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Riforma reclutamento docenti, scontro partiti politici e MIUR

Flavia de Durante 2 Agosto 2022
F. d. D.
10/08/2022

Cosa prevede la nuova riforma reclutamento docenti 2022, come si fa ad ottenere l'abilitazione per insegnare: dai 24 ai 60 cfu, novità introdotte dal ministro Bianchi.



E’ stata varata dal ministro Bianchi la riforma del reclutamento insegnanti, come si diventa docenti adesso, come ottenere l’abilitazione? La spiegazione e tutti i dettagli nella legge del decreto PNRR 2 e nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Cosa prevede la nuova riforma reclutamento docenti? Sono diverse le novità introdotte sulla partecipazione e lo svolgimento dei concorsi pubblici per l’assunzione dei docenti. Inoltre, non mancano aggiornamenti in materia di percorso da seguire per arrivare all’immissione in ruolo; o le news relative alla formazione continua del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Quindi cosa cambia, come si diventerà insegnanti? Approfondiamo nel dettaglio, da come ottenere l’abilitazione a cosa spetta ai precari, a cosa servono i 60 cfu e cosa significa scuola di alta formazione docenti: tutte le novità e la spiegazione del testo della nuova riforma Bianchi del reclutamento insegnanti.

Cosa prevede la riforma reclutamento docenti del ministro dell’Istruzione Bianchi, i punti salienti

Vi avevamo già parlato della nuova riforma scuola proposta dal Ministro Bianchi, ma ecco che arrivano grandi novità per il reclutamento docenti, cosa cambia e come si ottiene l’abilitazione all’insegnamento.

Il provvedimento modifica le nuove regole sulla formazione iniziale e continua e il reclutamento degli insegnanti. Cambia anche il regolamento per i concorsi per insegnare, l’abilitazione per diventare docente e l’accesso al ruolo.

Sono infatti ora previsti:

  • Un percorso universitario abilitante di formazione iniziale (corrispondente ad almeno 60 crediti formativi), con prova finale; quest’ultima comprende una lezione simulata, per testare, oltre alla conoscenza dei contenuti disciplinari, la capacità di insegnamento;
  • Un concorso pubblico nazionale con cadenza annuale;
  • Un periodo di prova in servizio di un anno con valutazione conclusiva. Il periodo di formazione iniziale comprende un periodo di tirocinio presso le scuole.

E’ prevista, inoltre, una modalità semplificata per il conseguimento dell’abilitazione in altre classi di concorso o gradi di istruzione per i docenti in possesso di abilitazione su altra classe di concorso o su altro grado di istruzione: questa avviene mediante l’acquisizione di 30 crediti formativi universitari o accademici del percorso universitario e accademico di formazione iniziale; di questi, 20 crediti nell’ambito delle metodologie e tecnologie didattiche applicate alle discipline di riferimento; e gli altri 10 di tirocinio diretto.

L’abilitazione all’insegnamento, secondo la nuova riforma, consente l’accesso ai concorsi, che hanno cadenza annuale, per la copertura delle cattedre vacanti.  Saranno ammessi al concorso gli insegnanti precari con almeno 3 anni di servizio, anche non continuativi, nei 5 anni precedenti; di cui almeno uno nella specifica classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale intendono concorrere.

I docenti immessi in ruolo, invece, hanno il vincolo di permanenza per almeno 3 anni, compreso il periodo di prova presso la stessa istituzione scolastica in cui hanno svolto il periodo di prova.

E’ inoltre prevista una fase transitoria fino al 31 dicembre 2024. Durante questa fase:

    • coloro che già insegnano da almeno 3 anni nella scuola statale possono accedere direttamente al concorso. Se vincitori, devono poi conseguire 30 crediti universitari e svolgere la prova di abilitazione per poter passare di ruolo;
    • sono comunque ammessi a partecipare al concorso coloro che abbiano conseguito almeno 30 crediti formativi universitari o accademici, in parte tramite tirocinio diretto, o, entro il 31 ottobre 2022, i 24 CFU/CFA previsti quale requisito di accesso al concorso secondo il previgente ordinamento;
    • i vincitori del concorso su posto comune non abilitati, che hanno partecipato in quanto in possesso dei 30 CFU/CFA, o dei 24 CFU/CFA conseguiti entro il 31 ottobre 2022, sono assunti con contratto annuale a tempo determinato part-time e completano il percorso universitario e accademico di formazione iniziale con prova finale. Se la superano conseguono l’abilitazione e sono sottoposti al periodo annuale di prova in servizio, il cui positivo superamento determina l’immissione in ruolo.

Abilitazione all’insegnamento: Alta Formazione Insegnanti

Compreso come si diventerà insegnanti di ruolo dopo la nuova riforma reclutamento docenti, dai precari ai 60 cfu, approfondiamo un’altra novità del decreto Bianchi. La nuova legge prevede, infatti, anche l’istituzione di una Scuola di alta formazione per dirigenti, insegnanti e personale ATA.

Questa si occuperà di:

  •  promuovere e coordinare la formazione in servizio dei docenti di ruolo;
  •  dirigere e indirizzare le attività formative dei dirigenti scolastici, dei DSGA e del personale ATA;
  • assolvere alle funzioni correlate al sistema di incentivo alla formazione continua degli insegnanti. Questo comprende nella parte obbligatoria formazione sulle competenze digitali e sull’uso critico e responsabile degli strumenti digitali.

Il sistema formativo e di aggiornamento è pianificato, invece, su base triennale, per consentire ai docenti di apprendere conoscenze e competenze per progettare la didattica con strumenti e metodi innovativi. Parte di queste ore di formazione saranno retribuite. Inoltre, è prevista una formazione incentivata, cioè i percorsi svolti sono valutati per l’eventuale accesso ad incentivi salariali.

Si attendono ulteriori informazioni in merito entro la fine di Luglio 2022.

La risposta di Bianchi e del Miur alla riforma reclutamento docenti

E’ il Ministro Bianchi l’artefice principale della nuova riforma reclutamento docenti per la scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado.

“Abbiamo previsto un percorso standard per diventare insegnanti, concordato con le scuole e in cui le scuole sono protagoniste. Formazione, formazione, formazione. È questo l’elemento fondante del percorso che abbiamo delineato per gli insegnanti.”- ha dichiarato il Ministro.-

La Commissione europea ci chiedeva un percorso standard per gli insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado; per questo abbiamo fornito un percorso standard per chi vorrà fare l’insegnante: la magistrale più 60 crediti all’interno di un percorso universitario concordato con le scuole. Un percorso abilitante a cui seguirà poi il concorso”

“Una commissione appositamente dedicata fornirà indicazioni precise sulla modalità di svolgimento dei concorsi. Al momento resteranno con test a crocette fino alla fine del 2024. Dal 2025 torneremo alle domande aperte. Questo perché dobbiamo rispettare il vincolo europeo di assumere 70mila insegnanti con la nuova procedura d’urgenza. L’anno scorso abbiamo assunto 57mila insegnanti. Quest’anno ne assumeremo altri 61mila e poi altri 70mila entro il 2024: una delle mile stone per accedere ai fondi del Pnrr.”

Il Ministro ha anche risposto alle innumerevoli polemiche legate alla sua nuova riforma scolastica: “Il tema della formazione in servizio ha creato scalpore, lo capisco. Nulla, però, si sottrae alla contrattazione collettiva. Ho grande rispetto del Parlamento e dei miglioramenti che possono arrivare.”

© Riproduzione Riservata
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Flavia de Durante Laureata in Lettere Moderne con il massimo dei voti all'Università degli studi di Salerno. Da sempre amante della lettura, mi diletto a scrivere sin dalla prima adolescenza. Mi interessa esplorare il mondo circostante in tutte le sue sfumature ed in particolare l'animo umano e i rapporti interpersonali. I temi che maggiormente mi interessano sono quelli legati alla cultura, alla storia, al costume, all'ambiente, all'attualità. Vedo nel settore del giornalismo non solo la possibilità di trasmettere dati ed informazioni, ma anche una grande opportunità di acquisire nuove e varie conoscenze. La curiosità e la voglia di sapere sono i motori principali che mi hanno spinto a intraprendere questo percorso. Leggi tutto