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2 settembre 2015

Medicina a Enna come in Romania, Pignataro chiede intervento del Miur

Scoppia il caso della facoltà di Medicina a Enna: test medicina in Italia come in Romania, ma il rettore Pignataro non ci stà e chiede l’intervento del Miur, arriva l’Alt del Ministro.

Facoltà di Medicina romena ad Enna, il rettore dell’Università degli Studi di Catania Pignataro: “Tempestivo e rigoroso l’intervento del Ministero, a garanzia della certezza delle regole”

Riaffermando quanto prescritto dalle norme di legge che richiedono un’autorizzazione ministeriale per insediare università straniere nel nostro Paese, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha inviato ieri all’Università di Enna, all’Università rumena di Galati, alla Fondazione Proserpina nonché alla Regione Siciliana, una diffida a porre in essere attività non conformi a tali normative, disconoscendo tutte le eventuali attività in violazione di legge. Il Miur ha, inoltre, chiesto di ricevere con assoluta urgenza chiarimenti sulle iniziative già intraprese.

Il rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro, presidente pro tempore del Coordinamento delle università siciliane, ha voluto pertanto ringraziare “anche a nome dei Rettori di Messina e di Palermo, il Ministro Stefania Giannini e il Capo dipartimento Marco Mancini, per la tempestività del loro intervento e per la chiarezza e il rigore della posizione assunta”.

Le dichiarazioni del Rettore Pignataro sul caso facoltà di medicina a Enna

Il rettore dell’Università di Catania, Pignataro da subito rispetto alla nascita della facoltà di Medicina all’università di Enna, chiede l’intervento del Ministero e del Miur a fronte del rischio e per ricevere maggiori tutele e garanzie rispetto a quanto previsto in Italia sulle facoltà di medicina e sui relativi test d’ingresso.

“Auspico – prosegue il rettore Pignataro – che la Regione Siciliana intervenga con altrettanta tempestività e chiarezza, nell’esclusivo interesse delle migliaia di ragazze di ragazzi che si apprestano a svolgere i test di ingresso a Medicina e che hanno bisogno, da parte delle Istituzioni, di garanzie sulla certezza delle regole”.


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