Test Medicina 2015: date bando Miur, domande quiz e novità sui ricorsi

Redazione Controcampus 25 Marzo 2015

Sono ufficiali le date del Test Medicina 2015 che si terranno dal 8 al 10 settembre: ecco le date e il bando per ogni corso, i consigli su come studiare, le domande dei quiz e le novità sui ricorsi ai test medicina per l'Avv.

Bonetti

Ecco le news sulle date e sul bando test medicina 2015, contenuto delle prove e tutte le ultime notizie provenienti direttamente dal Ministero dell’Istruzione

Dopo gli spiacevoli eventi avvenuti durante i test medicina di specializzazione dello scorso anno, l’attenzione del Miur riguardo i test di specializzazione e i test di ingresso a medicina è nettamente aumentata.

Le novità sono moltissime ed è stato lo stesso ministro dell’istruzione Stefania Giannini ad essersene resa conto: dopo tutte le dichiarazioni rilasciate durante l’anno, è bene fare un punto della situazione.

Innanzitutto, per quanto riguarda i test medicina 2015 quelli di ingresso al corso di studi il modello francese non sarà adottato, dunque i test si svolgeranno regolarmente e le notizie che riportano la dicitura “test medicina abolito” sono da ritenersi errate. Le date dei test medicina 2015 di ingresso alle facoltà non sono state ancora rese note.

Per quanto riguarda il discorso dei test medicina di specializzazione, il percorso si sta diventando sempre più chiaro: iniziano ad esserci notizie più precise circa le date, si sa finalmente quali materie saranno oggetto delle prove quest’anno più specifiche e non di cultura generale e, soprattutto, si sa la data di uscita del bando fondamentale per poter accedere ai test medicina.

Novità sui ricorsi e test medicina 2015: date dal 8 al 10 settembre per medicina in Inglese

Prima di proseguire con le news circa i test medicina 2015 che dovranno fare gli specializzandi, è bene ricordare che le scuole di specializzazione hanno subito una riorganizzazione.

Il Miur ha ritenuto necessario ridurre il numero delle scuole di specializzazione così come la durata di questo ulteriore percorso formativo. Inoltre, un’altra novità è caratterizzata dal secondo canale delle scuole di specializzazione: chi non passa il test potrà sfruttare l’opportunità di frequentare scuole di specializzazione aperte a tutti. Nonostante non ci siano ancora date precisissime sui test medicina 2015, il ministro Stefania Giannini ha dichiarato che si sta facendo tutto il possibile per garantire il rispetto della tempistica. Dunque, per adesso, si garantiscono delle date entro le quali usciranno il bando e si svolgeranno i test.

Le date rese note per i test medicina 2015 per l’accesso al corso di studi sono fino ad ora le seguenti:

  • Test Medicina-Odontoiatria Cattolica Roma, 31 marzo;
  • Test Medicina-Odontoiatria Università pubblica e Campus Biomedico Roma, prima decade di settembre (probabilmente l’8 o il 9 settembre);
  • Test Medicina in inglese Humanitas Milano, 10 settembre;

Per quanto riguarda i test medicina 2015 di specializzazione, invece, il bando di accesso sarà certamente emanato entro il 30 aprile. Le prove, invece, si svolgeranno entro il 31 luglio.

Domande test medicina 2015: come studiare per il quiz

Su cosa verteranno le prove del test medicina 2015? Qualunque sia la specializzazione che si intende prendere in futuro, le materie da studiare per i test medicina 2015 sono le seguenti: cultura generale, ragionamento logico, matematica, fisica, biologia e chimica. Le domande saranno organizzate in 60 quesiti, tuttavia non ci sarà un numero fisso di domande per ogni materia e non tutte le materie avranno lo stesso peso ai fini della valutazione del test. 

Gli specializzandi, invece non dovranno più confrontarsi con domande su cultura generale: a differenza dell’anno scorso, quest’anno i quesiti riguarderanno materie cliniche e verranno aggiunte domande specifiche per ogni classe di concorso. Questa decisione è stata motivata con la volontà di andare incontro agli specializzandi che spesso si trovano davanti a test che poco hanno a che vedere con il percorso di studi portato avanti fino a quel momento. Basta alle domande “fuori traccia”, si ai test pertinenti al resto della formazione.

Come affrontare e superare il test medicina 2015: consigli degli esperti

Dopo aver studiato molto, capire quali materie tenere a mente per il test medicina sembra difficile e, ovviamente, non si può studiare tutto. Come concentrare lo studio e mantenere la concentrazione facendo poco e bene? Paradossalmente il consiglio è tra quelli più ovvi eppure sensato e consigliato da molti che hanno già passato il test: studiare sui testi basati proprio sui test medicina 2015, comprendenti test medicina degli anni passati e domande sulle ultime scoperte del mondo scientifico. Infatti, le domande dei test, seppur di materie specifiche, potrebbero riferirsi a scoperte avvenute proprio nell’ultimo anno dunque bisogna far collimare preparazione sulle materie in senso più ampio ed essere anche aggiornati sull’attualità.

Dopo esservi procurati il materiale necessario, è bene iniziare a provare a fare test su test. Soltanto così ci prenderete la mano e arriverete al test medicina 2015 già “rodati” e abituati sia allo stile delle domande che agli argomenti che potrebbero essere trattati improntati in un certo modo. Inoltre, un altro consiglio da tenere a mente è quello di approfondire tutte quelle domande che avete sbagliato nei test medicina di prova: in tal modo, approfondirete in maniera mirata le lacune della vostra preparazione.

Se, nel corso dello studio dei test medicina 2015 vi siete stufati del cartaceo, esistono numerosi software online che forniscono simulazioni dei test medicina 2015 (ne trovate cliccando qui).

Avvocato Bonetti

Avvocato Bonetti

Novità sui ricorsi ai test medicina, intervista all’Avv. Michele Bonetti

Avvocato Bonetti Quali sono le ultime novità sui ricorsi ai test medicina degli specializzandi?

“Abbiamo già depositato i primi appelli contro le ordinanze del TAR, ovvero dei provvedimenti cautelari e provvisori, le c.d. sospensive. -dice l’avvocato Michele Bonetti-

“Le prime udienze in Consiglio di Stato cadranno tutte ad aprile. – Continua – Intanto abbiamo tutti appreso da un quotidiano nazionale che il Tribunale ha emesso una sentenza negativa sul ricorso degli aspiranti specializzandi patrocinato da un’associazione dei consumatori e, sebbene si tratti di un provvedimento definitivo, questa sentenza in molti punti non chiude completamente le porte; vi sono, infatti, dei passaggi sulla vicenda dell’inversione e sulla generica indicazione dei punteggi nei quali bisogna inserire il nostro grimaldello che scardinerà il sistema. Lo stesso dicasi sulla vicenda delle domande sbagliate e soprattutto sulla violazione dell’anonimato su cui il TAR formalmente non ha ancora preso una posizione sui nostri ricorsi. Tuttavia, se il dito indica la luna, lo sguardo non deve mai posarsi sul dito; con questo voglio dire che bisogna andare fino in fondo e la strada da percorrere in questo momento è quella del Consiglio di Stato. È mutato lo scenario, forse anche per la nuova composizione del Collegio dei Giudici laziali a seguito della compianta perdita del Presidente del Tar. Bisogna purtroppo prenderne atto e trovare processualmente strade alternative. Sono convinto delle nostre ragioni e sono abituato a non arrendermi mai.” 

Cosa ne pensa di tutte le modifiche apportate dal Miur sulle specializzazioni di medicina? Crede che queste riforme siano davvero mosse dalla volontà di andare incontro agli studenti, come sostiene la Giannini?

“Sinceramente è apprezzabile la volontà di voler diminuire le scuole e gli anni di specializzazione, ma ancora non è abbastanza se pensiamo agli altri sistemi europei come la Spagna, la Germania e la Francia, dove vi è una copertura integrale per gli aspiranti specializzandi; le innovazioni apportate sono purtroppo ancora carenti. La modifica al regolamento per il prossimo concorso, con la previsione di concorrere per sole tre scuole e con la graduazione delle stesse, appare un discutibile tentativo di far scorrere più velocemente le graduatorie ed è frutto dei nostri ricorsi accolti al TAR. In tutto questo il Ministero dimentica l’ultimo concorso ancora pendente dove alcuni cardiologi, per questi errori, sono diventati ortopedici, insomma si pensa giustamente al futuro, ma senza sistemare i “malcapitati” del passato. Anche la rielaborazione dei quesiti è, a mio avviso, priva di senso. La questione, probabilmente mal rappresentata ad arte, non è che i quesiti erano sbagliati, i test questa volta erano stranamente quasi tutti esatti, ma l’assenza di una bibliografia di riferimento per le domande del test fa sì che se un medico ha studiato su determinati libri può dare una risposta al posto dell’altra.”

Come vede invece la diminuzione degli anni di specializzazione?

“E’ senza dubbio corretto nell’immediato muoversi verso la diminuzione degli anni di specializzazione per recuperare i fondi per gli specializzandi. Tuttavia, quando si rimette la facoltà di scelta se optare per i nuovi ordinamenti didattici con meno anni, o scegliere di rimanere nel “vecchio corso” più lungo, si limita la portata innovatrice della riforma. Forse bisognava imporre come obbligatoria la riforma sin da subito. Ciò avrebbe determinato, secondo i miei calcoli statistici, la disponibilità immediata di 2350 e passa borse. Insomma, proprio quelle che in linea di massima servono. E’ proprio su questo punto che rimbalzano altri due ordini di problemi tra loro connessi. In primis ad oggi non vi è alcuna struttura di rappresentanza che porta avanti gli interessi di coloro che sono esclusi dal sistema formativo; basti pensare che i medici esclusi hanno come unico sostegno le associazioni di coloro che già sono “dentro” e che quindi hanno un interesse opposto all’apertura. In secundis proprio la assenza di rappresentanza degli interessi di tale nuova categoria ha determinato la situazione per cui lo stesso Ministero, che aveva invertito le prove e che si è difeso in Tribunale avverso la richiesta di ammissione in sovrannumero degli aspiranti specializzandi, ha poi deciso di ridurre gli anni di specializzazione e aumentare in tal modo le borse, lasciando però di fatto tale ultima scelta agli specializzandi con la scusa che a livello legale non si può incidere sulle situazioni pendenti; ciò è paradossalmente accaduto dopo uno dei concorsi più discussi della storia del nostro Paese.La contraddittorietà di come ha agito l’Amministrazione è lampante, ma ha un unico filo conduttore e una sola spiegazione: dall’inizio di questa vicenda è mancata una struttura di rappresentanza di questi medici giovani aspiranti specializzandi che tutelasse i loro interessiVista la situazione, è altrettanto chiaro che la migliore utilizzazione delle risorse non basta; solo una svolta legislativa di un Paese democratico che decide finalmente di investire nell’istruzione e nella formazione può essere risolutiva”.

Con i ricorsi scaduti, uno specializzando che voglia avere una rivalsa sui test dell’anno scorso può fare ancora qualcosa o deve soltanto rassegnarsi a ripetere il test?

“I termini per proporre ricorso sono tutti scaduti ed è per questo che “tardivamente” è nato solo oggi il Coordinamento del Mondo Medico, i cui fondatori hanno voluto evitare che si potesse sostenere che il Coordinamento fosse nato per portare acqua al mulino dei ricorsi. Ciò vuole dimostrare la bontà di un sano progetto che faccia sì che, in caso di esito positivo dei nostri ricorsi, il risultato possa estendersi anche ai non partecipanti all’azione giudiziale. Il ricorso diventa così uno strumento di pressione politica per determinare una compiuta class action, ancora non realizzatasi in Italia.” – dice l’Avvocato Michele Bonetti –

“Nel Coordinamento coesistono realtà molto diverse, accomunate da un unico obiettivo politico: il diritto/dovere alla specializzazione per tutti. È un discorso che esula dalla programmazione degli accessi, ma che dà profondità alla lotta contro il numero chiuso, mettendo in luce un sistema incoerente costruito su falsi numeri e promesse e che ha garantito solo precariato accompagnato dallo svilimento della figura professionale del medico. L’ingresso di questo nuovo soggetto politico è molto temuto nell’ambiente poiché vi è la consapevolezza che sta nascendo qualcosa di alternativo, che veramente è in grado di ospitare realtà anche molto diverse tra loro. È ora di cambiare. È ora di uscire dall’oscurità per innovative e luminose idee che uniscano la categoria su un semplice progetto, ovvero che qualsiasi sistema concorsuale selettivo sulle specializzazioni che si metterà in campo dovrà essere a cilindro. Proprio nella situazione di stallo di questi giorni potrebbe inserirsi qualche pronuncia del Consiglio di Stato, in grado di dare più coraggio alla Politica forse anche chiusa dalle responsabilità politiche di una errata gestione concorsuale. Insomma, agli ormai dottori in medicina deve essere garantito il diritto/dovere a specializzarsi, sempre e comunque”.

Ambra Benvenuto

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto