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17 gennaio 2017

Riforma scuola 2017: cosa cambia e come si diventerà insegnanti, novità

Riforma scuola 2017
Riforma scuola 2017

Riforma scuola 2017

Novità previste dalla riforma scuola 2017: cosa cambia e come si diventerà insegnanti, ultime notizie del MIUR sulla Buona Scuola.

Il Miur cambia le regole per diventare docenti. Uno degli aspetti della riforma La buona scuola di Renzi riguarda proprio il meccanismo di reclutamento dei docenti. Sono approdati in questi giorno in Parlamento le deleghe approvate dal Consiglio dei Ministri per dare attuazione alle molte novità contenute nella riforma.

Il testo tiene conto anche delle sentenze della Corte di Strasburgo sull’abuso dei contratti a tempo determinato. Per questo motivo è previsto un canale privilegiato per quei docenti che benchè non abilitati abbiano alle spalle almeno 36 mesi di servizio nella scuola.

Ma il reclutamento docenti non è l’unico aspetto modificato dalle nuove norme varate dal Governo.

Infatti, nuova veste assume la prova Invalsi effettuata al terzo anno della scuola media inferiore. La prova sarà somministrata ad aprile agli studenti e costituirà presupposto per l’ammissione all’esame conclusivo del ciclo scolastico.

Novità anche per l’esame di maturità, con l’introduzione della terza prova d’inglese.

Ma vediamo la riforma scuola 2017 cosa prevede nel dettaglio e quali saranno le nuove regole per diventare insegnanti.

Gli aspiranti docenti attendono già da tempo di conoscere le nuove disposizioni che regoleranno l’accesso all’insegnamento. Il piano del governo Renzi prevedeva una modifica dei criteri di accesso per creare una classe docente maggiormente specializzata.

Infatti, grande rilevanza viene dato ad un percorso di tirocinio precedente alla conferma in ruolo del docente. In buona sostanza, non occorrerà solo essere competenti e preparati nella materie di insegnamento, ma come si trasmettono le nozioni agli studenti.

In sostanza sono stati modificati i requisiti che gli aspiranti docenti devono possedere per poter partecipare ai concorsi che saranno banditi. Ecco le principali news sulla riforma scuola 2017.

Riforma scuola 2017 Renzi: approvate le deleghe, ultime novità MIUR sulla Buona Scuola

Approvata ieri dal Consiglio dei Ministri e presentata in Parlamento il ddl sul reclutamento docenti. La nuova norma elaborata dal governo renzi è approdata alla fase finale.

Molte le novità introdotte e tra queste molto attese quelle sull’accesso ai ruoli da parte dei docenti.

Soppresse ormai le graduatorie ad esaurimento, l’unico modo per diventare insegnanti è il concorso. Ma, mentre per partecipare al concorso scuola 2016 era necessaria l’abilitazione, la riforma Renzi stravolge l’intero sistema.

Il concorso sarà sempre biennale e su base regionale, ma non sarà più necessaria l’abilitazione. Questo perchè il superamento del concorso prevederà, poi, un triennio di formazione e tirocinio che andrà a sostituire le precedenti ssis e tfa.

Ma scopriamo nel dettaglio quali sono le novità introdotte.

Per la partecipazione al concorso, oltre alla laurea afferente alla classe di concorso prescelta, l’aspirante docente dovrà avere:

  • certificazione del possesso di 24 crediti formativi universitarie nelle discipline antro-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Tali certificazioni devono corrispondere ad un diploma supplementare o anche alla attestazione del superamento di singoli esami.
  • certificazione livello B2 di inglese.

Nel bando saranno, poi, previsti contingenti separati per i posti :

  • relativi a classi di concorso per la scuola secondaria di primo e secondo grado;
  • relativi a classi di concorso di segnanti teorico-pratici;
  • di sostegno.

Ma la riforma scuola 2017 modifica anche le prove d’esame che saranno così strutturate:

  • una prima prova scritta su una disciplina scelta dal candidato tra quelle relative alla classe di concorso. Lo scopo di tale prova è la valutazione delle conoscenze della materia.
  • la seconda prova scritta verterà sull’esame della conoscenza delle discipline antro-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.+
  • prova orale che verterà su tutte le discipline afferenti alla classe di concorso .

Ci sarà una prova aggiuntiva scritta per i candidati a posto di sostegno.

Novità per i docenti già abilitati nella riforma scuola 2017 e tfa terzo ciclo

Prosegue l’approvazione delle deleghe previste da La buona scuola. Ma quale sarà il futuro di tanti docenti già abilitati o che stazionano nelle graduatorie di terza fascia di istituto?

E’ previsto dalla legge una norma transitoria che consentirà un passaggio graduale dal vecchio al nuovo meccanismo. Ricordiamo che le nuove regole entreranno in vigore a partire dall’anno scolastico 2020/2021.

Il testo di riforma dell’accesso all’insegnamento ha previsto una riserva di posti a favore dei docenti già abilitati. Questi saranno chiamati a sostenere esclusivamente il colloquio orale e se hanno maturato 36 mesi di servizio dovranno svolgere solo l’ultimo anno di tirocinio invece dei tre previsti.

Canale privilegiato ha previsto la riforma scuola 2017 anche per i docenti iscritti in terza fascia delle graduatorie di istituto con 36 mesi di servizio anche non continuativo. Anche loro avranno una riserva di posti al concorso, ma dovranno sostenere tutte le prove.

Infine agli aspiranti docenti non abilitati, nè in possesso di anzianità di servizio, il Miur ha concesso una chance di accedere all’insegnamento. Per le classi di concorso per le quali risultano esaurite le gae potrà essere istituito tfa. Si tratterebbe del tfa terzo ciclo che consentirebbe a molti laureati desiderosi di diventare docenti di abilitarsi e partecipare, poi, al concorso.

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