Fotografi matrimoni a rischio fallimento per Coronavirus: cosa fare

Daniela Saraco 7 Maggio 2020

Con la crisi generata dal Coronavirus i fotografi per matrimoni sono a rischio fallimento e tra i professionisti ad aver maggiormente accusato il colpo, e che ora sono a rischio chiusura delle loro attività.

L’appello di un professionista per eventi alle istituzioni: “nessun aiuto per noi, rischio fallimento per l’intera categoria”. L’emergenza Coronavirus ha costretto gli sposi a rinviare i matrimoni a data da destinarsi.

E in questo contesto instabile e imprevedibile, c’è tutto l’indotto del wedding a patire la crisi, e quindi diversi professionisti che non sanno ancora quando effettivamente potranno riprendere a lavorare.

Aziende di abiti da sposa, strutture alberghiere e ristoranti, musicisti, truccatori, wedding planner e fotografi vivono un profondo disagio dettato da questa condizione di incertezza.

Se da un lato la scelta migliore, per chi desidera celebrare le nozze in maniera classica, è rinviare la fatidica data, dall’altro il rischio di fallimento per questi imprenditori è davvero alto. Secondo gli esperti, infatti, prima di settembre-ottobre è improbabile che si possano celebrare le nozze, e non solo.

Non si celebrano battesimi, comunioni, promesse di matrimonio, feste di 18 anni, feste di laurea ed altri eventi che siamo soliti immortalare con la fotografia: manifestazioni annullate a causa del Coronavirus e della quarantena, e i fotografi matrimoni a rischio fallimento soprattutto per queste ragioni.

Questi professionisti non possono in nessun modo sopperire alla mancanza di lavoro e di entrate economiche. Controcampus ha raccolto la testimonianza di Francesco Cataldo, professionista del settore, per meglio comprendere le conseguenze e le possibili soluzioni che si stanno adottando per far fronte all’emergenza.

Chiudono attività i fotografi matrimoni, a rischio fallimento causa Coronavirus, come resistere

Per tanti professionisti come i fotografi per matrimoni a rischio fallimento dopo mesi di inattività, le soluzioni proposte da Governo e Regioni, non sono state sufficienti a contenere i danni provocati dal Covid-19.

In particolare il settore del wedding sta affrontando più degli altri conseguenze tremende, perché la maggior parte degli eventi sono rimandati a data da destinarsi. Proprio alle soglie dell’inizio della stagione cruciale per tutti i professionisti che operano nel settore. Queste categorie in Italia riescono a produrre 40 miliardi l’anno di fatturato. Lo stop delle cerimonie è destinato a durare a lungo. L’ipotesi più reale prevede che le feste non potranno riprendere prima di un anno. Ma il Governo crede davvero che questi professionisti possano sopravvivere così a lungo senza entrate economiche?

Lo abbiamo chiesto a Francesco Contaldo, che rappresenta la categoria dei fotografi per matrimoni: “Gli aiuti da parte del Governo per noi non sono stati validi. Possiamo godere solo del bonus di 600 euro per la partita iva. Anche se l’importo non è ancora arrivato.  Difatti, il nostro codice ateco non rientra nei bonus per le imprese. Dobbiamo essere per forza positivi e augurarci che gli sposi possano pensare a matrimoni autunnali piuttosto che invernali. L’industria del wedding è enorme e  tantissime categorie vivono di questo settore. Le piccole cerimonie, tipo compleanni e lauree, sono per noi eventi comunque importanti. Ma sicuramente queste feste non celebrate non saranno più festeggiate. Abbiamo perso tanto. Speriamo solo che presto venga trovato un vaccino per non ritrovarci mai più in questa situazione

Dunque oltre l’emergenza sanitaria, c’è un reale problema economico che investe tutto il Paese. Tra gli stagionali che non verranno assunti e i professionisti che non lavorano, i numeri da non sottovalutare sono altissimi.

Come cambia il matrimonio per fotografi ai tempi del Covid-19: cosa fare

Da quando è scattata l’emergenza Coronavirus il  mondo del wedding è completamente fermo e molti fotografi matrimoni sono a rischio fallimento e chiusura delle loro attività.

I ristoratori hanno chiuso le porte delle loro strutture, gli stilisti hanno fermato la produzione delle collezioni,   i wedding planner e i floral designer hanno sospeso le loro attività. Tutto il sistema degli eventi  è congelato. Il quadro generale è senza dubbio catastrofico.

Tra gli addetti ai lavori c’é tanta preoccupazione e incertezza per il futuro. Quali sono le precauzioni da adottare? Francesco spiega: “ Le norme di sicurezza che i fotografi devono rispettare sono dettate  dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato. Le prime regole prevedono di ricevere i clienti per appuntamento, uno alla volta, con l’utilizzo di guanti e mascherine. I luoghi di lavoro e le attrezzature devono essere sempre  igienizzate.”

Ma come cambieranno i matrimoni dopo l’emergenza? Francesco conclude così:” La fotografia trasmette emozioni. Le racconta con la miglior luce possibile, come un quadro. Ma significa anche attualità, reportage. Fotografare una coppia di sposi con la mascherina significa creare un archivio storico di grande importanza. Perchè, nonostante tutte le limitazioni, le preoccupazioni e i divieti, l’amore oltrepassa ogni cosa. Anche il coronavirus!”

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto