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Retta asilo in assenza servizio per Coronavirus: Diritti e Codacons

Redazione Controcampus 28 Aprile 2020
R. C.
16/09/2021

Quando e in quali casi è dovuta la retta dell'asilo nido e scuola dell'infanzia in assenza servizio per causa Coronavirus: a chi spetta il rimborso della quota, come ottenerlo, quali sono i diritti dei genitori.



 I consigli dell’esperto in materia, l’avvocato Luigi Lupone e modello esposto del Codacons.

Il Covid 19, da quasi due mesi ha messo al tappeto non solo le aziende, ma anche le scuole costringendo alla chiusura. Molte famiglie, però, hanno già versato la retta dell’asilo, annuale o mensile. E che l’asilo sia privato o comunale, è giusto che abbiano un rimborso in assenza di servizio. Ma se l’asilo è chiuso per Coronavirus, il rimborso della quota mensile a chi spetta? A spiegare ai genitori come fare per avere la retta rimborsata, c’è anche l’esposto del Codacons. Il decreto legge varato per contenere il contagio dovuto al Covid 19, ha previsto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

Nonostante la fase due sembri alle porte, gli asili e scuole materne resteranno ancora chiusi per Covid-19 ancora diversi mesi. Il Codacons, un’associazione per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori, ha presentato, più di un mese fa un esposto. Con esso, si è cercato di capire come ottenere il rimborso della retta pagata agli asili nido, privati e comunali. L’associazione ha messo a disposizione anche un modulo ad hoc per tentare di rivendicare tale diritto, facendo presente la situazione.

Ma bisogna pagare per l’asilo chiuso per Coronavirus? In qualche caso sono stati gli stessi comuni a finanziare gli asili, che hanno immediatamente rimborsato le rette. In altri, invece, l’asilo privato non ha fornito, o non è stato in grado di fornire, chiare indicazioni e i genitori vivono nel limbo di aver perso la loro quota.

Ne abbiamo parlato con l’avvocato Luigi Lupone, che ci ha gentilmente illuminato sulla vicenda. A lui abbiamo chiesto “Come ottenere il rimborso per la retta già corrisposta all’asilo nido?” “Come fare la richiesta per il rimborso delle quote già pagate?”

Cosa prevede la legge sulla retta asilo nido in assenza di servizio e chiusura per Coronavirus

All’avv. Lupone abbiamo, innanzitutto chiesto cosa prevede la legge sulla retta dell’asilo nido, in assenza di servizio a causa della chiusura per il Coronavirus. “In primis, va specificato che non esiste ad oggi una legge che regoli la disciplina di “eventuali” rimborsi per le rette degli asili. La normativa di riferimento, ad oggi, è il Decreto “Cura Italia” che è il provvedimento con il quale il Governo ha cercato di ovviare alle tante difficoltà venutesi a creare a causa dell’emergenza Coronavirus”.

A chi spetterebbe allora? “Resta fermo il diritto a percepire il rimborso per il pagamento della retta per le mensilità riferite al periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia, sulla base della documentazione attestante l’effettivo sostenimento della spesa. – dice Luigi Lupone – “In altre parole, si potrà richiedere il rimborso delle rette se effettivamente e precedentemente pagate.”

Rimborso retta asilo nido pubblico e privato: le differenze

Come regolarsi, allora per il rimborso della retta dell’asilo? “La prima considerazione che è opportuno fare è differenziare i casi in cui si tratti si  asilo sia pubblico o privato. In caso di asilo privato, il rapporto tra utente e servizio è disciplinato inevitabilmente da un contratto privato, il quale prevede clausole che regolano le singole fattispecie ed i singoli eventi. In particolare bisognerà verificare se il pagamento è stato pattuito con un’unica rata annuale o mensile. La differenza è sostanziale. Come è ovvio, se il pagamento è stato disposto con rata mensile, e nei mesi di Marzo ed Aprile il servizio non è stato reso, il corrispettivo mensile non sarà certamente versato“.- specifica l’avvocato Luigi Lupone –

E se, invece, la retta pagata preveda un “abbonamento” annuale? “Nel caso in cui si trattasse, di “abbonamento” annuale, bisognerebbe spulciare le singole clausole del contratto per valutare i casi di rimborso. Ad es. una struttura (rectius asilo) potrebbe avere inserito una clausola che preveda il pagamento del corrispettivo anche in caso di non frequentazione del bambino. (per motivi di salute, maltempo, causa forza maggiore, ecc.). In questo caso, potrebbe rifiutarsi di rimborsare il quantum relativo ai mesi nei quali il servizio non è stato reso.

Ad ogni modo, recentemente, l’Inps ha chiarito che l’erogazione del bonus asilo nido avviene in base all’effettivo sostenimento dell’onere di pagamento della retta da parte del genitore richiedente, tenuto poi a presentare i documenti giustificativi della spesa. Non è richiesta, invece, la documentazione attestante l’effettiva frequenza del minore presso l’asilo nido. (circostanza che potrebbe non essersi verificata, ad esempio, nei periodi di malattia del minore)”.

E gli asili nido pubblici, invece? “Per gli asili pubblici invece, in assenza di una chiara normativa nazionale, le scelte sono riversate sulle amministrazioni locali. Il singolo comune infatti potrà decidere se procedere con il rimborso delle rette già versate o proporre un buono di anticipazione sulle future rette da versare. Resta inteso che le agevolazioni del “bonus asilo nido” dell’Inps, già esistenti prima dell’emergenza Covid19, anche nel caso di asili pubblici non subiranno alcuna modifica.”- Sostiene l’avvocato Lupone.

Come chiedere rimborso rette asilo nido in assenza servizio per Covid-19

La domanda sorge spontanea. Come fare, dunque, per chiedere il rimborso della retta dell’asilo nido, pubblico e privato, in assenza di servizio e per chiusura causata dal Coronavirus? “Come detto, non esiste una normativa espressa sui rimborsi delle rette per gli asili. E’ consigliabile (nel caso di asili pubblici) protocollare un’istanza al Comune di riferimento nella quale si richiede il rimborso delle rette sostenute per i mesi nei quali non si è potuto usufruire del servizio a causa del coronavirus. Per gli asili privati, invece, la disciplina è quella contrattuale prevista dal Codice Civile. Saranno quindi le singole parti (Asilo/utente) a valutare eventuali accordi diversi per i mesi nei quali l’accesso alla struttura era vietato.” – Chiude l’avvocato Lupone.

© Riproduzione Riservata
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Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto