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14 maggio 2015

Flash Mob e Sciopero Scuola con FLC, CGIL, Cisl e Rete Studenti Medi

La Rete degli Studenti Medi Marche aderisce ai vari flash mob organizzati nei capoluoghi di provincia delle Marche dai sindacati FLC CGIL, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals contro la Buona Scuola

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“Come studenti sentiamo il dovere morale e politico di partecipare attivamente alla protesta degli insegnanti contro il disegno di legge proposto dal Governo.” – Fa sapere Rete Studenti Medi –

“Il potere incentrato nelle mani di un’unica persona, il dirigente scolastico, i finanziamenti privati, una pericolosa meritocrazia e un modello di scuola aziendalistico sono le più gravose problematiche che evidenziamo nlla riforma della scuola.” – Continua –

“Crediamo che una riforma della scuola – Dice Rete Studenti Medi – non può non passare attraverso investimenti per il diritto allo studio e per l’edilizia scolastica, attraverso un rinnovamento della didattica e politiche che combattano la dispersione scolastica e che incrementino invece la partecipazione attiva degli studenti nelle scuole: vengono, d’altro canto, messi a rischio i valori democratici a cui la scuola dovrebbe ispirarsi e si andrebbero a creare estreme diseguaglianze non solo tra scuole di una stessa città, ma anche tra le diverse regioni.”

Il flash mob di oggi, giovedì 14 maggio contro il Governo Renzi e la Buona Scuola

Il flash mob di oggi, giovedì 14 maggio, si è svolto dalle 19 con un’ampia partecipazione di insegnanti e studenti di tutta la regione Marche: il simbolo del bavaglio o dei fazzoletti bianchi vuole comunicare al Governo l’assoluta necessità di un reale e proficuo dialogo tra il Governo stesso e i diversi soggetti che la scuola la vivono quotidianamente.

“La scuola dovrebbe essere il luogo in cui si forma la personalità dello studente ed in cui si formalizzano conoscenze e competenze, non basata su una concezione aziendalistica.”

Afferma Elena Lippi, coordinatore della Rete degli Studenti Medi Marche,“Continueremo la nostra mobilitazione finchè non riusciremo a far valere il valore della rappresentanza studentesca nelle scuole, finchè non verranno ascoltate le proposte di insegnanti e di studenti, finchè la scuola italiana non cambierà davvero in un’ottica di rinnovamento e di ascolto delle esigenze degli studenti, stanchi di continui tagli all’istruzione pubblica o di sistemi che mettono a rischio il vero ruolo che la scuola dovrebbe avere.”

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