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24 Maggio 2019

Prima guerra mondiale: trama, storia, riassunto e mappa concettuale

Foto prima guerra mondiale
Foto prima guerra mondiale

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Nel 1815, con la sconfitta definitiva della Francia napoleonica, in Europa si ebbe un lungo periodo di stabilità politica. Durante tale periodo si verificarono solo alcuni conflitti di poco conto, che però inasprirono maggiormente i rapporti tra le potenze europee.

Lo scoppio della guerra nel 1914 segnò la fine di questo periodo di stabilità, e pose fine anche al lungo periodo di pace e sviluppo economico europeo, noto come Belle Époque. Tanti sono i documentari e i libri incentrati sulla Grande Guerra, perché è importante non dimenticare.

A tal proposito l’Università di Pisa, l’Accademia della Crusca e il Centro universitario di studi e ricerche storico-militari, hanno creato il progetto Voci della Grande Guerra.

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Fu un conflitto armato che coinvolse le principali (e non solo) potenze mondiali, tra il luglio del 1914 e il novembre del 1918. Chiamata inizialmente dai contemporanei Guerra europea, con il coinvolgimento dell’Impero britannico, gli Stati Uniti e l’Impero giapponese, prese il nome di Guerra mondiale o Grande Guerra.

Il 28 giugno 1914 ricade l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este, a Sarajevo. Ne segue una dichiarazione di guerra dell’Impero austro-ungarico alla Serbia, il 28 luglio 1914A causa delle alleanze formatesi nel corso degli anni, vi erano due schieramenti contrapposti: Imperi centrali e Alleati.

Gli Imperi centrali erano formati da Germania, Impero austro-ungarico e Impero ottomano. Gli Alleati erano Francia, Regno Unito, Russia e, dal 1915, Italia. Mobilitarono oltre 70 milioni di soldati in tutto il mondo, dei quali oltre 9 milioni morirono in battaglia. La guerra registra, inoltre, circa 7 milioni di vittime civili, a causa delle conseguenti carestie ed epidemie.

Nel settembre 1914 con la Battaglia della Marna i tedeschi prevedevano un’avanzata fulminea, che però gli anglo-francesi bloccarono. Il successivo attacco dei russi trasforma il conflitto in una logorante guerra di trincea, che continuò fino al termine delle ostilità.

A mano a mano la guerra raggiunse una scala mondiale, con il coinvolgimento di molte altre nazioni, tra cui: Bulgaria, Romania, Portogallo e Grecia. Tuttavia, determinante per l’esito finale, fu l’ingresso in guerra degli Stati Uniti d’America, a fianco degli Alleati, nel 1917. La guerra si concluse definitivamente l’11 novembre 1918, con la firma dell’armistizio della Germania imposto dagli Alleati. Alcuni dei maggiori imperi esistenti al mondo – tedesco, austro-ungarico, ottomano e russo – si estinsero. Nacquero così nuovi Stati nazionali che ridisegnarono completamente la geografia politica dell’Europa.

Analisi del testo: una cultura di guerra tra propaganda e censura

Uno degli aspetti rilevanti della prima guerra mondiale fu l’impiego della propaganda e della censura da parte di tutte le autorità civili, militari e perfino religiose. L’uso dell’informazione nasce dal bisogno di mobilitare l’opinione pubblica, in modo da vincere la guerra.

In tutti i paese che parteciparono al conflitto, a prescindere dal loro sistema di governo, l’informazione fu parte integrante della conduzione. Il fallimento della guerra lampo condusse gli Stati a passare da una politica di censura a un sistema d’informazione.

Il suo scopo era stabilire un controllo del flusso di notizie e produrre informazione strategiche.Le notizie erano quindi sottoposte ad una rigida censura: la stampa nazionale dei vari paesi era controllata dagli organi del potere. L’inglese Reuters, l’italiana Stefani, le francesi Havas e Fournier e la tedesca Wolff, ogni giorno depositavano veline presso gli uffici della censura. Qui controllavano, se necessario modificavano, e autorizzavano alla pubblicazione.

Nel 1914, in un clima teso che toccava tutti i paesi coinvolti nella guerra, gli organi di controllo e censura aumentarono il loro potere. Per tutto il 1914 e il 1915, giornali e giornalisti seguirono le direttive dei rispettivi governi, accettando ogni tipo di censura e nascondendo le enormi perdite, le sconfitte e le atrocità. Tuttavia col protrarsi della guerra la diffidenza aumentò. La posta, in entrata e in uscita, era severamente controllata, in modo da evitare la diffusione di idee pericolose al fronte. Soprattutto in Italia, la cesura fu molto severa.

Nel 1917 gli Stati rafforzarono la propaganda e la censura. Nonostante ciò, non riuscirono a nascondere la penuria dei generi alimentari. Questo provocò inevitabili manifestazioni, e rivelò la disorganizzazione della censura. La propaganda configurò una cultura di guerra, usata principalmente per rappresentare il nemico secondo le idee che il popolo e i soldati percepivano.

Mappa concettuale della prima guerra mondiale: file per esami e compiti

Appunti e mappa concettuale prima guerra mondiale

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