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19 Giugno 2019

Alessandro Magno: storia, trama, mappa concettuale e analisi del testo

Alessandro Magno:
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Ecco chi era Alessandro Magno: biografia, storia e trama della sua vita e delle sue battaglie, mappa concettuale e approfondimenti con analisi del testo.

Piuttosto basso, tozzo e di corporatura robusta, aveva un occhio azzurro e uno marrone (o forse nero), e la sua voce era definita aspra. Si tingeva spesso i capelli di biondo, sebbene fossero rossicci. Portava sempre il collo leggermente inclinato verso sinistra e soffriva di alcune malformazioni congenite che, secondo gli storici, potrebbero in parte aver contribuito alla sua morte.

Lo scrittore Ateneo di Naucrati ci riporta la sua abitudine al bere e all’ubriacarsi. Da Plutarco sappiamo che, a partire dalla Battaglia di Gaugamela, usava indossare in battaglia la linothorax, invece della classica corazza di bronzo. La sua immagine è stata immortalata da molti artisti suoi contemporanei; tuttavia di esse non restano che copie e descrizioni.

Suo padre Filippo fu il modello più influente, e forgia la sua parte competitiva. Plutarco ci riporta che il comportamento di Alessandro era violento, incauto ed impulsivo, cosa che sicuramente influì sulle sue decisioni. Aveva tuttavia un lato più tranquillo: usava molto la logica, era intuitivo e calcolatore. Di personalità forte, carismatico, intelligente e razionale, il suo nome viene oggi equiparato ai più grandi condottieri di ogni tempo, come Giulio Cesare, Gengis Khan e Napoleone.

Scopriamo meglio chi era Alessandro Magno, biografia, storia e trama delle sue battaglie, mappa concettuale e approfondimento con analisi del testo con compiti in classe ed interrogazioni.

Chi era Alessandro Magno: storia, trama e riassunto > scarica appunti e analisi del testo

Alessandro Magno è nato a Pella il 20 o 21 luglio del 356 a.C. A solo 16 anni ottiene la reggenza del regno di Macedonia. Nel 337 a.C. costituisce una nuova alleanza panellenica: la Lega di Corinto. Morto il padre, sale al potere a soli 20 anni.

Nel 335 a.C., messo a capo dell’esercito greco, parte alla rivolta dei Balcani. In quell’anno si verificano una serie di insurrezioni e rivolte, che lui prontamente reprime.

Nel 334 a.C. inizia la campagna in Asia, alla conquista dell’intero Impero Persiano. Durante la campagna tutte le città sconfitte entravano a far parte della Lega di Corinto. Dopo una lunga marcia giunge a Gordo: qui si svolse il celebre nodo gordiano.

Vi era un antico carro il cui giogo era assicurato da un nodo inestricabile, e un oracolo promise il dominio dell’Asia a chi fosse riuscito a scioglierlo. Dopo alcuni tentativi, estrae la spada e taglia il nodo.

Il 1° novembre del 333 a.C. inizia lo scontro con Dario, re di Persia. I macedoni catturarono molte persone, tra cui la madre, la moglie e le figlie di Dario. Rifiutata la proposta di pace del re nemico, Alessandro continua la sua conquista dell’Asia.

novembre del 332 a.C. si incammina verso l’Egitto; qui verrà accolto come liberatore e si farà consacrare faraone. Nello stesso anno inizia l’edificazione di città riportanti il suo nome, tra cui Alessandria d’Egitto.

Il 1° ottobre del 331 a.C. le truppe si scontrano al villaggio Guagamela. Nonostante la notevole inferiorità numerica (33.000 macedoni contro 1.000.000 persiani), i macedoni riescono a prevalere. A gennaio del 330 a.C. entra a Persepoli, capitare dell’Impero Persiano. Il comandante macedone muore il 10 giugno del 323 a.C., a soli 32 anni.

Riassunto breve e analisi del testo sulla divinizzazione del basileus

Alessandro Magno discendeva da due eroi mitici: Eracle, da parte di padre, Achille da parte di madre. Si mostra da sempre affascinato da questa sua origine mitica, per questo inizia ad identificarsi come una divinità. Successivamente i sovrani inizieranno a giustificare la loro ascesa al potere proprio con la loro presumibile origine divina. Generalmente la divinizzazione della figura del monarca era affidata a storici e artisti. Ed è proprio con dell’arte che si serve per “propagandare” la sua immagine di re figlio di Zeus.

L’immagine, diffusa tra i popoli sottomessi, serviva poi per tramandare la sua figura alle epoche successive. L’episodio più famoso è la visita all’Oasi di Siwa, presso l’oracolo del dio Amon, in Egitto. Il dio Amon era identificato dai greci come Zeus, il presumibile padre di Alessandro.

Qui si reca nel 331 a.C. per farsi dichiarare da Amon suo figlio, secondo la tradizione dei faraoni. In questo modo può anche giustificare il suo progetto di conquista di tutto il mondo allora conosciuto: era per volontà degli dèi.

Alessandro dava molta importanza al suo riconoscimento come figlio di Zeus, come condottiero invincibile e politico sagace. Nel tempio di Luxor la sua immagine affianca quella del faraone Amenhotep III, che si era fatto rappresentare come figlio di Amon.

Così facendo, evidenziava la continuità della nuova egemonia macedone con un passato molto glorioso. Intelligentemente seppe utilizzare a sua vantaggio anche la superstizione dei popoli.

Celebre è l’episodio dell’eclissi di luna che terrorizzò il nemico persiano. Inizia a pretendere onori divini anche dagli ateniesi, obbligando loro la proskynesis. Era un rituale di genuflessione, che il re pretese come forma di omaggio. Divenne quindi un modello da imitare dai sovrani. Col tempo, il potere detenuto venne sempre più legato ad un’origine divina.

Mappa concettuale di Alessandro Magno per esami e compiti a scuola

Appunti e mappa concettuale Carlo Magno

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