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3 Marzo 2020

Chi era Andromeda nella mitologia greca: significato, storia e origini

Chi era Andromeda nella mitologia greca
Chi era Andromeda nella mitologia greca

Chi era Andromeda nella mitologia greca

Ecco chi era Andromeda nella mitologia greca: significato, storia e origini di un mito che ancora oggi ispira le arti e la musica; pensiamo alla canzone Andromeda di Elodie, presentata al Festival di Sanremo.

Vittima della superbia della madre e sacrificata dal padre in nome della ragione di Stato,  Andromeda è una delle figure più affascinanti della mitologia classica. Ma chi era?

Il mito di cui è protagonista accompagna la cultura occidentale, e non solo, da millenni. Sebbene la principessa riviva in epoca moderna grazie alla magia del cinema, la sua storia ha  origini antiche.

Attraverso il contributo letterario di autori greci e latini, è infatti possibile ricostruire la vicenda che l’ha resa celebre sino ai giorni nostri. Andromeda, letteralmente “colei che signoreggia sugli uomini”, era figlia dei sovrani d’Etiopia Cefeo e Cassiopea.

Fu chiamata a riparare le colpe della madre; la regina, infatti, aveva osato definirsi più bella delle Nereidi, scatenandone l’ira. Determinate a non lasciare impunita l’offesa subita, le ninfe del mare si rivolsero al dio Poseidone. Questi manifestò la sua furia distruttiva e inviò sulle coste del regno un terribile mostro marino.

Il re comprese che l’unico modo per salvare i suoi sudditi da una tale minaccia era quello di  sacrificare la figlia, offrendola in pasto alla creatura degli abissi. Andromeda fu quindi condotta verso la spiaggia ed incatenata ad uno scoglio, in attesa di compiere il suo destino.

Quando ormai la fine sembrava vicina, scorse nel cielo, a cavallo di un destriero alato, l’eroe Perseo, che la trasse in salvo e la prese in sposa.

Chi era Andromeda nella mitologia greca: cosa significa, breve storia, tra dei e costellazioni

Nonostante esistano numerose versioni del mito, la liberazione di Andromeda grazie all’intervento di Perseo, è comune a tutte le narrazioni. In particolare, i frammenti della tragedia euripidea, consentono di rievocare quel momento.

Legata ad una roccia ed in preda alla disperazione, la fanciulla, rassegnata a dover scontare il peccato di alterigia commesso dalla madre, piangeva per la dolorosa sorte imminente.

La tragedia stava per compiersi, quando inaspettatamente apparve nei cieli il coraggioso Perseo, in sella al cavallo alato Pegaso. Di ritorno dall’impresa contro la Gorgone Medusa, alla quale aveva tagliato la testa, il figlio di Zeus e Danae intravide la principessa d’Etiopia tra le acque e rimase colpito dalla sua bellezza. Innamorato della giovane, decise di salvarle la vita e di chiederne la mano; ricorrendo al potere pietrificante dello sguardo della Gorgone, riuscì ad eliminare il mostro e a celebrare la sua unione con Andromeda.

Tuttavia, l’arrivo di Fineo, zio della giovane e suo antico pretendente, interruppe i festaggiamenti per le nozze della coppia. Deciso a farsi giustizia e a reclamarla in sposa, l’uomo trasformò la  sala del banchetto in un campo di battaglia. Perseo si servì nuovamente del capo di Medusa per infliggere una dura sconfitta al rivale e ai guerrieri al suo seguito.

I protagonisti del mito generarono una lunga stirpe e al termine dei loro giorni insieme, gli dei decisero di trasformali in costellazioni; Perseo, Andromeda, Cefeo e Cassiopea, si ritrovarono così nella  sfera celeste a breve distanza gli uni dagli altri. La regina, infine, fu condannata a vagare in eterno intorno al Polo Nord.

Il significato esoterico del mito

La tradizione esoterica fornisce un’interessante spiegazione del mito; la principessa d’Etiopia rappresenterebbe l’animo umano, schiavo delle passioni e degli impulsi, e dunque incatenato alla dimensione terrena. Alla sua liberazione, corrisponde l’emancipazione dalla materia e l’elevazione al di sopra di essa.

Perseo, invece, archetipo dell’eroe, incarna la coscienza, ovvero la guida interiore che contribuisce ad orientare ed indirizzare l’uomo verso la completa realizzazione spirituale. Indica, inoltre, la possibilità di intraprendere dei passi avanti nella ricerca del proprio progetto di vita.

Il terrificante mostro marino, infine, sembra simboleggiare le forze oscure che albergano “l’io”profondo di ciascun individuo e che prendono il sopravvento ogni volta che questi cede alle pulsioni.

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