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30 Aprile 2020

Festa del lavoro 1 maggio: origini e storia festa dei lavoratori

Festa del lavoro 1 maggio
Festa del lavoro 1 maggio

Festa del lavoro 1 maggio

Dal significato della festa del lavoro del 1 maggio alle origini e storia della festa dei lavoratori: quando è stata creata, dove e perché.

Il primo maggio, festa del lavoro, affonda le sue origini nella storia del mondo del lavoro. Il punto di partenza, il primo evento che ha determinato profonde trasformazioni nella vita degli operai, risale a sabato 1 maggio 1886. Quel giorno, a Chicago, i sindacati americani lanciarono un movimento di protesta per ridurre la giornata lavorativa ad 8 ore. Uno sciopero, intrapreso da 200.000 dipendenti, che ha paralizzato molte fabbriche. La data del 1 maggio non fu casuale. A Chicago, ed in tutti gli Stati Uniti in generale, questo è il giorno in cui tradizionalmente le società americane eseguono i calcoli del loro anno contabile.

Per socialisti e comunisti, in passato la festa del lavoro era un’occasione per parlare, sfilare, fare una protesta coscienziosa.

D’altronde la storia della festa del lavoro ha origine proprio da una protesta organizzata il primo maggio del 1886. Circa 200.000 operai statunitensi si sono riuniti per organizzare un sciopero nazionale con l’obiettivo di ridurre la giornata lavorativa a  otto ore, come anticipato. Ma in realtà i sindacati non volevano affatto un semplice sciopero: quelle proteste iniziate il 1 maggio facevano parte di ciò che divenne noto come l’affare Haymarket.

Il 1 ° maggio di quell’anno, Chicago (insieme ad altre città) fu sede di un’importante manifestazione sindacale a sostegno della giornata lavorativa di otto ore. Le proteste di Chicago dovevano durare diversi giorni, paralizzando pertanto l’economia per un lungo periodo. Tanto che il 3 maggio, uno sciopero nella fabbrica di McCormick Reaper in città sfociò in violenza. Quindi il giorno successivo, un incontro pacifico in Haymarket Square diede vita a qualcosa di realmente significativo.

Significato della festa del lavoro del 1 maggio: perchè si festeggiano i lavoratori in questa data

I cronisti del tempo che hanno descritto quell’incontro decisivo per la storia della festa del lavoro. E raccontano che pochi minuti dopo le dieci della notte del 4 maggio 1886, una tempesta scoppiò propri sulla città di Chicago. Mentre cadevano le prime gocce di pioggia, una folla in Haymarket Square, nel quartiere dei magazzini, iniziò a sparpagliarsi. Alle otto c’erano 3000 persone, che ascoltavano gli anarchici che denunciavano la brutalità della polizia, e continuavano ad insistere per avere una giornata lavorativa di otto ore. Ma alle dieci c’erano solo poche centinaia di persone.

Mentre l’ultimo manifestante stava terminando il suo discorso, un gruppo di 180 poliziotti aveva iniziato a marciare dalla stazione a un isolato di distanza per interrompere ciò che rimaneva dell’incontro. Si fermarono quindi vicino ai manifestanti e il capitano dei poliziotti ordinò ai manifestanti di disperdersi. A quel punto gli operai spiegarono che si trattava di un raduno pacifico, ma una bomba esplose nei ranghi della polizia, ferendo 67 poliziotti, ed uccidendone 7. La polizia aprì il fuoco, uccidendo diversi uomini e ferendone 200.

La protesta è continuata e il bilancio di quegli scontri è tragico: una dozzina di morti ufficiali. Seguirà la condanna a morte di cinque anarchici. La tragedia di Haymarket è diventata parte della storia degli Stati Uniti. Nel 1889, la Conferenza Socialista Internazionale dichiarò che, in commemorazione dell’affare Haymarket, il 1 ° maggio sarebbe stata una festa internazionale per il lavoro, ora conosciuta in molti luoghi come la Giornata internazionale dei lavoratori.

Tre anni dopo, il congresso della 2a socialista internazionale riunito a Parigi per il centenario della Rivoluzione francese, decide di fare del 1 ° maggio una “giornata internazionale dei lavoratori” con l’obiettivo di imporre le otto ore lavorative per tutti i settori produttivi, e non solo. E dal 1890, i manifestanti mostrarono un triangolo rosso che simboleggiava la loro triplice affermazione: 8 ore di lavoro, 8 ore di sonno, 8 ore di svago.

Origini della festa dei lavoratori storia de primo maggio

Dopo questi episodi, i lavoratori di tutto il mondo cercavano di emanciparsi dalla rigidità imposta dal mercato. Due anni dopo il congresso a Parigi, la festa divenne ufficiale anche in Italia. Per capire la storia della festa del lavoro in Italia, basta ricordare il testo di un manifesto appeso a Napoli nel 1890 che recitava: “Lavoratori ricordatevi il 1° Maggio di far festa. In quel giorno gli operai di tutto il mondo, coscienti dei loro diritti, lasceranno il lavoro per provare ai padroni che, malgrado la distanza e la differenza di nazionalità, di razza e di linguaggio, i proletari sono tutti concordi nel voler migliorare la propria sorte e conquistare di fronte agli oziosi il posto che spetta a chi lavora. Viva la rivoluzione sociale! Viva l’Internazionale!”.

Il governo Crispi usò impegnative misure di prevenzione per sventare la manifestazione del 1° Maggio. “La manifestazione del 1° Maggio ha in ogni caso superato di molto tutte le speranze riposte in essa da socialisti e da operai progrediti.” Antonio Labriola, esponente socialista, si dichiarò comunque soddisfatto perché la manifestazione che si tenne in Italia nel 1890 superò di gran lunga le aspettative. Nacque da allora la tradizione del 1° Maggio, un’occasione di “festa e di lotta” che riuniva tutti i movimenti operai europei.

Durante il Fascismo l’evento fu spostato al 21 Aprile, in quanto il regime ritenne sovversive le celebrazioni svolte in occasione del 1° Maggio. Nel dopoguerra la situazione fu riportata alla normalità. Nella storia della Repubblica il 1° Maggio fu un evento politico e che risente dell’influenza dal governo in carica. Solo nel 1970 tutti i lavoratori ricominciarono a celebrare la festa del lavoro tutti insieme, senza distinzioni politiche. Ad oggi, indubbiamente la festa non ha più il valore di prima, ed è un’occasione per condividere riflessioni e cartoline di auguri. Oggi il 1° Maggio è un giorno di festa più che di rivendicazione. Non a caso dagli anni ’90 l’evento più grande consiste nell’organizzazione del “concertone” a Roma, Taranto o altre città.

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