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19 Gennaio 2019

Bollo auto 2019: scadenza, calcolo e novità esenzione

Bollo auto 2019
Bollo auto 2019

Bollo auto 2019

Ecco tutto quello che devi sapere prima di pagare il bollo auto 2019: calcolo, quando la scadenza e le novità sull’esenzione.

In questi giorni si sente parlare sempre più spesso di riforma, ma cosa cambia? quale la scadenza dei bolli? come si paga? entro quanto pagare? come calcolare il bollo con targa?

Quali sono le potenziali riforme di questa imposta? Si otterranno guadagni o svantaggi? Queste le domande a cui risponderemo oggi in questa guida.

La riforma sembra concretizzarsi sempre più e le cose potrebbero cambiare sia in positivo che in negativo per tanti automobilisti. Il calcolo potrebbe essere simile ad un sistema di bonus/malus e generalmente nelle polizze a responsabilità civile, in caso di incidente con propria colpa il premio del contratto è destinato ad aumentare, mentre se si è attenti, il costo della polizza può diminuire.

Un meccanismo di premi che riconosce al conducente un aiuto importante per chi non compromette la vita altrui. Ma un meccanismo del genere può funzionare anche per il sistema automobilistico?

Bollo auto 2019: quando scade e come si calcola il costo sul sito dell’agenzia delle entrate

Abbiamo visto come potrebbe concretizzarsi la riforma, ma come si calcola il costo? Quando scade?

Ecco alcune indicazioni per calcolarlo:

  • Potenza in kW: è possibile trovarla sulla carta di circolazione alla voce P.2 o dividendo per 1,35962 il valore della potenza in CV;
  • Classe ambientale, riportata sulla carta di circolazione alla voce V.9.

o se non si è pratici di dati auto, è possibile calcolare questo importante dato direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Ma perché il governo ha preso questa decisione?

Saranno principalmente due le strade su cui il governo vorrà ragionare. Nel primo caso il governo vorrà mantenere la tassa esattamente così come è, variando però l’importo in base all’inquinamento prodotto dal veicolo; La seconda ipotesi si baserebbe invece sui chilometri percorsi dall’auto, sulla falsa riga di quanto è stato pianificato in sede comunitaria con il bollo unico europeo. La tassa verrebbe così eliminata ma, in cambio, gli automobilisti si troveranno un aumento sul carburante ogni volta che andranno a fare il rifornimento. In questo secondo caso più si utilizza il mezzo, e più si paga. Ma a queste primissime due opzioni se ne aggiunge una terza: applicare una tassa fissa che si basi sulla classe ecologica dell’auto, a cui aggiungere una tariffa a consumo. Un mix tra le due opzione che sembra però essere complicata.

Novità bollo 2019: esenzione e prescrizione, come funziona

La riforma preannunciata, riprende le direttive dell’Unione Europea, trasformando il bollo auto da tassa di possesso a tassa al consumo. Ma chi sarà avvantaggiato?

  • Lo Stato risparmierebbe la gestione del pagamento del bollo auto.
  • Se fosse realmente pagata sulla benzina non dovremmo preoccuparci delle scadenze del bollo e seguire tutta la parte burocratica;
  • Gli automobilisti che percorrono pochi chilometri avrebbero un immediato risparmio.

E chi subirà danni invece? 

  • Se hai una macchina di vecchia generazione sarà difficile poter proseguire;
  • Chi con l’auto ci lavora. Il rapporto tra quello che avrebbe pagato di più il bollo e l’aumento annuo del costo del carburante forse sarebbe svantaggioso.
  • Essendo una tassa regionale, le amministrazioni locali vorranno continuare a beneficiare dagli incassi. Resta sempre un modo per incassare qualche soldo in più.

L’imposta quindi deve essere pagata da tutti coloro che, alla scadenza del termine utile per il pagamento, risultano essere proprietari del veicolo. Si calcola moltiplicando i kW per l’importo corrispondente alla classe ambientale del veicolo, al quale va poi sommata l’addizionale regionale. Per chi ha i kW che superano la soglia dei 100, è necessario applicare una tariffa diversa, a cui va aggiunta anche l’addizionale regionale.

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