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21 Gennaio 2019

Rigenerazione della cartilagine: ricerca Università del Piemonte

Nanomedicina biomedicina e tecnologie applicate
Rigenerazione della cartilagine a UPO

Rigenerazione della cartilagine a UPO

Anche l’Università del Piemonte Orientale nella ricerca sulla rigenerazione della cartilagine. Stanziati 5,5 milioni di euro dalla commissione europea.

Nove partner in otto paesi per progettare matrici intelligenti per la riparazione delle cartilagini delle ginocchia

Un progetto di ricerca sulla rigenerazione della cartilagine, al quale l’Università del Piemonte Orientale partecipa.

Progetto finanziato dalla Commissione Europea con 5,5 milioni di Euro.

Il progetto denominato RESTORE mira a creare matrici 3D che incorporano nanomateriali intelligenti per riparare le lesioni della cartilagine del ginocchio.

Riducendo o ritardando l’insorgenza dell’osteoartrite, che attualmente colpisce 242 milioni di persone in tutto il mondo.

Queste matrici – spiega Meriem Lamghari sono fatte su misura. In modo che possano essere impiantate e riempire il sito del danno e rispondere alle forze meccaniche congiunte del ginocchio”.

“Contengono nanoparticelle intelligenti con proprietà rigenerative, antinfiammatorie e antimicrobiche. Le nanoparticelle con proprietà rigenerative possono, se necessario, essere attivate a distanza con metodi non invasivi. Si svilupperà una ginocchiera dotata di sensori in grado di attivare le nanoparticelle presenti nella matrice impiantata”.

Rigenerazione della cartilagine: Università del Piemonte nel progetto RESTORE

Il team dell’UPO è coordinato dalla prof.ssa Lia Rimondini, ordinario di Malattie odontostomatologiche presso Il dipartimento di Scienze della salute di Novara. Riceverà circa mezzo milione di euro. Si concentrerà, “sullo studio di composti e tecnologie per la rigenerazione dei tessuti osteocartilaginei. Con attività antinfettiva e immunomodulatrice”.

“Grazie alla dotazione tecnologica di avanguardia e al nucleo di ricercatori qualificati, tutta l’attività scientifica sarà svolta nel nuovo CAAD. Per questo – spiega Meriem Lamghari – proponiamo due matrici. Una basata su un polimero già clinicamente testato in campo veterinario. Cioè in animali di grandi dimensioni, per le lesioni della cartilagine del ginocchio di grandi dimensioni. Un’altra matrice generata con la tecnologia della stampa 3D e l’ultilizzo di bioink. Composta da cellule mesenchimali e cartilaginee di origine umana a cui incorporeremo anche alcune tipologie di nanoparticelle intelligenti. Questa matrice è più adeguata per le piccole lesioni”.

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