Servizio Civile 2015 Nazionale: Bando e Posti del servizio civile 2015

Redazione Controcampus 21 Dicembre 2014

Bando Servizio Civile 2015 nazionale e regionale.

Ecco come partecipare al servizio civile 2015 e come presentare la domanda: quanti sono i posti a disposizione per ogni regione e i requisiti per partecipare

Come avviene la selezione per il Servizio Civile 2015 e quando comincia ufficialmente il periodo di SC? 

Tutte le news dopo la scadenza del 15 Dicembre 2014.

Appuntamento a Gennaio 2015 coi colloqui attitudinali e la valutazione dei titoli. A seguire le graduatorie definitive.

Tutti i progetti saranno operativi entro il 15 Marzo 2015. Tutto sul Servizio Civile 2015 nella “umbratile” lettura di Enrico Maria Borrelli, Presidente di Amesci e FNSC.

I giovani interessati al Servizio civile 2015 possono partecipare ai bandi regionali e nazionali di selezione dei volontari presentando, entro la data di scadenza prevista dai bandi, la domanda di partecipazione. La domanda di partecipazione va compilata in carta semplice ed indirizzata all’Ente che ha proposto il progetto. Deve essere redatta tramite il modello allegato al bando, contenere l’indicazione del progetto prescelto ed essere corredata, ove possibile, di titoli di studio, titoli professionali, documenti attestanti esperienze lavorative svolte. È ammessa la presentazione di una sola domanda per bando. Il modulo di domanda del servizio civile 2015 può essere scaricato dalla sezione “Modulistica” o dall’area “Bando” alla voce Modulo; i progetti possono essere consultati nell’area “Bando ” attraverso un motore di ricerca che consente una selezione geografica o per settore di interesse.

Servizio Civile 2015: Come avviene la selezione dei volontari

L’ente sceglie, tra i profili delle candidature presentate, quelli più adeguati alle attività operative previste dal progetto. I candidati selezionati vengono inclusi in una graduatoria provvisoria che diventa definitiva dopo la verifica dei requisiti previsti dal bando.

Successivamente l’UNSC con proprio provvedimento dispone l’avvio al servizio dei volontari, specificando la data di inizio del servizio e le condizioni generali di partecipazione al progetto.

Sono dichiarati idonei a prestare servizio civile i candidati in possesso dei requisiti richiesti che abbiano ottenuto in seguito al colloquio un punteggio non inferiore a 36/60, qualora non sia stato adottato un criterio diverso in sede di accreditamento.

Servizio Civile 2015: dal progetto garanzia giovani ai bandi regionali

Un contingente record da circa 40-45mila giovani volontari quello in marcia verso il 2015. Ben 100mila i volontari previsti nei prossimi tre anni (2017). Parliamo del Servizio civile 2015. Un servizio civile significativamente riformato, più “flessibile” ed “universalistico”, quello al lancio dopo la Legge delega del Terzo settore. Sicuro il Premier Renzi: consentirà di avviare una nuova “scuola di cittadinanza”, ma anche di migliorare sensibilmente l“occupabilità” dei candidati idonei aumentando il numero di avvii. I giovani volontari del servizio civile 2015 avranno la possibilità di modulare il proprio periodo di SC da 6 a 12 mesi (non più 12 obbligatori), a seconda del progetto scelto e potranno scegliere se svolgere fino a due mesi di servizio in uno dei Paesi UE. Semaforo verde, infine, per l’istituzione di un sistema di certificazione delle competenze per il riconoscimento dei crediti formativi acquisiti spendibili nel proprio percorso professionale.

Il tutto per un preventivo da circa 200-250 milioni di euro, poi scesi a 65 e recentemente rimpinguati con un’iniezione da 50 milioni di euro dopo l’ultima modifica voluta da Renzi ed intervenuta nel vivo della discussione in Senato. Totale: 115 milioni. Un investimento che, al di là dei tagli, rimane tuttavia importante, grazie soprattutto alle risorse straordinarie attinte dal progetto “Garanzia giovani” (la famosa “Youth Guarantee”, il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile destinata ai Neet, cioè ai giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni non impegnati in esperienze di formazione e lavoro) provvidenzialmente sbloccate dall’UE. I posti complessivamente disponibili saranno, come da bando, 5504 di cui 181 nella Regione Abruzzo; 236 in Basilicata; 2.005 nella Regione Campania; 57 nel Friuli Venezia Giulia; 545 nella Regione Lazio; 329 nella Regione Piemonte; 554 in Puglia; 109 nella Regione Sardegna; 1185 nella Regione Sicilia e 303 in Umbria.

Servizio civile 2015: requisiti per presentare la domanda

Si tratta, dell’opportunità messa a disposizione dei giovani dai 18 ai 28 anni di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico. Il servizio civile assume per i giovani un’evidente valenza formativa in quanto occasione di crescita personale e di educazione alla cittadinanza attiva, contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese. Chi decide di impegnarsi per 12 mesi nel Servizio civile, sceglie di aggiungere un’esperienza qualificante al proprio bagaglio di conoscenze, spendibile nel corso della vita lavorativa, quando non diventa addirittura un’opportunità di lavoro o di orientamento professionale, assicurando nel medesimo tempo una (seppur minima) autonomia economica. Ai volontari in servizio civile spetta, infatti, un assegno mensile di 433,80 euro. I pagamenti sono effettuati a partire dalla conclusione del terzo mese di servizio. Riepilogando, i requisiti sono 4:

  • età compresa tra i 18 e i 28 anni e 364 giorni
  • cittadinanza italiana
  • assenza di carichi pendenti e/o condanne

Aree di intervento e attività svolte. Le aree di intervento nelle quali è possibile prestare il Servizio Civile 2015 sono riconducibili ai settori: assistenza, protezione civile, ambiente, patrimonio artistico e culturale, educazione e promozione culturale, servizio civile all’estero. Il SCN, insomma, oltre a rappresentare un’esperienza di arricchimento umano, mira ad offrire un’offerta qualitativamente valida rispetto a temi come l’accompagnamento al lavoro, lo studio e la formazione (apprendistato e tirocinio) entro un periodo determinato di 12 mesi.

Il Servizio Civile Nazionale, istituito con la Legge 6 Marzo 2001 n° 64, – che dal 1° gennaio 2005 si svolge su base esclusivamente volontaria – è un modo di difendere la patria, il cui “dovere” è sancito dall’articolo 52 della Costituzione. Una difesa non riferita al territorio dello Stato e alla tutela dei suoi confini esterni, quanto alla condivisione di valori comuni e fondanti l’ordinamento democratico.

Un fatto positivo, commentano gli addetti ai lavori (CNESC, FNSC, AMESCI, ecc), che attendono ora la formulazione del nuovo emendamento (dopo la bocciatura dell’emendamento da 200 milioni presentato dal deputato Eduardo Patrriarca per il 2015) per conoscere la provenienza di queste risorse aggiuntive. Ma i nodi da sciogliere restano molti. La Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile, ad es., fa osservare che, con i nuovi stanziamenti, il contingente Italia potrebbe arrivare ad un numero massimo di 34mila posti, pochi se si considera la mole dei progetti proposti per il 2015 (43mila) che, si calcola, necessiteranno di almeno 40mila volontari. Critico anche il Forum Nazionale per il Servizio Civile, per il quale l’avvio dei progetti presentati al Dipartimento della Gioventù abbisognerebbe perlomeno di altri 20-30 milioni di euro. Questo in attesa che la tela dei propositi renziani (degli “spot”, lamenta più di qualcuno) assuma finalmente la sua trama definitiva.

Enrico Maria Borrelli

Enrico Maria Borrelli

Per saperne di più, allora, sulla recente riforma del Terzo Settore ed allargare la lente sulle ultime novità in materia di Servizio civile, soprattutto rispetto a temi quali il binomio SCN-Garanzia Giovani, il SC Universale.

La migliorabilità della connessione SCN-Università, la battaglia per un finanziamento pubblico adeguato, ecc, abbiamo raggiunto per voi, in esclusiva, Enrico Maria Borrelli, Presidente di Amesci e del FNSC.

Presidente Borrelli, Lei è senz’altro uno dei protagonisti dell’ultima Riforma del Servizio Civile. Ma cos’è Amesci? Qual è la sua mission? Ce ne parli.

“Amesci è una associazione nazionale di promozione sociale che si occupa prevalentemente di politiche per i giovani e di sviluppo di tutte le misure, programmi, progetti nazionali ed europei che servono ad interessare i giovani su due ambiti particolari: in primis quello della partecipazione, della cittadinanza attiva, del volontariato. Promuoviamo la vita attiva alle dinamica delle comunità locali e sosteniamo, ovviamente, il Servizio Civile Nazionale che è una delle nostre attività centrali, il Servizio Volontario Europeo. E poi abbiamo il filone dell’empowerment, vale a dire tutto ciò che offre la possibilità ai giovani di fare esperienze che siano non soltanto educative ma formative, che possano ciò aiutarli ad acquisire competenze, che permettano un arricchimento curriculare spendibile in futuro nel mondo del lavoro. Quindi cerchiamo di unire da un lato lo stimolo alla partecipazione come espressione di cittadinanza attiva e dall’altro ci prendiamo cura della specificità personale dei giovani che aderiscono alle nostre attività. Per fare questo lavoriamo dal ’96 con intensa presenza sia sul territorio nazionale che su quello europeo”.

Parliamo del binomio Servizio civile 2015-Garanzia Giovani. Crede che l’attuazione del programma Garanzia Giovani rappresenti un indice dell’attenzione per il Servizio Civile da parte del Governo, che lo rende di fatto lo strumento primario di realizzazione del piano previsto per tutti quei giovani da 18 a 29 anni non ancora inseriti in un percorso di istruzione e/o formazione? Qual è la sua opinione?

“Il binomio SC-Garanzia Giovani è il risultato di un lavoro molto intenso che ha visto da subito  protagonista Amesci. Abbiamo sempre creduto che il SC andasse riconosciuto oltre che per la sua validità di strumento di difesa della patria (con una finalità cioè prevalentemente sociale) anche per l’assoluta  valenza formativa di un’esperienza lunga 12 mesi che ha una sua dimensione di apprendimento e di formazione sul campo per i giovani che, chiaramente, li rende più occupabili. In questo la finalità è la stessa di GG, che non ha l’obiettivo di creare occupazione ma di rendere più occupabili i giovani. Il concetto di occupabilità è un concetto oggi molto praticato, significa arricchire le competenze, le esperienze, la formazione di un individuo affinché possa essere più facilmente assorbito dal mercato. Dal nostro punto di vista il binomio è assolutamente positivo e foriero di interessanti prospettive future. Per quanto riguarda l’attuale pratica di Garanzia Giovani, rispetto al SC, possiamo dire che siamo in una fase di sperimentazione, è tutto partito con molta fretta e sicuramente con una discreta confusione. Siamo tuttavia fiduciosi che il sistema reggerà l’urto di questo confronto nuovo.”

Tra i vostri interlocutori chiave c’è, ovviamente, l’Università. Col bando Servizio civile 2015 come cambia il rapporto tra SCN ed Università? In particolare, ritiene sia possibile creare più connessioni fra il SCN e mondo universitario?

 “Il SCN si è legato fino ad oggi all’università soltanto in una funzione di servizio. Sono 52 gli atenei italiani che collaborano con Amesci e che noi accreditiamo come enti che possono proporre ed attuare progetti di servizio civile. Un legame di servizio, giacché l’università implementa insieme a noi progetti di servizio civile. Ci sarebbe, però, anche un altro filone da approfondire che è quello della formazione, che riguarda il SCN come esperienza qualificante rispetto alle competenze dei giovani e che potrebbe essere sviluppato insieme all’università ad es. penso al riconoscimento di crediti ai ragazzi impegnati in progetti di servizio civile, che oggi viene fatto un po’ all’acqua di rose. Alcuni lo fanno, altri no, altri ancora concedono pochi crediti. L’università dovrebbe, invece, utilizzare strumenti come il SC per implementare esperienze come i tirocini, l’apprendistato, cioè esperienze di lavoro autentiche, a tutto tondo, necessarie al completamento curriculare di un giovane nell’ottica di un miglioramento considerevole della loro condizione di occupabilità.”

Ieri come oggi il problema fondamentale del nostro SCN rimane quello del sottofinanziamento statale, che come sempre si traduce in una riduzione progressiva dei posti a bando. Per il servizio civile 2015 l’investimento previsto sarà di 115 milioni, la metà di quelli richiesti da FNSC e CNESC (200 mln). Un passo indietro rispetto ai proclami della vigilia? Basteranno perché la Riforma Servizio Civile 2015 prenda piede?

“Questo governo è partito manifestando un grandissima attenzione per il tema del SC. Abbiamo sentito i tg, letto le prime pagine dei giornali… il Pres. Renzi ha dichiarato di volere accompagnare il SC fino al traguardo del SC Universale, ossia un SC che offra universalmente a tutti i giovani che sono interessati a farlo, la possibilità di farlo. Il numero dei 100mila giovani è una cifra che è venuta fuori da una valutazione statistica di quelle che erano le domande pervenute in questi 12 anni. In questo senso il concetto di universalità sventolato da Renzi va incontro a questo dato. Erano anni che aspettavamo un segnale di reale interesse della politica rispetto al SC, che fosse sì tradotto in norma ma anche finanziato in maniera importante. Fino ad oggi abbiamo infatti assistito ad una forte dichiarazione di intenti, poi in sede di Legge di Stabilità abbiamo avuto spesso riscontri decisamente meno positivi. 65 milioni di euro sono meno di quelli che erano stati previsti nella Legge di Stabilità 2014. Noi avevamo in previsione nell’ultima Legge di Stabilità 73 milioni, che poi sono scesi a 65. Ne è scaturita una discussione, dato che il Governo aveva disatteso il racconto fatto soprattutto rispetto al tema del SC Universale, e siamo intervenuti in Parlamento: abbiamo parlato con la Commissione Bilancio della Camera  ecc., proponendo un emendamento per portare il fondo da 75 a 200 milioni (poi bocciato). C’è stata, poi, un’ulteriore protesta fino a quando Renzi non si è impegnato a trovare altre le risorse (pari a 50 milioni). Quindi siamo arrivati adesso a 115 milioni, in attesa che la Legge di Stabilità concluda il suo iter in Senato. Avremmo sperato in qualcosa di più, anche perché con il bando 2014 confidiamo in un contingente  per il 2015 di 36-37 mila volontari, dopo un patto (quello 2013, ndr) di 15mila volontari. Praticamente abbiamo triplicato il bando 2013. In più i progetti complessivamente presentati sono stati 43mila, non pochi. Restiamo, tuttavia, fiduciosi che con l’investimento attuale si riesca a finanziare almeno l’80% dei progetti.”

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto