Borse Marie Curie a 6 ricercatori dell’Università Cà Foscari

Redazione Controcampus 4 Marzo 2015

Università “Cà Foscari” di Venezia - Record cafoscarino: 6 nuove Borse Marie Curie ricercatori  premiati dall'UE con 1,2 milioni di euro Call favorevole: primo ateneo italiano.

Bugliesi: «Impegno riconosciuto»

Nanomateriali, paesaggio, cultura, teatro per apprendere e lavoratori cinesi tra i focus delle ricerche finanziate nell’ambito del progetto Horizon2020

Dai nanomateriali alle neuroscienze, dalle monache medievali agli operai cinesi, dalle centuriazioni romane ai filosofi nel Rinascimento. Sono gli ambiti di progetti di ricerca interdisciplinare di sei ricercatori cafoscarini, appena finanziati con Borse Marie Curie ’ dell’Unione Europea. Si tratta di finanziamenti targati Horizon2020, il programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione lanciato nel 2014. Destinati a ricercatori esperti, i fondi  e Borse Marie Curie hanno l’obiettivo far crescere le eccellenze della ricerca in un contesto internazionale.

Le Borse Marie Curie per il Cà Foscari

Il risultato di quest’anno è il migliore di sempre per Ca’ Foscari, unico ateneo italiano a conquistare 6 Borse Marie Curie, per un valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro. Inoltre, altri sette ricercatori ‘Marie Curie’ hanno beneficiato del supporto di Ca’ Foscari e si recheranno in un’altra università europea per realizzare il loro progetto.

«Il finanziamento di 13 ricercatori d’eccellenza è una buona notizia prima di tutto per i giovani studiosi premiati, ma anche per il nostro e gli altri atenei che potranno contare sulle loro competenze e sulla loro capacità di sviluppare ricerche innovative e di alto impatto culturale e scientifico – commenta Michele Bugliesi, Rettore dell’Università Ca’ Foscari Venezia -. È difficile quanto cruciale saper cogliere queste importanti opportunità di finanziamento alla ricerca offerte dall’Europa. Ca’ Foscari investe molte risorse per stimolare i giovani ricercatori a sviluppare progetti all’altezza, supportandoli in questo percorso. Le valutazioni di questa tornata di ‘Marie Curie’ ci confermano che siamo sulla strada giusta».

Di sei progetti che si svilupperanno a Ca’ Foscari con le Borse Marie Curie, due sono triennali e prevedono un periodo all’estero, mentre quattro sono biennali e si svolgeranno interamente a Venezia (l’ateneo rappresenta l’eccellenza nei rispettivi campi di studio). Le ‘Global Fellowship’ riguardano Ivan Franceschini (Dipartimento di Studi sull’Asia e l’Africa Mediterranea) e Maria Simona Morosin (Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali). Entrambi collaboreranno con atenei australiani. Questi i vincitori del finanziamento biennale: Veronica West-Harling (Dipartimento di Studi umanistici), Teodoro Katinis (Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali), Arianna Traviglia e Chengfang Pang (Dipartimento di Scienze ambientali, Informatica e Statistica).

Intanto, si stanno per aprire i termini per candidare nuovi progetti ai prossimi finanziamenti ‘Marie Curie’: le domande andranno presentate tra il 12 marzo e il 10 settembre 2015. Lo staff dell’Ufficio Ricerca Internazionale di Ca’ Foscari è a disposizione per orientamento, informazioni e supporto alla redazione dei progetti.

I ricercatori e i progetti vincitori del bando 2014

Ivan Franceschini si occuperà del lavoro in Cina, in particolare di percezioni e attese di chi lavora nella ‘fabbrica del mondo’, anche in riferimento ai futuri investimenti europei nel Paese. “Chinese Labour – Shifting Dynamics of Chinese Labour in a Global Perspective” è il titolo del progetto, che durerà tre anni e porterà il ricercatore a Canberra, all’Australian Centre on China in the World. Il supervisor è il professor Renzo Cavalieri, docente di Diritto dei paesi dell’Est asiatico presso il Dipartimento di Studi sull’Asia e l’Africa Mediterranea.

Maria Simona Morosin unirà neuroscienze, didattica e teatro, investigando l’impatto della pratica teatrale sull’apprendimento linguistico. Lo farà basando la ricerca sulle attuali conoscenze delle neuroscienze dell’educazione, che si occupano di funzioni cognitive del cervello come pensiero, memoria, attenzione, emozioni. Il progetto è “NPA – Neurodidactics of Performing Arts: The Impact of Drama Teaching on Second Language Acquisition”, si tratta di una Global Fellowship triennale che prevede un periodo di ricerca all’Università di Sydney e il supervisor è Paolo Puppa, professore di Storia del teatro al Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali

Veronica West-Harling, da storica medievalista, studierà le religiose che vissero nei monasteri femminili italiani tra il 700 e il 1100, con approccio comparativo e interdisciplinare. Al centro della ricerca ci saranno le relazioni tra figure femminili, credenze religiose e comportamento, politica e società, con l’obiettivo di comprendere questioni radicate nella nostra storia e ancora aperte nella società moderna. “Family, Power, Memory: Female Monasticism in Italy from 700 to 1100” è il titolo del progetto biennale che sarà condotto con la supervisione di Stefano Gasparri, professore di Storia medievale presso il Dipartimento di Studi umanistici.

Teodoro Katinis analizzerà la singolare figura del filosofo e letterato padovano Sperone Speroni, vissuto nel Cinquecento, e porterà all’attenzione l’interesse di questo intellettuale rinascimentale per i sofisti, sui quali scrisse in vernacolo. Lo studio di Katinis durerà due anni ed è intitolato “SPERONI – Sperone Speroni (1500-1588) and the Rebirth of Sophistry in the Italian Renaissance”. Contribuirà a un più ampio progetto internazionale sull’aristotelismo in italiano nel Rinascimento, finanziato da un ERC Starting Grant e guidato dal professor Marco Sgarbi del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali di Ca’ Foscari, in collaborazione con l’ateneo inglese di Warwick.

Arianna Traviglia ricostruirà il paesaggio ‘disegnato’ dai Romani nei dintorni di Aquileia, una delle più importanti città dell’Impero. Lo farà usando metodi di intelligenza artificiale per gestire dati archeologici, storici e geografici. Riportare alla luce le centuriazioni romane e secoli di successivi interventi dell’uomo sul paesaggio rurale, servirà a comprendere meglio il territorio e migliorarne la sostenibilità nella gestione odierna. Il progetto biennale “VEiL – Visualizing Engineered Landscapes: an archeological approach to unlock environmental resilience and sustainability in antiquity” sarà seguito da Andrea Torsello, docente di Informatica al Dipartimento di Scienze ambientali, Informatica e Statistica di Ca’ Foscari.

Chengfang Pang analizzerà il comportamento nell’ambiente acquatico delle nanoparticelle di ossido ferrico (n-Fe2O3), utilizzate in larga scala nei coloranti per plastiche. L’obiettivo sarà sviluppare metodi e dati per prevedere gli effetti a lungo termine dell’uso di questo nanomateriale e i relativi rischi ambientali. Il progetto durerà due anni e avrà come supervisor Antonio Marcomini, professore di Chimica dell’ambiente e direttore del Dipartimento di Scienze ambientali, Informatica e Statistica di Ca’ Foscari. Titolo del progetto: “NanoERA – Nanomaterials Ecological Risk Assessment: A study of the long-term effects and risks of nano scale Iron Oxide used in plastic composites in the acquatic environment”.

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto