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8 Aprile 2020

Differenza tra sintomatico ed asintomatico: caratteristiche e consigli

Differenza tra sintomatico ed asintomatico
Differenza tra sintomatico ed asintomatico

Differenza tra sintomatico ed asintomatico

Ecco qual è la differenza tra sintomatico ed asintomatico: caratteristiche dei due stati e consigli sul come comportarsi per ciascuna condizione.

Abbiamo sentito spesso parlare di pazienti asintomatici o sintomatici,  in relazione al contagio da Covid-19 (Coronavirus). Ad espressioni come “asintomatico positivo”, “periodo di incubazione” riferiti a pazienti non ricoverati ed in apparente buona salute, quale significato attribuire?

Ma qual è la differenza tra sintomatico ed asintomatico? Quali sono le caratteristiche specifiche di queste due condizioni patologiche?

Entrambi gli stati, infatti, sono riscontrabili in caso di infezione virale (ebola, vaiolo, SARS, etc.) o di contrazione di una malattia generica. Ci si rifà, dunque, a tali espressioni per indicare delle divergenze di manifestazione di sintomi che interessano il nostro organismo.

Andiamo, però, a fare ulteriore chiarezza sugli aspetti peculiari di chi è asintomatico e malato. In tal senso, riportiamo anche il parere sanitario di un esperto del mondo della biologia molecolare, il dottor Fabio Forino.

Qual è la differenza tra sintomatico ed asintomatico: sintomi per riconoscere il paziente

Dopo aver tracciato una panormaica sui due argomenti oggetto della nostra analisi, andiamo ora a vedere qual è la differenza tra sintomatico ed asintomatico:

  • Sintomatico: con tale termine s’indica solitamente un individuo che presenta sintomi derivanti da una data patologia. La manifestazione di segnali specifici generati dal nostro corpo, permette di delineare con una certa esattezza la malattia di cui si è affetti e di conseguenza il percorso terapeutico da affrontare. Rifacendoci all’esempio più comune, quello dell’influenza, essa attraverso l’infezione dell’apparato respiratorio causa una sintomatologia varia che va dal raffreddore al mal di gola, o ancora emicrania ed aumento della temperatura corporea. Ciascuno di questi elementi altro non è che un segno evidente della contrazione della patologia.
  • Asintomatico: diverso è il caso dell’individuo asintomatico: esso, infatti, non presenta segnali riconoscibili della malattia, il che rende, quindi, più complicata la diagnosi. Il fatto che non ci sia poi una manifestazione chiara di sintomi non è indizio che la persona sia sana. Basti pensare alla epidemia (divenuta poi pandemia) da Covid-19. In questo caso, i pazienti asintomatici, pur non avendo accusato le sofferenze avvertite dai contagiati, dal test del tampone sono risultati anch’essi positivi e quindi a loro volta contagiosi. Nella fattispecie, si parla in una simile circostanza, di portatore sano.

Riepilogando, ciò che emerge con fermezza, è che ci sono delle sfumature molto sottili a livello interpretativo tra i due concetti. Tuttavia è possibile affermare che la discriminante tra le due definizioni è data dalla manifestazione o meno di una sintomatologia.

Cosa devono fare i pazienti sintomatici ed asintomatici: consigli esperto

Avendo appurato quindi che esiste una differenza più o meno evidente tra il concetto di sintomatico e quello di asintomatico, spostiamo ora il focus su un altro aspetto. Come comportarsi in ciascuna delle due condizioni:

  • Sintomatico: un paziente che di norma ha problemi come raffreddore, tosse, influenza, contatta il proprio medico curante e lo mette al corrente della situazione. Quest’ultimo poi provvederà a prescrivergli le adeguate scelte farmacologiche atte alla risoluzione, sulla base dei sintomi. In riferimento all’attualità poi, l’emergenza da Covid-19 richiede che con l’aggiunta di difficoltà respiratorie (oltre ai soliti sintomi febbrili), si debba avvisare sia il medico curante che i numeri verdi telefonici regionali di riferimento. Ciò è utile per garantire così una sinergia fra le due parti in funzione di un adeguato intervento di soccorso. In tal senso si scongiura anche un’eventuale corsa del paziente verso la struttura ospedaliera più vicina”.
  • Asintomatico: di norma questa categoria di persone rende difficile il trattamento, in quanto ignari di avere contratto alcuna malattia. Solitamente proprio questa situazione rende difficile il venirne a conoscenza. In relazione poi alla situazione di emergenza da Covid-19, sarebbe preferibile evitare il più possibile la presenza di persone di tale categoria. Il tutto al fine di evitare che altri possano ammalarsi ed avere problemi che possano compromettere gravemente la propria salute“.
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