Riforma Pensioni 2015: dalle perplessità dell’Inps ai timori della Bce

Redazione Controcampus 23 Giugno 2015

Tutte le ultime novità sulla riforma pensioni 2015: dalle perplessità dell’Inps ai timori della Bce, il punto dell'On.

Gianfranco Vestuto della Lega Sud

Tutte le ultime novità sulla riforma pensioni 2015: dalle perplessità dell’Inps ai timori della Bce, il punto dell’On. Gianfranco Vestuto della Lega Sud

Ultime news sulle proposte di riforma pensioni 2015. Ecco le novità sul fronte pensione anticipata, quota 100, Ddl Damiano, staffetta generazionale e Decreto Poletti.

La Bce rincara la dose, dopo il duro monito dell’Inps, sulla riforma pensioni del Governo Renzi. Intervista esclusiva all’On. Gianfranco Vestuto, Segretario della Lega Sud – Ausonia: “La Riforma delle Pensioni va rivista, abbandonando le “leggi pasticcio” fatte fino ad oggi e i tanti interventi successivi, legge Fornero compresa”.

La Banca Centrale Europea ha espresso la propria contrarietà al meccanismo della pensione anticipata (Ddl riforma pensioni 2015) dopo le desolanti previsioni dell’Inps. L’Italia non può permettersi di sperperare denari ipotizzando un futuro foriero di belle speranze. L’Europa deve fare i conti con una sfida demografica di non poco conto. E il Bel Paese è, insieme al Belgio ed alla Spagna, la nazione in cui i costi legati all’invecchiamento sono tra i più elevati. “Le previsioni di garanzia di pensione anticipata dipendono da ipotesi molto ottimistiche sugli andamenti della produttività e del mercato del lavoro”. E’ questa, in soldoni, la chiave di lettura, il leitmotiv del bollettino economico di Eurotower.

Riforma pensioni 2015: dalle perplessità dell’Inps ai timori di Mario Draghi della Bce

Il Presidente della Bce, Mario Draghi, ha posto l’accento sul tema dei costi legati al sistema previdenziale, delineando scenari non del tutti positivi. Le uscite relative agli ingranaggi pensionistici, in effetti, rischierebbero di aumentare se si desse vita a una riforma pensioni 2015 corredata da maggiore flessibilità. Ma, avverte Draghi, “sarebbe fuorviante interpretare le nuove proiezioni sui costi dell’invecchiamento come un’indicazione che gli sforzi di riforma dei Paesi siano meno urgenti”.

La Bce lancia l’allarme riforma pensioni in Europa: ecco perché

In sostanza se il Governo decidesse di metter mano alla Riforma pensioni della Fornero, dovrebbe farlo nel rispetto dei rigidi parametri imposti dalla sostenibilità del bilancio statale. Continuare a spalleggiare l’ipotesi di una riforma pensioni che anticipi l’età del congedo da lavoro, inoltre, significherebbe, per la Bce, andare incontro a risultati del tutto contrari a quelli previsti dall’Ageing Report 2015: “Se non saranno intraprese le opportune riforme strutturali, – dichiara la Bce – l’invecchiamento demografico avrà implicazioni negative per la sostenibilità delle finanze pubbliche”. Un aut aut, quest’ultimo, che riecheggia, in larga parte, l’analisi espressa, qualche giorno fa, da Tito Boeri, anch’egli contrario alla reintroduzione del meccanismo della flessibilità in uscita ed al Ddl di riforma pensioni 2015 a firma Damiano – Baretta. L’economista bocconiano ha spiegato, nel corso di un’audizione davanti alla commissione lavoro della Camera, che entrambe le ipotesi (uscita anticipata con penalizzazioni e quota 100) rischierebbero di avere impatti a dir poco considerevoli per la finanza pubblica. Stesso discorso andrebbe fatto per le proposte di staffetta generazionale, che per Boeri comporterebbero notevoli costi fiscali. Il Presidente dell’inps sarebbe, tuttavia, favorevole ad una maggiore libertà di uscita dei lavoratori, a patto che, con essa, non si trasferisse il costo sulle generazioni future. Se il progetto di riforma pensioni 2015 “quota 100” andasse in porto, infatti, arriverebbe a costare, nel punto massimo, addirittura 10,7 miliardi.

