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25 Novembre 2019

Significato delle scarpe rosse il 25 novembre contro il femminicidio

Significato delle scarpe rosse il 25 novembre
Significato delle scarpe rosse il 25 novembre

Significato delle scarpe rosse il 25 novembre

Ecco qual è il vero significato delle scarpe rosse simbolo il 25 novembre nella giornata contro la violenza sulle donne e contro il femminicidio.

Il significato delle scarpe rosse nel giorno contro la violenza sulle donne, dovrebbe spingere molti a riflettere sul femminicidio, e non solo.

Perchè il rosso rappresenta il sangue versato dalle donne vittime di violenza di genere. L’iniziativa nasce da una idea dell’artista messicana Elina Chauvet. Attraverso le scarpe rosse, ha voluto in qualche modo rendere visibili i femminicidi.

Le scarpe rosse riempiranno le piazze italiane il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Molte associazioni promuovono questa iniziativa che ha l’obiettivo di sensibilizzare e diffondere il simbolo della lotta contro la violenza di genere.

Le scarpe rappresenteranno allegoricamente le donne uccise e scomparse a causa della violenza sessista, che purtroppo rimane una costante nella cronaca nera italiana.

Gli abusi contro le donne di solito rimangono al chiuso, nascosti tra le mura domestiche. Da qui l’idea di Elina Chauvet, che attraverso l’arte rende pubblica questa violenza. Attraverso i tacchi rossi che simboleggiano le morti, l’artista vuole dimostrare che la violenza nella coppia non è né normale né tollerabile. Le scarpe rosse mostrano il vuoto lasciato da figlie, sorelle, madri e mogli e il fatto che le calzature siano donate da persone è un modo per i cittadini anonimi di alzare la voce.

Significato delle scarpe rosse il 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne

La violenza di genere purtroppo è molto diffusa nel mondo. E l’arte può diventare un’occasione per unirsi contro un problema comune, nel tentativo di sconfiggerlo definitivamente. La storia ed il significato delle scarpe rosse del 25 novembre, hanno inizio dall’altra parte del mondo.

Nel 2009 Elina Chauvet ha percepito che la società messicana era diventata passiva di fronte alla scomparsa. A Ciudad Juárez (Messico) si manifestava sempre più spesso contro  i numerosi casi di femminicidio che devastavano le famiglie. Decise di dare visibilità a quell’invisibilità attraverso le scarpe rosse, poiché nella maggior parte dei casi era l’unica cosa che restava delle donne ammazzate. Quindi raccolse 33 paia di scarpe color sangue e le espose in modo da emulare una marcia silenziosa.

La sua silente manifestazione ebbe però una grande eco sulle coscienze dormienti, tanto che la sua iniziativa fu replicata in Argentina, Italia, Regno Unito, Ecuador e Spagna. D’altronde l’idea delle scarpe rosse contro la violenza sulle donne può facilmente essere replicata in qualsiasi piazza, strada, città o struttura. L’idea è semplice: in uno spazio pubblico vengono collocate scarpe color sangue, come un’offerta per le donne scomparse o assassinate. Si tratta di un tributo che per tutte quelle donne che non possono più camminare tra noi per essere state assassinate per violenza di genere.

Chi è Elina Chauvet e perché usa una scarpa rossa per il femminicidio

Elina Chauvet è un architetto e artista visiva messicana nota soprattutto per la sua installazione “Red Shoes”, un progetto artistico in cui denuncia la violenza contro le donne e il femminicidio. Elina Chauvet ha studiato architettura all’Università autonoma di Ciudad Juárez a Chihuahua. Ha realizzato la sua prima mostra nel 1996 e attraverso le sue opere, denuncia la violenza contro le donne. “Red Shoes” è il lavoro per cui è nota a livello internazionale. L’artista è stata ispirata dalla morte della sorella per mano del marito.

La prima “manifestazione” avvenne in una piazza a Ciudad Juarez il 22 agosto attraverso una donazione di 33 paia di scarpe.

Successivamente la sua idea è stata poi replicata anche in altre città del Messico, Argentina, Italia, Stati Uniti, Norvegia, Ecuador, Canada, Messico e Spagna. “Red Shoes è un incontro di arte e memoria collettiva. Nel suo viaggio, cerca la solidarietà tra le persone verso una città in cui l’omicidio e la scomparsa delle donne è un evento quotidiano “, spiega il promotore Chavet nel suo blog. Sottolinea inoltre che è anche “un invito alla riflessione nelle città e nei paesi in cui si tiene, dal momento che ci induce a parlare di un problema sempre più nascosto come la violenza contro le donne”.

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