Ultime novità del nuovo ministro dell’istruzione sulla maturità 2020

Daniela Saraco 19 Settembre 2019

News maturità 2020: cosa cambia per gli esami di stato quest'anno, ultime novità che potrebbe introdurre il nuovo ministro dell'istruzione MIUR, Lorenzo Fioramonti.

La crisi di Governo iniziata ad agosto dall’ex Ministro Matteo Salvini, ha creato nuove assegnazioni in Parlamento.  Il repentino cambio di Governo non ha risparmiato neanche la conduzione del Miur, che vede  Lorenzo Fioramonti come  il nuovo Ministro dell’Istruzione, già ex Vice-Ministro del MIUR sotto Bussetti.

Ciò che più preoccupa gli studenti è come e se cambierà la scuola dal suo insediamento. Scopriamo, quindi, quali sono le principali novità per la maturità 2020 che il ministro Fioramonti potrebbe apportare. Come da comunicato del Miur del cinque settembre 2019 , il neo Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, parla al personale del Miur  “Per me è un grande piacere tornare in questo Ministero che ormai è la mia casa.

Non avrei accettato nessun altro incarico in questo Governo, perché sono convinto che è qui che noi cambiamo l’Italia, occupandoci di Scuola, Università e Ricerca”. Fioramonti, quindi, punta molto sull’istruzione come mezzo necessario per cambiare l’Italia e gli italiani.

Si è , inoltre, espresso sull’insegnamento dell’educazione civica dopo aver appreso del parere negativo del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Il ministro  dichiara un lavoro di gruppo da parte di associazioni di dirigenti, docenti e studenti per discutere  della possibilità di avviare una seria programmazione a partire da gennaio. Questo per  preparare in modo efficace le scuole nell’ottica dell’introduzione dell’Educazione civica.

Cosa cambia nella Maturità 2020: ultime novità del nuovo ministro dell’istruzione MIUR

Non sono ancora note le modifiche da apportare all’ esame di maturità 2020, è probabile che ci siano lievi cambiamenti per non caricare di ulteriori preoccupazioni  i maturandi. Il nuovo ministro dell’Istruzione Fioramonti avrebbe infatti dichiarato che, per i prossimi cinque anni, l’esame di Stato  della scuola secondaria superiore non sarà toccato, ovvero:

  • la prima prova è composta da 7 tracce e tre tipologie diverse: analisi del testo (2), testo argomentativo (3) e tema di attualità(2).
  • la seconda prova può essere multidisciplinare, interessando quindi due o più materie.
  • l’orale di maturità, inizia con un argomento estratto dallo studente  per poi continuare con la relazione sull’ alternanza scuola lavoro  e le domande di Cittadinanza e Costituzione.

Sulle Prove Invalsi, il nuovo  ministro si è pronunciato dichiarando che : “Il test Invalsi è utile ma non deve essere requisito di ammissione alla maturità. L’anno scorso non era obbligatorio e l’hanno fatto praticamente tutti, credo che se fosse obbligatorio avremmo l’effetto di spaventare insegnanti e studenti”.

Giorni degli esami di stato 2020: quando inizia e quali sono

Quando si svolgeranno, dunque?  gli scritti di maturità 2020? Il Miur  si è  pronunciato sulle date delle prove della maturità, ovvero :

  •  prima prova maturità 2020: mercoledì 17 giugno
  •  seconda prova maturità 2020: giovedì 18 giugno

Non è invece possibile stabilire la data degli  orali perchè la decisione viene presa  dalle scuole. C’è chi inizierà i colloqui uno o due giorni dopo la seconda prova e chi invece una settimana dopo. Orientativamente possiamo dire che gli esami orali potrebbero svolgersi a partire dal lunedì successivo alla settimana delle prove scritte.

© Riproduzione Riservata
avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto