• Google+
  • Commenta
18 Luglio 2019

Giacomo Leopardi: vita, storia, mappa concettuale, analisi del testo e frasi

Giacomo Leopardi
Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi

Ecco chi era Giacomo Leopardi: biografia, storia della sua vita e delle sue opere, mappa concettuale con analisi del testo sul pessimismo leopardiano, frasi, citazioni e aforismi famosi.

Poeta, filosofo, scrittore, filologo e glottologo italiano, il conte è ritenuto il maggior poeta dell’Ottocento italiano.

È ritenuto altresì una delle più importanti figure della letteratura mondiale, nonché una delle principali del romanticismo. Intellettuale di vastissima cultura, sostiene inizialmente il classicismo per poi approdare al romanticismo. Il dibattito sull’opera leopardiana parte dal Novecento a arriva ad affermare che il poeta recanatese può essere visto come un esistenzialista, o perlomeno un precursore dell’Esistenzialismo. Nel 2014 è stato esposto all’Università di Macerata il manoscritto ritrovato de L’Infinito: si tratta del terzo autografo, dopo quello di Napoli e di Visso.

Appunti per capire meglio chi era Giacomo Leopardi, la sua vita e la storia delle sue opere: mappa concettuale e approfondimenti con analisi del testo sul pessimismo leopardiano, citazioni, frasi famose e aforismi.

Chi era Giacomo Leopardi: vita, storia, riassunto e analisi del testo per la scuola – scarica PDF

Giacomo Leopardi è nato il 29 giugno 1798, a Recanati, dal conte Monaldo Leopardi e dalla marchesa Adelaide Antici. La famiglia è una delle prime e più importanti del contado: possiede infatti proprietà terriere nella Marca meridionale e un grande palazzo a Recanati. In una casa in cui regna un’atmosfera fredda, e in cui i genitori sono quasi sempre assenti, Giacomo si lega in modo particolare con il fratello Carlo e la sorella Paolina.

A partire dal 1807 con i fratelli viene affidato a don Sebastiano Sanchini, scelto come precettore della casa. Tuttavia, già un anno dopo, Giacomo si rende autonomo e si getta in uno studio matto e disperatissimo nella biblioteca paterna. Compie studi eruditi, che spaziano in diversi settori, e studia il latino, il greco, il francese, l’ebraico e altre lingue.

Inizia inoltre a scrivere in versi: nel 1809, a undici anni, dopo aver letto Omero compone il sonetto La morte di Ettore. Nel frattempo coltiva la prosa, componendo sermoni su argomenti religiosi da pronunciare in chiesa e dissertazioni di argomento filosofico.

Tra il 1815 e il 1816 avviene quella che lui stesso definisce conversione letteraria, favorita dalla lettura dei classici. Del 1816 sono due importanti prove poetiche: Le rimembranze Appressamento della morte, ispirategli dalle sue precarie condizioni di salute. E’ infatti seriamente malato: una grave forma di scoliosi e febbri ricorrenti si insidiano nel suo corpo già debole.

Nel 1822 i genitori acconsentono a farlo partire per Roma: l’esperienza romana sarà per Giacomo una delusione clamorosa e accentuerà il pessimismo leopardiano.

Nel 1827 si trasferisce a Firenze, dove conosce Antonio Ranieri; è proprio con Ranieri che, nell’ottobre 1833, si stabilisce definitivamente a Napoli.

Il 14 giugno 1837 dà segni di aggravamento, Giacomo Leopardi è morto nel giro di poche ore, tra le braccia di Ranieri.

Le più belle frasi del Leopardi: citazioni e aforismi famosi da condividere

Ecco una raccolta delle più belle frasi di Giacomo Leopardi, citazioni famose da condividere su Facebook e Twitter e aforismi belli da dedicare.

  • La vita e l’assoluta mancanza d’illusione, e quindi di speranza, sono cose contraddittorie;
  • Sono convinto che anche nell’ultimo istante della nostra vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino;
  • Se la felicità non esiste, cos’è dunque la vita?
  • Tra questa immensità s’annega il pensier mio;
  • L’impressione di piacere può rimanere tale fino a quando non si è certi di piacere soprattutto a sé stessi;
  • Non si vive al mondo che di prepotenza. Se tu non vuoi o sai adoperarla, gli altri l’adopereranno su di te. Siate dunque prepotenti!
  • Non t’accorgi, Diavolo che sei, che tu sei bella come un Angelo?
  • Ella negli occhi pur mi restava, e nell’incerto raggio del sol vederla io credeva ancora;
  • Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano, perché apre delle possibilità, non certezze. Perché non cerca la fine, ma va verso l’infinito;
  • La felicità consiste nell’ignoranza del vero;
  • Abbi fiducia in coloro che si sforzano di essere amati; dubita di quelli che cercano solo di sembrare amabili;
  • Due verità che gli uomini generalmente non crederanno mai: l’una di non saper nulla, l’altra di non esser nulla. Aggiungi la terza, che ha molta dipendenza dalla seconda: di non aver nulla a sperare dopo la morte;
  • Non temere né la prigione, né la povertà, né la morte. Temi la paura;
  • Un buon libro è un compagno che ci fa passare dei momenti felici.

Mappa concettuale di Giacomo Leopardi per esami e compiti a scuola

Google+
© Riproduzione Riservata