Bollo auto 2020: cosa cambia nel calcolo e pagamento

Daniela Saraco 21 Febbraio 2020

Ultime novità sul bollo auto 2020: cosa cambia quest''anno nel calcolo e news sul pagamento, scadenza ed esenzione della tassa automobilistica tra le più odiate.

I possessori di automobili devono pagare una imposta, ovvero una tassa automobilistica regionale. Tutti i proprietari di auto sono segnalati nel PRA, il pubblico registro automobilistico. Il PRA è un archivio che contiene e controlla gli atti di vendita delle auto e segue il loro percorso dalla prima immatricolazione. Il bollo auto è una tassa annuale che pagano, entro una data prefissata, tutti i proprietari di veicoli. Se la scadenza non viene rispettata, si aggiungono interessi di mora o sanzioni.

La scadenza  è fissata entro il mese successivo a quello dell’immatricolazione della vettura. Da questa regola sono esclusi gli automobilisti del Piemonte e della Lombardia, perché si avvalgono della possibilità di pagare in date stabilite.

Quali sono le novità contributo auto  2020? Dal 2019 c’è anzitutto un aumento dell’importo  per le macchine inquinanti. E’ stato approvato, infatti,  un protocollo che, attraverso l’introduzione di un sistema bonus malus, vuole contrastare l’utilizzo di veicoli ad alte emissioni inquinanti, introducendo una vera e propria tassa. Parliamo del bonus malus ambientale sulle auto, su cui si basano l’ecotassa e gli ecoincentivi statali. Inoltre c’è la riduzione del bollo per le auto storiche . In più da Gennaio 2020 , per effetto del decreto fiscale, è possibile pagarlo  solo su PagoPa. Ma cosa è? Come funziona? Quali sono le scadenze? Capiamo subito come pagare la tassa auto 2020.

Novità bollo auto 2020: cosa cambia e come fare il calcolo, potenza e classe ambientale

Per fare il calcolo dell’imposta  bisogna valutare la potenza del veicolo espressa in kilowatt, e la classe ambientale di appartenenza. Per conoscere la potenza in Kw e la classe ambientale della propria vettura è necessario consultare il libretto di circolazione. Alla voce P.2 è indicata la potenza in Kilowatt, mentre alla voce V.9 è indicata la classe ambientale.

Dal 1° gennaio 2020 si può pagare il bollo auto attraverso il sistema PagoPa. E’ quindi possibile effettuale pagamenti sia  sul sito o sull’App dell’Ente, sia presso la propria banca o sia sugli sportelli ATM abilitati, presso gli uffici postali e punti vendita di SISAL e Lottomatica. Inoltre il nuovo sistema prevede  l’acquisizione e gestione da parte del Pubblico Registro, dei dati relativi al pagamento della tassa automobilistica. Così è possibile bloccare potenziali evasori che non pagano il bollo auto. Sempre dal 1° gennaio tutte le informazioni sul veicolo sono inserite in un documento unico di circolazione che sostituisce  il certificato di proprietà auto e il libretto di circolazione tradizionale.

Dove pagare i bolli delle automobili e come sapere la scadenza

Il pagamento della tassa automobilistica 2020, con la nuova normativa, può avvenire con il PagoPa che ha l’obiettivo di rendere le modalità di pagamento più semplici. Per  il momento continuano anche  i sistemi di pagamento tradizionali. 

Ma quando si paga ? I proprietari di autoveicoli devono pagare  entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione, ovvero con scadenza a:

  • dicembre 2019: pagamento dall’1 al 31 gennaio 2020;
  • gennaio 2020: pagamento dall’1 al 28 febbraio 2020;
  • aprile 2020: pagamento dall’1 maggio al 31 maggio 2020;
  • maggio 2020: pagamento dall’1 giugno al 30 giugno 2020;
  • luglio 2020: pagamento dall’1 agosto all’1 settembre 2020;
  •  agosto 2020: pagamento dall’1 al 30 settembre 2020;
  • settembre 2020: pagamento dall’1 al 31 ottobre 2020;
  • dicembre 2020: pagamento dall’1 al 31 gennaio 2021.

Fanno eccezione la Lombardia e il  Piemonte dove i termini sono quelli del 31 maggio 2020 per il bollo auto con scadenza ad aprile, del 30 settembre 2020 con scadenza ad agosto, e del 20 gennaio 2021 con scadenza a dicembre.

Esenzione bollo auto: chi ha diritto all’esenzione e come usufruirne

Sono esenti al pagamento tutti i soggetti disabili. La Legge italiana, infatti, mette a disposizione delle agevolazioni per quei soggetti che rientrano nelle categorie di disabili certificati con la Legge 104. Possono difatti usufruire dell’esenzione  i proprietari di auto che sono:

  • Non vedenti;
  • Sordi;
  • Disabili con handicap psichico o mentale titolari d’indennità di accompagnamento;
  • Disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni;
  • Soggetti disabili con ridotte o impedite capacità motorie.

Anche per le vetture elettriche c’è l’esenzione fino al quinto anno di vita, così come le auto storiche con almeno 30 anni di vita e le auto ibride acquistate nel 2019, le quali avranno 3 o 5 anni di contributo automobilistico gratuito.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto