Cinema Uninsubria, tra scienza e diritto all’Università Insubria

Redazione Controcampus 23 Ottobre 2015

Rassegna di Cinema Uninsubria, cinema tra scienza e diritto: nuova rassegna cinematografica dell’università insubriaSi svolgerà dal 28 ottobre all’11 maggio, la rassegna Cinema Uninsubria aperta al pubblico “Quando la scienza incontra il diritto” organizzata dal Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell’Università degli Studi Insubria Varese-Como.

Rassegna di Cinema Uninsubria, cinema tra scienza e diritto: nuova rassegna cinematografica dell’università insubria

Si svolgerà dal 28 ottobre all’11 maggio, la rassegna Cinema Uninsubria aperta al pubblico “Quando la scienza incontra il diritto” organizzata dal Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell’Università degli Studi Insubria Varese-Como.

Un mercoledì al mese, nell’Aula Magna del Chiostro di S. Abbondio alle 20.30, verranno proiettati otto film che saranno introdotti ogni volta da un docente dell’Università.

La retrospettiva vuole esplorare, attraverso il Cinema Uninsubria e in modo interdisciplinare, una serie di temi importanti da un punto di vista storico e di grande attualità: il processo contro Galileo Galilei, uno dei processi più grandi della storia; il legame tra l’inquinamento diffuso e i danni alla salute; i cambiamenti climatici; il ruolo del diritto nel preservare i global commons (le risorse naturali liberamente disponibili); la tobacco litigation, ossia quei casi in cui i ricorrenti lamentano di essere vittime del fumo agendo contro i grandi produttori di tabacco; la complicità dei medici nazisti nei maltrattamenti e nelle torture all’interno dei lager; la questione della proprietà sulle terre in quei luoghi in cui le popolazioni autoctone sono state spossessate a favore di più moderni bisogni della società attuale.

L’iniziativa di Cinema Uninsubria, a cura di Barbara Pozzo, docente di Diritto Privato Comparato, e Alberto Cano, direttore del Lake Como Film Festival, aprirà le porte dell’Università Insubria, e in particolare quelle della sede di Sant’Abbondio, alla cittadinanza e sarà anche l’occasione per conoscere i docenti che insegnano nell’ateneo comasco.

Cinema Uninsubria: programma spettacoli ed ingresso libero e gratuito

Di seguito il calendario completo degli appuntamenti per il cinema Uninsubria

28 ottobre 2015 GALILEO di Liliana Cavani Italia 1968

Presentano il film Michela Prest ed Ezio Vaccari 

La vita e il dramma di Galileo Galilei. Il fisico italiano studia le stelle con un telescopio da lui perfezionato e dichiara che il Sole è posto al centro dell’universo. Processato per eresia dopo la pubblicazione delle sue teorie, Galileo preferisce ritrattare piuttosto che subire la tortura.

Uno dei più famosi processi della storia, caratterizzato dalla rivendicazione dell’autonomia della ricerca scientifica da ogni tipo di condizionamento. Al centro del dibattito “Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”, in cui l’intenzione dell’autore era quella di far percepire attraverso il dialogo, la forza delle argomentazioni copernicane e la debolezza e la fragilità delle obiezioni dei seguaci di Tolomeo e di Aristotele.

  • Michela Prest – Professore associato di Fisica presso il Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia. Si è laureata all’Università di Trieste nel 1993 nell’ambito di DELPHI, uno dei quattro esperimenti di LEP (CERN, Ginevra); ha conseguito il dottorato in fisica presso la stessa università sviluppando un rivelatore innovativo per mammografia digitale con luce di sincrotrone. È stata responsabile dello strumento principale del satellite AGILE, il cui team scientifico è stato insignito nel 2012 del Bruno Rossi Prize da parte dell’American Astronomical Society per la scoperta della variabilità della Crab Nebula. Si occupa di sviluppo di rivelatori per la fisica delle particelle, la fisica medica e quella dello spazio. È membro del Senato Accademico dell’Università dell’Insubria, delegato del Rettore per le attività di orientamento, consigliere di amministrazione della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca.
  • Ezio Vaccari – È professore ordinario di Storia della Scienza e delle Tecniche e direttore del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate, dove dirige anche il “Centro di ricerca sulla storia della montagna, della cultura materiale e delle scienze della Terra”. Si occupa di storia di scienze della Terra e, in particolare, delle relazioni tra geologia e tecniche minerarie in età moderna e contemporanea, dello sviluppo storico delle forme di comunicazione scientifico-tecnica e di storia della cultura materiale in territorio montano. Ha svolto attività di ricerca in Germania (Universität Rostock e Bergakademie Freiberg), Irlanda (Trinity College Dublin), Austria (Geologische Bundesanstalt, Wien), Francia (Cité des Sciences et de l’Industrie, Paris). È stato resident fellow al Dibner Institute for the History of Science and Technology del Massachusetts, Institute of Technology e visiting professor all’Université Michel de Montaigne di Bordeaux. Fa parte dell’International Commission on the History of Geological Sciences (INHIGEO).

18 novembre 2015 A CIVIL ACTION di Steven Zaillian Stati Uniti 1998

Presentano il film Domenico Cavallo e Barbara Pozzo per il Cinema Uninsubria

L’avvocato rampante Jan Schlichtmann intenta una causa a due grandi industrie del Massachusetts, la Beatrice Foods e la WR. Grace & Co, per aver inquinato le acque di un fiume provocando la leucemia in 8 ragazzi. La causa è di quelle già perse in partenza ma il regista lavora sugli attori e, in particolare, sulla prestazione di un Duvall cinico quanto basta nel ruolo dell’avvocato degli inquinatori.

Come provare il nesso causale tra un fenomeno di inquinamento diffuso e il danno alla salute di alcuni abitanti di una zona geografica delimitata? L’aumento in percentuale dell’incidenza di una certa patologia in una data comunità in cui in passato sono state svolte delle attività inquinanti può costituire una prova nel processo? Organizzare le prove in un processo per danno ambientale implica una lunga istruttoria e il ricorso a periti ed esperti molto costosi, che possono minare il diritto di difesa delle vittime.

  • Domenico Cavallo Professore Associato di Medicina del Lavoro presso il Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia. Dopo aver conseguito il Dottorato di Ricerca in Medicina del Lavoro e Igiene Industriale ha svolto attività di ricerca nel campo della Medicina del Lavoro e Ambientale, in particolare nei settori dell’Igiene e Tossicologia Ambientali e Occupazionali. È membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università dell’Insubria. È stato nominato dalla Direzione Generale Salute della Regione Lombardia, referente per il Laboratorio di approfondimento “Rischio Chimico”.
  • Barbara Pozzo Professore ordinario di Diritto Privato Comparato presso il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, di cui è anche Direttore. Si è laureata presso l’Università degli Studi di Milano e ha conseguito il dottorato di ricerca in diritto comparato all’Università di Firenze. Si è specializzata presso il Max-Planck Institut di Amburgo (Germania) e presso la Faculté Internationale de Droit Comparé di Strasburgo (Francia). È stata più volte visiting professor negli Stati Uniti (Fordham University di New York; University of California at Davis; Louisiana State University). È Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Diritto Comparato, fondato assieme alle Università degli Studi di Milano e Bologna, ed è coordinatore del Corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale. Dirige le Collane “Le lingue del diritto” e “Diritto ed Economia dell’Ambiente”, entrambe edite da Giuffrè – Milano.

16 dicembre 2015 CHASING ICE di Jeff Orlowski Stati Uniti 2013

Presentano il film Carlo Dossi e Barbara Pozzo per il Cinema Uninsubria

Per conto della National Geographic, il fotografo James Balog si reca in Antartide per un servizio che possa aiutare a comprendere la situazione critica dei ghiacciai. In seguito all’esperienza, insieme a un gruppo di giovani studiosi, mette a punto la EIS (Extreme Ice Survey), spedizione che ha come scopo la documentazione dell’inarrestabile cambiamento climatico in corso: mediante l’installazione di decine di macchine digitali in Montana, Alaska, Islanda e Groenlandia, Balog ottiene migliaia di fotografie che, montate in sequenza, testimoniano le conseguenze del riscaldamento globale.

I cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti, ma esiste la prova scientifica delle cause che li hanno creati? Esiste la possibilità di stabilire – sotto il profilo giuridico – un responsabile, senza limitarsi a indicare che sono le attività antropogeniche a essere all’origine di questi fenomeni? Il film ci mette sotto gli occhi come il cambiamento sia evidente, mentre scoprirne le cause e combatterle è molto più difficile.

  • Carlo Dossi È professore ordinario di Chimica Analitica presso il Dipartimento di scienze teoriche e applicate. Dopo aver conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Chimiche all’Università degli studi di Milano, è stato visiting scholar presso il Center for Catalysis and Surface Science della Northwestern University a Evanston, Illinois (Stati Uniti). È coordinatore dei corsi di Laurea triennale in Scienze dell’Ambiente e della natura e magistrale in Scienze Ambientali. È Direttore della Scuola di Specializzazione sul rischio chimico.
  • Barbara Pozzo Professore ordinario di Diritto Privato Comparato presso il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, di cui è anche Direttore. Si è laureata presso l’Università degli Studi di Milano e ha conseguito il dottorato di ricerca in diritto comparato all’Università di Firenze. Si è specializzata presso il Max-Planck Institut di Amburgo (Germania) e presso la Faculté Internationale de Droit Comparé di Strasburgo (Francia). È stata più volte visiting professor negli Stati Uniti (Fordham University di New York; University of California at Davis; Louisiana State University). È Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Diritto Comparato, fondato assieme alle Università degli Studi di Milano e Bologna, ed è coordinatore del Corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale. Dirige le Collane “Le lingue del diritto” e “Diritto ed Economia dell’Ambiente”, entrambe edite da Giuffrè – Milano.

27 gennaio 2016 THE AGE OF STUPID di Franny Armstrong Gran Bretagna 2009 (Inglese/sott. Ita.)

Presentano il film Prof. Carlo Dossi e Prof. Maurizio Cafagno per il Cinema Uninsubria

Il film è un ibrido che comprende parti recitate, documentario e animazione. Il principale interprete è Pete Postlethwaite che ricopre il ruolo di un uomo che vive solo in una terra devastata nel 2055 guardando fotografie dal 2008 e chiedendosi “Perché non abbiamo fermato il riscaldamento globale quando ne avevamo l’opportunità?”

Il cambiamento climatico è un problema globale e necessita una risposta globale. La risposta va trovata a livello sovrannazionale e presuppone una comunità internazionale conscia dei rischi impliciti nella mancata azione, oppure può nascere da un’evoluzione virtuosa delle iniziative locali? Il diritto può dialogare con la scienza e trovare delle risposte che delineino delle soluzioni in tempi rapidi, prima che sia troppo tardi?

  • Carlo Dossi È professore ordinario di Chimica Analitica presso il Dipartimento di scienze teoriche e applicate. Dopo aver conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Chimiche all’Università degli studi di Milano, è stato visiting scholar presso il Center for Catalysis and Surface Science della Northwestern University a Evanston, Illinois (Stati Uniti). È coordinatore dei corsi di Laurea triennale in Scienze dell’Ambiente e della natura e magistrale in Scienze Ambientali. È Direttore della Scuola di Specializzazione sul rischio chimico.
  • Maurizio Cafagno Professore ordinario di diritto amministrativo. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano diventa ricercatore di diritto amministrativo presso l’Università degli Studi dell’Insubria. Avvocato, Membro del Comitato scientifico del Centro Volta di Como, è attualmente Coordinatore del dottorato di ricerca interdisciplinare in “Diritto e scienze umane”. Presidente di AEQUA, l’associazione per l’efficienza e la qualità nella amministrazione pubblica. È membro del Senato Accademico dell’Università degli Studi dell’Insubria.

24 febbraio 2016 L’INCUBO DI DARWIN di Hubert Sauper Francia/Austria 2004

Presentano il film Roberta Bettinetti e Silvia Marino per il Cinema Uninsubria

Negli anni ’60 è stato perpetrato un disastro ecologico in Tanzania. Il pesce Persico del Nilo è stato immesso (volontariamente?) nel lago Victoria, il secondo lago più grande del mondo, distruggendo irrimediabilmente la fauna ittica.

Quale può essere il ruolo del diritto nel preservare i global commons, ossia quelle risorse naturali liberamente disponibili che non sono oggetto di appropriazione individuale. Il film ripropone il quesito fondamentale su come tutelare le risorse naturali, su come definire responsabilità e doveri in questo contesto si a livello nazionale che a livello internazionale.

  • Roberta Bettinetti Professore associato di Ecologia Applicata presso il Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate. Collabora a lungo con il CNR ISE dove si forma come limnologa e consegue il Dottorato di Ricerca in Biologia degli Invertebrati presso l’Università degli Studi di Milano. Attualmente svolge attività di ricerca in ambito dell’Ecotossicologia acquatica.
  • Silvia Marino Ricercatore in Diritto dell’Unione europea presso il Dipartimento di diritto economia e culture. Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Diritto dell’Unione europea presso l’Università di Trieste ed è autrice di numerosi saggi in materia di diritto internazionale privato e diritto dell’Unione Europea.

16 marzo 2016 THANK YOU FOR SMOKING di Jason Reitman Stati Uniti 2005

Presentano il film Domenico Cavallo e Barbara Pozzo per il Cinema Uninsubria

Nel film di Jason Reitman non si accende una sigaretta, ma se ne parla a ogni secondo con caustica ironia. La sceneggiatura e l’interpretazione di Aaron Eckhart sono infatti il fiore all’occhiello di questo lungometraggio, che ha numerosi momenti convincenti. Tutte le sequenze con gli amici “mercanti di morte”, le infinite diatribe con il senatore detrattore dell’industria del tabacco e sostenitore del colesterolico Cheddar Cheese, il cinismo del “Capitano” Robert Duvall sono da ricordare per gli intelligenti dialoghi. “Thank you for smoking” è la conferma di come l’America, quando mette in ridicolo le proprie convinzioni e i propri stereotipi, riesca a dare vita a commedie che fanno ridere e riflettere.

La tobacco litigation negli Stati Uniti indica quella serie nutrita di casi in cui i ricorrenti lamentavano di essere vittime del fumo agendo contro i grandi produttori di tabacco. Nelle aule si è spesso discusso della possibilità di provare un nesso causale tra fumo e insorgere di certe patologie, ma senza risultati importanti. Quali possono essere allora gli altri strumenti giuridici per indirizzare i comportamenti umani? 

  • Domenico Cavallo Professore Associato di Medicina del Lavoro presso il Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia. Dopo aver conseguito il Dottorato di Ricerca in Medicina del Lavoro e Igiene Industriale ha svolto attività di ricerca nel campo della Medicina del Lavoro e Ambientale, in particolare nei settori dell’Igiene e Tossicologia Ambientali e Occupazionali. È membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università dell’Insubria. È stato nominato dalla Direzione Generale Salute della Regione Lombardia, referente per il Laboratorio di approfondimento “Rischio Chimico”.
  • Barbara Pozzo Professore ordinario di Diritto Privato Comparato presso il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, di cui è anche Direttore. Si è laureata presso l’Università degli Studi di Milano e ha conseguito il dottorato di ricerca in diritto comparato all’Università di Firenze. Si è specializzata presso il Max-Planck Institut di Amburgo (Germania) e presso la Faculté Internationale de Droit Comparé di Strasburgo (Francia). È stata più volte visiting professor negli Stati Uniti (Fordham University di New York; University of California at Davis; Louisiana State University). È Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Diritto Comparato, fondato assieme alle Università degli Studi di Milano e Bologna, ed è coordinatore del Corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale. Dirige le Collane “Le lingue del diritto” e “Diritto ed Economia dell’Ambiente”, entrambe edite da Giuffrè – Milano.

13 aprile 2016  THE GERMAN DOCTOR di Lucia Puenzo Argentina 2013

Presentano il film Giorgio La Rosa e Giovanni Porta per il Cinema Uninsubria

Il film ripercorre una delle tappe della fuga di Mengele una ragazzina bionda troppo minuta per la sua età e desiderosa di crescere più in fretta. Il dottore avvicina la sua famiglia che ha legami con la scuola tedesca locale: la madre è vistosamente incinta; il padre, di origini italiane, costruisce bambole che sono pezzi unici. L’opera di seduzione di Mengele riguarderà tutti i componenti del nucleo famigliare facendo leva sul desiderio di “migliorare” la specie attraverso la ricerca genetica.

Una delle pagine più grigie della storia medica è stata scritta sotto il Nazismo, con l’implicazione dei medici tedeschi nei maltrattamenti e nelle torture che vennero compiuti nei Lager. La partecipazione dei medici agli esperimenti sulle popolazioni inermi e la follia eugenetica ci portano a riflettere su quelli che possono essere i limiti imposti dal diritto alla ricerca.

  • Giorgio La Rosa È ricercatore confermato di Storia contemporanea, è docente di Storia delle Dottrine Politiche e Storia locale presso il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture. Attento studioso della storia della dinastia asburgica, ha sviluppato un’intensa attività convegnistica sulla Prima Guerra Mondiale.
  • Giovanni Porta È professore associato di genetica medica presso il Dipartimento di medicina clinica e sperimentale. Si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Pavia nel 1987 e ha lavorato come Researcher alla Washington University School of Medicine dal 1988 al 1995 nel primo Centro per il mappaggio e sequenziamento del Genoma Umano. Dal 1995 a oggi ha lavorato all’università dell’Insubria prima come ricercatore poi come professore di Genetica Medica. È impegnato nello studio dei meccanismi molecolari alla base del differenziamento cellulare e nella ricerca di bio-marcatori molecolari di neoplasia.

11 maggio 2016 DOVE SOGNANO LE FORMICHE VERDI di Werner Herzog Australia 1984

Presentano il film Roberta Bettinetti e Barbara Pozzo per il Cinema Uninsubria

In Australia una compagnia petrolifera britannica cerca di convincere un gruppo di aborigeni a lasciare libera la loro terra natia per lasciargli cercare l’oro nero. Gli aborigeni, forti delle proprie credenze e convinzioni, si oppongono ai progetti della compagnia come possono.

Il film ci porta a riflettere sulla titolarità delle terre in quei contesti in cui le popolazioni autoctone sono state spossessate a favore di più moderni bisogni della società attuale. Nel 1982 Eddie Mabo, rappresentante della popolazione aborigena Meriam, iniziò un procedimento di fronte alla High Court nel 1982, per vedere riconosciuto il loro diritto ancestrale di proprietà sulle terre che appartenevano ai loro avi. Nel 1993 entrava in vigore il Native Title Act, che riconosceva in modo definitivo la proprietà collettiva delle terre in capo alle tribù locali.

  • Roberta Bettinetti Professore associato di Ecologia Applicata presso il Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate. Collabora a lungo con il CNR ISE dove si forma come limnologa e consegue il Dottorato di Ricerca in Biologia degli Invertebrati presso l’Università degli Studi di Milano. Attualmente svolge attività di ricerca in ambito dell’Ecotossicologia acquatica.
  • Barbara Pozzo Professore ordinario di Diritto Privato Comparato presso il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, di cui è anche Direttore. Si è laureata presso l’Università degli Studi di Milano e ha conseguito il dottorato di ricerca in diritto comparato all’Università di Firenze. Si è specializzata presso il Max-Planck Institut di Amburgo (Germania) e presso la Faculté Internationale de Droit Comparé di Strasburgo (Francia). È stata più volte visiting professor negli Stati Uniti (Fordham University di New York; University of California at Davis; Louisiana State University). È Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Diritto Comparato, fondato assieme alle Università degli Studi di Milano e Bologna, ed è coordinatore del Corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale. Dirige le Collane “Le lingue del diritto” e “Diritto ed Economia dell’Ambiente”, entrambe edite da Giuffrè – Milano.
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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto