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27 Marzo 2020

Ugo Foscolo: mappa concettuale, analisi del testo e frasi

Ugo Foscolo
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Ecco chi era Ugo Foscolo: storia, biografia, opere principali, mappa concettuale e analisi del testo con approfondimenti, frasi e citazioni del poeta.

Poeta, scrittore e traduttore italiano, Ugo Niccolò Foscolo è uno dei principali letterati del neoclassicismo e del preromanticismo. E’ inoltre uno dei maggiori esponenti letterati italiani del periodo a cavallo tra Settecento e Ottocento. E’, questo, il periodo in cui iniziano a manifestarsi in Italia le prime correnti neoclassiche e romantiche. La sua vita è caratterizzata fa viaggi e fughe, prevalentemente per motivi politici. Si sentirà così esule per tutta la vita, strappato dalla terra in cui nacque e crebbe. Tuttavia si legherà tanto all’Italia, al punto da considerarla madrepatria. Profondamente influenzato dalle opere di Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, le studierà con attenzione tanto da pubblicare i celebri Essays on Petrarch e il Discorso storico sul testo del Decamerone.

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Chi era Ugo Foscolo: biografia e analisi del testo > appunti per esami di scuola e università

Per capire chi era Ugo Foscolo, frasi, citazioni, appunti e biografia, ci aiuteranno a conoscerlo meglio.

Nato il 6 febbraio 1778 a Zante sotto il nome di Niccolò, è primogenito di quattro fratelli, il padre era un modesto medico e la madre figlia di un sarto. Il ragazzo trascorre parte della giovinezza in Dalmazia, per poi trasferirsi nel 1785 a Spalato. Qui compie gli studi nel Seminario arcivescovile, per poi finirli a Zante, dove torna in seguito alla morte del padre. Nel 1789 la madre si trasferisce a Venezia, mentre Ugo e Giovanni restano a Zante e Rubina e Costantino vanno a Corfù. Nel 1792 tutta la famiglia si ritrova a Venezia: qui il ragazzo frequenta le scuole tra il 1793 e il 1797. Sin da subito capisce che il suo grande amore è la letteratura, passione appoggiata anche dai professori. Al 1794 risalgono le prime odi e sonetti, ora perduti. Inizia poi a frequentare i salotti delle nobildonne veneziane, entrando in contatto con i letterati dell’epoca. L’amicizia con Melchiorre Cesarotti gli permetterà di affermarsi nel mondo del teatro.

Dopo vari viaggi torna in laguna. Il 17 ottobre 1797, in seguito al Trattato di Campoformio, deluso si dimette dagli incarichi pubblici e parte in esilio volontario. Viaggia molto, e in ogni città in cui si ferma inizia a collaborare con un giornale. In questo periodo inizia inoltre la stesura del romanzo epistolare Ultime lettere di Jacopo Ortis. Nel frattempo si arruola nella Guardia Nazionale, e successivamente per la Battaglia di Marengo. Sono questi anni di intensa attività letteraria, tra scritti inediti e traduzioni. A Londra passa i suoi ultimi anni in povertà, a causa della vita dispendiosa. Ormai malato terminale di tubercolosi, è assistito dalla figlia Floriana. Muore il 10 settembre 1827 a soli 49 anni.

Storia del Foscolo: mappa concettuale e opere principali

Frasi di Ugo Foscolo: citazioni e aforismi da condividere

Ecco una raccolta delle più belle frasi di Ugo Foscolo, citazioni famose tratte dalle sue migliori opere e aforismi d’amore e sulla vita da condividere per capire chi era il poeta.

  • L’odio è la catena più grave insieme e più abietta, con la quale l’uomo possa legarsi all’uomo.
  • Preparami un migliaio di baci, ch’io verrò stasera a succhiarli dalla tua bocca celeste.
  • Si può bensì anche in mezzo alle ingiustizie sentirsi giusto, forte e libero; e la dignità dell’uomo si vendica più nel sopportare nobilmente, che nel lamentarsi e gridare invano.
  • Una parte degli uomini opera senza pensare, l’altra pensa senza operare.
  • Quanto più ci ricorderemo delle persone perdute, e ci affliggeremo per esse, tanto più impareremo a imitare le lor buone qualità e ad amarle quantunque perdute.
  • Ogni lacrima insegna ai mortali una verità.
  • Sarei perduto s’io vivessi un solo momento senza di te. Confessalo, mia dolce amica: non ti accorgi che la mia passione va crescendo ogni più? che sarà di me se io continuo in questo stato di violenza e di ardore. Io mi credea il cuore logorato… e sento di non aver amato mai mai come ora.
  • Questo so bene: né per ripulse, né per favori, né per biasimi, né per lodi, mi rimuoverò mai dal mio proponimento.
  • Le sciocche e laide abitudini sono le corruzioni della nostra natura.
  • L’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentare con novità.
  • Il coraggio non deve dar diritti per soverchiare il debole.
  • Io non odio persona alcuna, ma vi son uomini ch’io ho bisogno di vedere soltanto da lontano. 
  • La beatitudine di sentirsi amaro addolcisce ogni dolore.
  • La noia proviene o da debolissima coscienza dell’esistenza, per cui non ci sentiamo capaci di agire; o da coscienza eccessiva, per cui vediamo di non poter agire quanto vorremmo. 
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