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22 Novembre 2018

Significato del femminicidio: definizione giuridica e vocabolario

Significato del femminicidio
Significato del femminicidio

Significato del femminicidio

Ecco qual è il significato del femminicidio secondo la definizione giuridica in diritto, e del vocabolo della lingua italiana, cosa significa femminicidio nel vocabolario.

Cosa significa il termine femminicidio nel vocabolario della lingua Italiana? In diritto cos’è il femminicidio nella sua definizione giuridica del termine ed è un reato penale o civile?

E diventato un fenomeno, quello del femminicidio? Il femminicidio è colpa delle donne che non amano i mariti? Come è vissuto il femminicidio in Italia? I casi di femminicidio negli ultimi anni sono aumentati? Queste le domande a cui risponderemo oggi per capire qual è il significato del femminicidio.

Da qualche anno a questa parte sentiamo parlare sempre più spesso di femminicidio. Ogni giorno, sia in Italia che all’esterno molte donne subiscono violenze o vengono uccise dalle persone più care.

Dalle persone a cui hanno promesso la vita o hanno chiesto davanti a Dio di accudirle e proteggerle per il resto della vita. Storie molto spesso agghiaccianti alle quali fatichiamo a credere, che purtroppo esistono e che si moltiplicano di giorno in giorno.

Il femminicidio, che oggi conosciamo nella forma più violenta di “omicidio preterintenzionale” e che sta a significare in primis “forma di violenza” (psicologica, sessuale, educativa, economica, familiare) nasce nel lontano 1801, in Inghilterra. Uno scrittore di satira pensò di descrivere la storia di una donna in una “situazione di pericolo” in maniera velata, paragonando l’episodio alla perdita “dell’illibatezza”. Dopo questo scritto ne seguirono altri, in cui lo scrittore dava spazio a queste storie e cosi pian piano nell’Inghilterra del tempo iniziò a crearsi una coscienza rispetto alla “violenza di genere” che di li a poco avrebbe attraversato anche l’Italia.

Significato del femminicidio: definizione e origine della parola nel vocabolario d’Italiano

Abbiamo detto che il femminicidio è una forma di violenza, una situazione di pericolo in cui la donna viene a trovarsi molto spesso per troppo amore, ma qual è la definizione, il significato di femminicidio in Italiano? Quali le origini della parola?

Secondo il vocabolario Treccani la parola femminicidio significa uccisione diretta o provocata, eliminazione fisica o annientamento morale della donna e del suo ruolo sociale. Le origini appunto risalgono ai racconti inglesi, ma nel 1848 il reato viene riconosciuto dalla legge.

Giorno dopo giorno il numero delle violenze cresce sempre più, tanto da ricercarne nel rapporto con la storia, la vera essenza di questo fenomeno. La donna sin dai tempi antichi è sempre stata relegata a ruoli familiari e molto spesso subiva violenza psicologica. A quei tempi le strutture patriarcali dominavano, ma inizialmente non era visto come un “reato”.

Con la voglia di emancipazione e con la voglia di poter essere una “voce” nella società del tempo la donna acquista sempre più importanza e questo ancora oggi, molto spesso, infastidisce l’uomo. Molto spesso lo acceca. Lo porta a voler dominare a tutti i costi.

Significato del femminicidio in diritto definizione giuridica del reato

L’inquadramento giuridico internazionale e nazionale del femminicidio risiede in questa definizione: è una violenza di genere estrema contro le donne prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato attraverso varie condotte misogine. Queste violenze messe in atto a livello sociale pongono la donna in una posizione indifesa e di rischio. Possono culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque evitabili, dovute all’insicurezza, al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia“.

Questa definizione è stata pronunziata da una deputata ed antropologa messicana e da un’accezione molto più ampia del termine utilizzato dai mass media. Per la prima volta nella storia lo stato è ritenuto corresponsabile del fenomeno.

In Italia, invece, ad oggi il termine “femminicidio” non ricorre nel codice penale, ma gli strumenti di prevenzione sono molti, anche se ancora poco efficaci. Nel 2013 il capo dello stato ha ritenuto che “il susseguirsi di eventi di gravissima efferatezza in danno di donne e il conseguente allarme sociale che ne è derivato rendono necessari interventi urgenti volti a inasprire, per finalità dissuasive, il trattamento punitivo degli autori di tali fatti, introducendo, in determinati casi, misure di prevenzione finalizzate alla anticipata tutela delle donne e di ogni vittima di violenza domestica (…)”. 

Per questo motivo il Decreto Legge 14 Agosto 2013 n. 93 è stato convertito con modifiche dalla Legge 15 Ottobre 2013 n. 119 ed ha introdotto diverse modifiche al Codice Penale e al Codice di Procedure Penale rispetto alla violenza nei confronti delle donne.

Riflessioni sul significato del femminicidio e violenza contro le donne

Eliminazione fisica, annientamento morale della donna, questo è il significato principale della parola femminicidio, ma è possibile oggi arginare questo fenomeno?

Tutto è possibile se si applica la regola del rispetto. Molto spesso per avere il rispetto delle persone bisogna lottare e questo va cambiato. Rispettare la volontà di una donna significa prima di tutto rispettare la volontà di un proprio simile. Significa amare ed ogni forma di non rispetto deve essere arginata sin dagli inizi. Si parte da un divieto, da un’azione piccolissima che sembra banale. Quell’azione banale, molto spesso da il via ad altre forme di non rispetto sempre più ampie, più pericolose. Cosi, la posizione subordinata rispetto agli uomini cresce e solo quando è troppo tardi si realizza che quello non era amore. Non era protezione.

Sin dal 2009, da quando il fenomeno è cresciuto sempre più lo stato Italiano si è attivato approvando leggi per il reato di Stalking e di violenza domestica, attivando anche centri di accoglienza e di ascolto per queste donne, ma non basta. Il controllo che lo stato riesce ad avere rispetto alla violenza sulle donne è ancora poco. Ancora fragile.

L’uomo pericoloso ha ancora spazio libero per ferire, uccidere. Questo lo Stato Italiano lo sa, ma fatica ancora a trovare risposte, quelle risposte che ogni donna vorrebbe avere e vorrebbe provare per salvarsi da un destino che può cambiare.

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