Decreto Rilancio scuola e università: cosa prevede la manovra

Daniela Saraco 15 Maggio 2020

Cosa prevede il Decreto Rilancio per il comparto scuola e università contro la crisi economica del Coronavirus: quali sono le misure adottate dal Governo nel DL Rilancio  fondi stanziati e nuove assunzioni.

Gli italiani hanno dovuto consultare diversi decreti legge durante l’emergenza sanitaria da Covid-19.

Dal 23 febbraio sono stati emessi  otto dpcm più altri decreti legge. Tra #iorestoacasa,  il Cura Italia fino all’ultimo annunciato da poco e battezzato Decreto Rilancio, il Governo cerca di dare soluzioni alla grave crisi che ha colpito l’Italia.

Il Presidente del consiglio Giuseppe Conte, dopo giorni di trattative, ha presentato i contenuti del decreto.

Varie le misure adottate per investimenti ed azioni economiche in aiuto della popolazione. Inoltre il comparto Scuola è al centro dell’azione di governo.

Saranno, infatti, stanziati 1 miliardo e 450 milioni in due anni che verranno destinati alla scuola per programmare un rientro a settembre in piena sicurezza.  Il Governo da’ un segnale chiaro anche alla stabilizzazione dei docenti. Ci saranno 16mila nuovi posti per insegnanti che, quindi, a regime arriveremo a 78mila nuovi insegnanti di ruolo.

Saranno spesi 40 milioni di euro per gli esami di maturità che si svolgeranno a giugno in presenza.  Questo soldi servono per garantire la pulizia e la sanificazione degli ambienti scolastici. Inoltre hanno previsto la dotazione dei dispositivi di sicurezza individuali  da utilizzare per studenti e  personale scolastico durante le attività in presenza.

Ma la vera sorpresa riguarda il mondo dell’università. Sono previsti, infatti, 1 miliardo e 400 milioni per il rafforzamento del sistema universitario e del sistema della ricerca. Dunque, il Coronavirus ha fatto capire quanto è importante ampliare il sistema della ricerca. Ci saranno 4mila nuovi ricercatori. Vediamo nel dettaglio cosa prevede il Decreto Rilancio per scuola e università.

Cosa prevede il Decreto Rilancio per la scuola: nuovi concorsi ordinari e straordinari per docenti

La nuova manovra prevede quasi 1,5 miliardi per far ripartire la scuola. Ci sarà la stabilizzazione dei precari con l’occupazione di 16 mila posti di docente. Dunque, a settembre, ci saranno 32 mila posti aggiuntivi all’avvio dell’ anno scolastico. Metà delle nuove assunzioni saranno fatte attraverso il concorso ordinario. Altre 8 mila saranno effettuate con il concorso straordinario. Se le classi saranno divise e nuovi docenti saranno assunti in copertura, cresceranno anche le spese a carico degli Enti Locali. Per assicurare personale e servizi a sostegno dell’istruzione occorrono anche  maggiori assistenti per gli alunni con disabilità.

Ma quali le misure per la scuola dei più piccoli? Sono molte le preoccupazioni per la ripresa della scuola dell’infanzia. I bambini sono piccoli e non autonomi nella gestione delle misure di sicurezza. Il Decreto Rilancio prevede 65 milioni per le sole scuole paritarie dell’infanzia. Altri 331 milioni  servono per finanziare l’acquisto di dispositivi e  migliorare la connettività. Infine 80 milioni servono  per coprire le mancate rette dei bambini della fascia da 0 a 6 anni. I contributi sono ripartiti tra gli uffici scolastici regionali in proporzione alla popolazione residente in età compresa tra zero e sei anni di età. Questi soldi sono in favore dei servizi educativi e delle istituzioni scolastiche dell’infanzia non statali.

I  Dirigenti scolastici sono comunque preoccupati delle responsabilità da affrontare nel corso del nuovo anno scolastico. La ministra Azzolina ha assicurato: “Stiamo lavorando per far sì che non ricada tutto sulle vostre spalle a settembre. Ci saranno regole chiare, applicabili e anche flessibili rispetto alle caratteristiche di ciascun istituto“.

Le nuove misure per le università del DMCP di rilancio economico

La vera sorpresa della nuova manovra riguarda le università. Gli Atenei sono ancora chiusi e i corsi universitari sono gestiti in modalità a distanza. Il Governo comunque sta studiando un piano per il rientro in assoluta sicurezza degli studenti.  Inoltre sono tanti gli investimenti disponibili per la ricerca e l’università. In un primo momento erano previsti 300 milioni, per arrivare  poi a 1,4 miliardi. Le risorse servono per rafforzare il sistema universitario, ridurre le tasse e aumentare le borse di studio per gli studenti. Inoltre saranno  assegnati 4mila posti da ricercatore oltre ai 1600 già deliberati.  Ma quanti soldi sono stati stanziati durante l’emergenza sanitaria? Il mondo universitario ha assunto un ruolo davvero importante. Molti  sono gli investimenti programmati. Nello specifico:

  • 70 milioni sono destinati ad aiutare studenti e docenti a superare il digital divide,
  • 175 milioni servono  ad assicurare uno sconto sulle tasse universitarie,
  • 40 milioni vanno a rimpinguare il Fondo integrativo statale  sulle borse di studio.

Il Decreto Rilancio valorizza anche il dottorato di ricerca. Il DL riconosce la possibilità di prorogare la durata degli assegni di ricerca. Inoltre, ai dottorandi che concludono la loro attività nell’anno accademico 2019/20 viene concessa una proroga di due mesi della loro borsa.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto