Rinvio apertura scuole e università dopo 3 aprile: ipotesi al vaglio

Daniela Saraco 19 Marzo 2020

Possibile rinvio apertura scuole e università dopo il 3 aprile 2020 e forse dopo Pasqua per emergenza Coronavirus: ipotesi del Ministro dell'Istruzione Azzolina al vaglio.

Ecco quali le considerazioni per gli esami di terza media, di maturità e universitari durante il periodo di prevenzione da Vovid-19. Intanto attivano nuove indicazioni dal Miur sulla didattica a distanza.

La proroga delle scuole chiuse per Coronavirus sembra inevitabile, il premier Conte è stato chiaro. Le scuole e le università italiane potrebbero subire un rinvio di apertura oltre il 3 aprile 2020.

Ma fino a quando ci sarà il rinvio della chiusura delle scuole in Italia, è troppo presto per dirlo, dunque non si ha ancora una data di riapertura. Il Governo non ha ancora deciso, ma la proroga della chiusura degli istituti scolastici ed universitari, ci sarà quasi sicuramente.

Già il Comitato tecnico scientifico riteneva  troppo breve il periodo di chiusura delle scuole con la riapertura al 3 aprile. Secondo il Comitato, infatti, la chiusura non avrebbe senso per meno di due mesi, dunque la  riapertura dovrebbe essere fissata per il 6 maggio 2020.

La grave situazione in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, non consente di sperare in una riduzione del contagio. Tra l’altro sono sempre più numerosi i casi di Coronavirus al Sud in particolare in Campania, dunque è possibile che il Governo decida un rinvio per la riapertura di scuole e università oltre il 3 aprile. L’epidemia di Coronavirus, infatti, non finirà nell’immediato. Ma maggiori aggiornamenti si avranno nelle prossime ore. Il 25 marzo è la data in cui finiranno però le disposizioni del DPCM varato l’11 marzo. E le misure più restrittive, quelle che hanno disposto la chiusura di bar, ristoranti e  attività di commercio, dovrebbero cessare.

Mentre fino al 3 aprile 2020 rimarranno in vigore le altre disposizioni del decreto #IoRestoaCasa. Il picco di morti e ricoveri in terapia intensiva  è previsto per la metà di aprile. Ecco perché ci sarà una proroga della chiusura delle scuole. Il Ministro Azzolina ha già annunciato che le scuole riapriranno quando il virus in Italia sarà ridotto al minimo. Vediamo le ipotesi possibili.

Possibile rinvio apertura scuole e università a dopo il 3 aprile e forse dopo Pasqua

Fino al prossimo 3 aprile, le scuole e le università restano chiuse, salvo per attività indifferibili.  La  ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, durante una video ha comunicato: “La norma approvata  prevede che il dirigente scolastico possa organizzare la didattica a distanza: il collaboratore scolastico che si occupava della vigilanza degli studenti o della pulizia delle scuole dovrà lavorare per dare una mano nella didattica a distanza. Tutto ciò che potrà essere fatto a distanza sarà fatto a distanza, eccetto le attività indifferibili .”

Ma cosa sono queste attività indifferibili? La Ministra spiega :”Ad esempio, ci sono delle scuole che hanno animali dentro. Qualcuno di quegli animali dovrà occuparsene. Altro esempio banalissimo: se un genitore ha bisogno di prendere un libro, potrà prendere un appuntamento e, rispettando le prescrizioni del Ministero della salute, andrà a prendere il suo libro.”

La scuola, dunque, non si ferma. Ma i ragazzi torneranno a scuola quando le autorità sanitarie comunicano che non c’è più pericolo. Stando all’ultimo bollettino, però, i contagi aumentano. In Italia sono 35713 i casi positivi e 2978 i morti. Ecco perchè è probabile un rinvio dell’apertura di scuole e università. Il Ministero ha, infatti, emanato una nota per dare indicazioni  sulla didattica a distanza. Questa nota fa dunque capire che le attività didattiche on line continueranno ancora a lungo. Per questo la chiusura di scuole e università sarà prorogata  fino a dopo Pasqua.

Scuole chiuse, esami di maturità a settembre e novità Invalsi

Le scuole e le università chiuse per Coronavirus subiranno una proroga delle misure restrittive, possibile rinvio apertura, oltre il 3 aprile. Il Miur sta lavorando per arrivare alla validità dell’anno scolastico. Tutti gli studenti, infatti,  continuano a studiare per essere ammessi all’anno successivo o per sostenere gli esami. L’anno , dunque, si concluderà. La ministra ha escluso un prolungamento oltre giugno. Ha comunque  confermato che la maturità cambierà. Si valuta uno snellimento delle prove per adeguarsi all’emergenza. 

Di conseguenza, con il possibile rinvio dell’apertura di scuole e università, tra gli studenti del quinto anno cresce la preoccupazione per gli esami di maturità. Ma quali sono le possibili  novità per i maturandi? L’esame di stato 2020 potrebbe escludere  l’interrogazione sull’alternanza scuola-lavoro e  le prove INVALSI .Non sembra, infatti, volontà del Ministero dell’Istruzione spostare le prove ad un’altra data. Oltre agli studenti, anche i  presidenti delle consulte provinciali  hanno inviato una  lettera indirizza alla ministra Azzolina, con alcune richieste, tra cui:

  •  la riduzione  dei requisiti per l’ammissione alla maturità 2020;
  • Sostituire la seconda prova con la tesina;
  • far svolgere  degli esami di maturità e di terza media a settembre 2020.

Solo il Miur può rispondere a queste richieste. Non resta altro, dunque, che aspettare nuove indicazioni dal Ministero.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto