mandolini.
  • Fondazione Teatro Stagione Teatrale 2014/2015: 29 gennaio, Orchestra Teatro Città di Mercato S. Severino in “Movie Fantasy”, diretta dal maestro Gennaro Cappabianca.
  • Fondazione Teatro Stagione Teatrale 2014/2015: 5 febbraio, Peppe Barra e Fabrizio Bancale in “Sogno di una notte incantata”, regia di Fabrizio Bancale.
  • Fondazione Teatro Stagione Teatrale 2014/2015: 26 febbraio, Benedetto Casillo in “Miseria e Nobiltà”, 3 atti di Eduardo Scarpetta.
  • Fondazione Teatro Stagione Teatrale 2014/2015: 5 marzo, Carmine Faraco in “Pecchè”.
  • Fondazione Teatro Stagione Teatrale 2014/2015: 24 marzo, Milena Miconi e Diego Ruiz in “La stranissima coppia”.

Antonio Migliorino

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto