• Google+
  • Commenta
25 luglio 2013

Violenza sulle Donne. Vestire in shorts scatena violenza sulle donne?

Violenza sulle donne

Violenza sulle Donne – Mentre ci interroghiamo sul perché di un sistema giuridico così vacuo che non assicura pene certe e severe per tutti coloro i quali abusano delle donne, talvolta fino a privarle della propria vita, dall’altra sponda del fiume ci sono persone come un tale Marco Cubeddu che giudicano le donne.

Violenza sulle donne

Violenza sulle donne

Marco Cubedducome racconta in un suo post – articolo“trascorreva la pausa pranzo a Villa Borghese” – con pettinatura anni trenta e camicia vintage svolazzante – “quando per caso i suoi occhi sono stati catturati da “quartine” in shorts. Con “quartine”, a Roma, si intendono quelle di quarta ginnasio, cioè quattordicenni.”  – come cita lo stesso – “E le strade si sono riempite di ragazzine di 2a e 3a media. Non solo in shorts, ma anche in “minishorts” (il jeans arrivava molto più in alto della fine dei glutei). Alcune si toglievano le magliette e restavano in reggiseno. Altre, con le magliette bagnate per i gavettoni, il reggiseno non lo indossavano. – Fin qui niente di anormale, se non l’attenta descrizione dello spettatatore e autore della recensione. Il signor Cubeddu tornato in Sardegna suo paese di origine, come dichiara nello stesso post, incontra amiche alle quali racconta l’accaduto e dalle quali si sente commentare – “non possono lamentarsi se poi le stuprano” – come lui stesso scrive.

Marco Cubeddu, giovane ragazzo venticinquenne addita aspramente spensierate adolescenti appellandole “sgualdrine”, travisando così la freschezza con cui indossano shorts o abiti più scollacciati giusto per seguire la moda del momento.

L’invettiva continua con la definizione  della violenza sulle donne come una conseguenza di situazioni in cui “donne con scarsa personalità si legano a zotici della peggior risma”.

E’ doveroso ricordare a Marco come a qualsiasi persona possa averlo dimenticato, che non tutte le donne, travolte dalla passione struggente, hanno l’arguzia di individuare a primo impatto lati (mal)celati di uomini deviati mentalmente e forse talvolta  impaurite non hanno il coraggio di denunciarli o quando se ne rendonoconto l’intervento di difesa e protezione è spesso tardivo.

I centimetri di stoffa che coprono il corpo  di una donna non sono direttamente proporzionali alla sua libertà né tantomeno sanciscono la sua propensione o meno all’ essere violentate.

Ci tengo a ricordare i numerosi casi di violenza sulle donne, stuprate mentre erano sotto casa con indumenti casalinghi, mentre correvano in tuta al parco o mentre erano stanche e arruffate dentro le mura della propria casa. Per cui l’abito non è certo l’elemento che ha generato la violenza sulle donne.

Nel corso degli  anni ci si è imbattuti in diverse battaglie per l’emancipazione della donna e per prevenire la violenza sulle donne . La violenza sulle donne sta negli occhi di chi guarda.

E’ impensabile  che uomini retrogradi (si spera una minoranza maschilista) lascino passare l’idea che essere donne sia un handicap o che vivere appieno la propria femminilità sia un pericolo”

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy