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28 Aprile 2020

Retta asilo in assenza servizio per Coronavirus: Diritti e Codacons

Retta asilo in assenza servizio per Coronavirus
Retta asilo in assenza servizio per Coronavirus

Retta asilo in assenza servizio per Coronavirus

Quando e in quali casi è dovuta la retta dell’asilo nido e scuola dell’infanzia in assenza servizio per causa Coronavirus: a chi spetta il rimborso della quota, come ottenerlo, quali sono i diritti dei genitori.  I consigli dell’esperto in materia, l’avvocato Luigi Lupone e modello esposto del Codacons.

Il Covid 19, da quasi due mesi ha messo al tappeto non solo le aziende, ma anche le scuole costringendo alla chiusura. Molte famiglie, però, hanno già versato la retta dell’asilo, annuale o mensile. E che l’asilo sia privato o comunale, è giusto che abbiano un rimborso in assenza di servizio. Ma se l’asilo è chiuso per Coronavirus, il rimborso della quota mensile a chi spetta? A spiegare ai genitori come fare per avere la retta rimborsata, c’è anche l’esposto del Codacons. Il decreto legge varato per contenere il contagio dovuto al Covid 19, ha previsto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

Nonostante la fase due sembri alle porte, gli asili e scuole materne resteranno ancora chiusi per Covid-19 ancora diversi mesi. Il Codacons, un’associazione per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori, ha presentato, più di un mese fa un esposto. Con esso, si è cercato di capire come ottenere il rimborso della retta pagata agli asili nido, privati e comunali. L’associazione ha messo a disposizione anche un modulo ad hoc per tentare di rivendicare tale diritto, facendo presente la situazione.

Ma bisogna pagare per l’asilo chiuso per Coronavirus? In qualche caso sono stati gli stessi comuni a finanziare gli asili, che hanno immediatamente rimborsato le rette. In altri, invece, l’asilo privato non ha fornito, o non è stato in grado di fornire, chiare indicazioni e i genitori vivono nel limbo di aver perso la loro quota.

Ne abbiamo parlato con l’avvocato Luigi Lupone, che ci ha gentilmente illuminato sulla vicenda. A lui abbiamo chiesto “Come ottenere il rimborso per la retta già corrisposta all’asilo nido?” “Come fare la richiesta per il rimborso delle quote già pagate?”

Cosa prevede la legge sulla retta asilo nido in assenza di servizio e chiusura per Coronavirus

All’avv. Lupone abbiamo, innanzitutto chiesto cosa prevede la legge sulla retta dell’asilo nido, in assenza di servizio a causa della chiusura per il Coronavirus. “In primis, va specificato che non esiste ad oggi una legge che regoli la disciplina di “eventuali” rimborsi per le rette degli asili. La normativa di riferimento, ad oggi, è il Decreto “Cura Italia” che è il provvedimento con il quale il Governo ha cercato di ovviare alle tante difficoltà venutesi a creare a causa dell’emergenza Coronavirus”.

A chi spetterebbe allora? “Resta fermo il diritto a percepire il rimborso per il pagamento della retta per le mensilità riferite al periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia, sulla base della documentazione attestante l’effettivo sostenimento della spesa. – dice Luigi Lupone – “In altre parole, si potrà richiedere il rimborso delle rette se effettivamente e precedentemente pagate.”

Rimborso retta asilo nido pubblico e privato: le differenze

Come regolarsi, allora per il rimborso della retta dell’asilo? “La prima considerazione che è opportuno fare è differenziare i casi in cui si tratti si  asilo sia pubblico o privato. In caso di asilo privato, il rapporto tra utente e servizio è disciplinato inevitabilmente da un contratto privato, il quale prevede clausole che regolano le singole fattispecie ed i singoli eventi. In particolare bisognerà verificare se il pagamento è stato pattuito con un’unica rata annuale o mensile. La differenza è sostanziale. Come è ovvio, se il pagamento è stato disposto con rata mensile, e nei mesi di Marzo ed Aprile il servizio non è stato reso, il corrispettivo mensile non sarà certamente versato“.- specifica l’avvocato Luigi Lupone –

E se, invece, la retta pagata preveda un “abbonamento” annuale? “Nel caso in cui si trattasse, di “abbonamento” annuale, bisognerebbe spulciare le singole clausole del contratto per valutare i casi di rimborso. Ad es. una struttura (rectius asilo) potrebbe avere inserito una clausola che preveda il pagamento del corrispettivo anche in caso di non frequentazione del bambino. (per motivi di salute, maltempo, causa forza maggiore, ecc.). In questo caso, potrebbe rifiutarsi di rimborsare il quantum relativo ai mesi nei quali il servizio non è stato reso.

Ad ogni modo, recentemente, l’Inps ha chiarito che l’erogazione del bonus asilo nido avviene in base all’effettivo sostenimento dell’onere di pagamento della retta da parte del genitore richiedente, tenuto poi a presentare i documenti giustificativi della spesa. Non è richiesta, invece, la documentazione attestante l’effettiva frequenza del minore presso l’asilo nido. (circostanza che potrebbe non essersi verificata, ad esempio, nei periodi di malattia del minore)”.

E gli asili nido pubblici, invece? “Per gli asili pubblici invece, in assenza di una chiara normativa nazionale, le scelte sono riversate sulle amministrazioni locali. Il singolo comune infatti potrà decidere se procedere con il rimborso delle rette già versate o proporre un buono di anticipazione sulle future rette da versare. Resta inteso che le agevolazioni del “bonus asilo nido” dell’Inps, già esistenti prima dell’emergenza Covid19, anche nel caso di asili pubblici non subiranno alcuna modifica.”- Sostiene l’avvocato Lupone.

Come chiedere rimborso rette asilo nido in assenza servizio per Covid-19

La domanda sorge spontanea. Come fare, dunque, per chiedere il rimborso della retta dell’asilo nido, pubblico e privato, in assenza di servizio e per chiusura causata dal Coronavirus? “Come detto, non esiste una normativa espressa sui rimborsi delle rette per gli asili. E’ consigliabile (nel caso di asili pubblici) protocollare un’istanza al Comune di riferimento nella quale si richiede il rimborso delle rette sostenute per i mesi nei quali non si è potuto usufruire del servizio a causa del coronavirus. Per gli asili privati, invece, la disciplina è quella contrattuale prevista dal Codice Civile. Saranno quindi le singole parti (Asilo/utente) a valutare eventuali accordi diversi per i mesi nei quali l’accesso alla struttura era vietato.” – Chiude l’avvocato Lupone.

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