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23 luglio 2015

Classifica delle Università Il Sole 24 Ore: Unipa sale di 5 posti

Università degli Studi di Palermo – Classifica “Il Sole 24 Ore”, Unipa guadagna cinque posizioni rispetto al 2014

Dalla classifica delle Università emerge, purtroppo, ancora una volta, l’abissale divario tra atenei del nord e del sud. Nel panorama accademico italiano continuano dunque a serpeggiare preoccupanti anomalie geografiche. E’ questa la macabra realtà.

“Quest’anno siamo usciti dalla zona retrocessione anche se l’Università di Palermo non dispone delle risorse degli Atenei del nord”.

Usa una metafora calcistica il rettore Roberto Lagalla per commentare la Classifica delle Università de “Il Sole 24 Ore” che hanno collocato l’Università di Palermo al 55° posto su 61 degli Atenei statali.

Come ogni anno “Il Sole 24 ore” ha pubblicato la classifica delle migliori universitarie italiane. Per quanto riguarda l’Università degli Studi di Palermo, nonostante la posizione sia la 55ª con 29 punti, si rimarca il fatto che sono state guadagnate cinque posizioni rispetto alla graduatoria del 2014.

Altri passi avanti riguardano la classifica sulla “didattica“: l’Ateneo si trova al 48° posto con 39 punti, mentre l’anno scorso occupava la 52ª posizione.

Per quanto concerne la “ricerca“, dove gli indicatori sono stati i fondi esterni e l’alta formazione, nulla è cambiato rispetto al 2014: Palermo resta il 54° posto con 19 punti.

In questo caso sono stati analizzati nove indicatori: attrattività, sostenibilità, stage, mobilità internazionale, borse di studio, dispersione, efficacia, soddisfazione e occupazione.

Il rettore Lagalla sulla Classifica delle Università de Il Sole 24 Ore anno 2015

“Come livello di internazionalizzazione siamo al 14° posto tra le università italiane – tiene a precisare il rettore Lagalla – e non bisogna sottovalutare il fatto che le famiglie dei nostri giovani ammortizzano i costi della laurea in breve tempo. In questo ranking siamo tra le prime 20 Università con un tempo pari a Milano e bacini produttivi importanti come Verona e Brescia.  Ma ciò che mi preme sottolineare è che i nostri laureati sono di qualità anche se purtroppo non accedono al mercato del lavoro isolano”


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