Con l’intento di approfondire le problematiche inerenti al sistema previdenziale italiano ed al piano di riforma pensioni 2015 pensato dal Governo Renzi, abbiamo contattato l’On. Gianfranco Vestuto, Segretario Federale della Lega Sud – Ausonia.

Gianfranco Vestuto

Gianfranco Vestuto

Qual è la sua opinione in merito alla Riforma pensioni dell’ex Ministro Fornero?

“Sicuramente una delle leggi dello Stato italiano più discusse e contestate in assoluto, anche se personalmente penso che il vero problema è che, come spesso è accaduto negli ultimi anni, per intervenire sul disavanzo di bilancio e sulle crisi economiche, si vanno a toccare i diritti sociali delle categorie più deboli e per lo più, tali interventi, come nel caso in questione, vengono fatti da governi provvisori (Monti) discioltosi poi nel nulla senza avere neanche un presupposto programmatico preventivo”.

“Oltre agli esodati e tutte le sperequazioni che ne sono derivate, quella legge, che lo stesso attuale governo Renzi sta cercando di cambiare producendo a mio avviso “pasticci” maggiori, di fatto non ha risolto alcuna problematica tra quelle che si era prefissata, creando una ingiustizia ed un problema sociale ulteriore. Resta poi inaudita la bocciatura della Corte Costituzionale del referendum proposto dalla Lega Nord per cancellare tale legge”.  – Dichiara Vestuto –

Capitolo pensione anticipata. On. Vestuto, che cosa ne pensa del piano di riforma delle pensioni sullodato dal Governo Renzi e dei recenti Ddl presentati alla Camera dai vari partiti?

“La premessa fondamentale – continua il Segretario Federale della Lega Sud – come accennato prima, è che non ritengo istituzionalmente corretto un governo che affronti delle problematiche così delicate senza averle preventivamente sottoposte alla prova del voto degli elettori , i quali hanno, a loro volta,  il diritto di sapere chi governerà e quali sono i capisaldi programmatici dei partiti che si propongono come forze di governo. Immaginiamo poi se addirittura l’elettore si trova al governo un “premier” diverso da quello che ha votato. Ciò detto, anche Renzi ovviamente si è reso conto dell’impopolarità della legge Fornero e sta cercando con una serie di provvedimenti a pioggia di correggerla. Secondo quanto prevedeva ad esempio il progetto di legge Damiano – Baretta (Pd) (che inserisce a partire dai 62 anni di età una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo, e dà un premio per chi ritarda), la “nonna” (come la chiama Renzi) su una pensione da 1.000 euro incassata a 61 anziché a 66 anni dovrebbe perderne almeno 100.” – Dice Vestuto –

Riforma Pensioni 2015

Riforma Pensioni 2015

“E secondo la Ragioneria generale, in ogni caso per lo Stato ci sarebbe un maggior onere di 5 miliardi l’anno. E’ evidente che i conti non quadrerebbero comunque. La Riforma Pensioni va rivista abbandonando le “leggi pasticcio” fatte fino ad oggi e i tanti interventi successivi, legge Fornero compresa. Bisogna ripartire invece da una visione attuale, possibile e moderna di quello che deve essere prima di tutto un diritto sociale di una qualsiasi comunità che rispetti il lavoro umano come diritto dell’uomo, anche quando costui smette di dare il proprio contributo e tutelando comunque le fasce sociali più deboli. Le risorse ci sono ed è arrivato il momento di riguardare ai bilanci dello Stato indirizzando lo sguardo verso gli sprechi e non verso le risorse destinate alla copertura dei diritti sociali dei più deboli”. – Conclude Vestuto-

Antonio Migliorino

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto