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5 Febbraio 2019

Progetto PRIMED a Università del Piemonte Orientale

Progetto PRIMED a UPO
Progetto PRIMED a UPO

Progetto PRIMED a UPO

UPO capofila del Progetto PRIMED sui processi di integrazione e sul contrasto alla radicalizzazione: Prevenzione e Interazione nello Spazio Trans-Mediterraneo”.

È stato presentato oggi, martedì 5 febbraio 2019, il progetto internazionale “PRIMED – Prevenzione e Interazione nello Spazio Trans-Mediterraneo”, di cui l’Università del Piemonte Orientale è soggetto capofila.

Presso la sala conferenze del Rettorato (via Duomo 6, Vercelli), il rettore professor Gian Carlo Avanzi, i due delegati per i Rapporti internazionali professor Gianluca Gaidanoe professor Edoardo Tortarolo, il direttore scientifico del progetto professor Roberto Mazzolae la professoressa Roberta Ricucci, associata di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Torino, hanno illustrato i dettagli dell’iniziativa a una platea di autorità e organi di informazione.

Il progetto PRIMED è di durata triennale, è finanziato dal MIUR per 850.000 Euro per il primo anno e 2 milioni in totale per il secondo e terzo anno, e coinvolge 22 università, di cui 12 italiane e 10 straniere, in particolare atenei di Egitto, Marocco, Tunisia, Libano, Algeria, Ciad e Niger.

L’obiettivo è affrontare in modo interdisciplinare i bisogni conoscitivi e operativi connessi ai processi d’integrazione in Italia e al contrasto alla radicalizzazione. In particolare attorno a tre assi.

La cooperazione scientifica tra Italia e Paesi OCI (Organizzazione per la Cooperazione Islamica). Sui temi dell’integrazione e della radicalizzazione tramite la costituzione di una rete interuniversitaria di studenti, ricercatori e docenti;

Formazione dei protagonisti delle politiche di integrazione e del contrasto alla radicalizzazione. Ovvero enti territoriali, Prefetture, amministrazione penitenziaria, pubblica sicurezza, scuola, strutture socio-sanitarie, operatori economici;

La formazione di dirigenti e personale religioso per l’integrazione delle loro funzioni in Italia.

Il Progetto PRIMED prevede la realizzazione di diverse iniziative: ecco di cosa si tratta

  • Unasummer school su “Integrazione, interpretazione e diritti” dedicata a 20 studenti degli atenei italiani partner;
  • Unawinter school sul tema della radicalizzazione e del proselitismo jihadista dedicata a dirigenti del sistema penitenziario italiano. E dei paesi OCI (nello specifico 10 italiani e 10 marocchini);
  • La riattivazione del Master di I livello in Studi sull’Islam d’Europa. Realizzato nell’ambito del FIDR, dedicato alla formazione civica e religiosa. Per il personale delle comunità musulmane e delle associazioni della società civile i cui membri provengano dai paesi OCI;
  • Corsi di alta formazione dedicati a operatori della pubblica amministrazione. Operatori socio-sanitari, operatori della pubblica sicurezza e agenti di polizia penitenziaria, dirigenti scolastici e insegnanti, operatori socio-economici, personale religioso;
  • Un ciclo di 4 corsi congiunti sul tema dell’integrazione nella didattica ordinaria at home and abroad;
  • Viaggi di studio verso paesi OCI (in particolare a Beirut per 20 studenti italiani). E verso l’Italia (in particolare a Roma, per 20 studenti degli altri atenei italiani partner e 20 delle università stranieri partner);
  • Viaggi per docenti in qualità di visiting professors;

“Il PRIMED – ha spiegato il prof. Mazzola – da un lato vuole incrementare la mobilità accademica di studenti e docenti. Dando quindi un contributo all’internazionalizzazione dell’UPO. Dall’altro ha l’obiettivo di rafforzare il ruolo degli atenei italiani nel contesto della ricerca internazionale. Promuovere la formazione superiore, ma soprattutto costruire linguaggi e metodi comuni e integrare competenze”.

“La diffusione dei risultati – ha concluso la prof.ssa Ricucci – avverrà sia attraverso una dedicata piattaforma web. Sia attraverso 4 workshop dedicati a:

  • Strumenti teorici e pratici per la comunicazione interculturale;
  • Diritti universali, ruolo attori religiosi e società civile;
  • Normative e policiesanti-radicalizzazione;
  • Giurisprudenza, integrazione e radicalizzazione”.
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