Bonus 800 euro partite Iva a maggio, non bisogna rifare la domanda

Daniela Saraco 27 Aprile 2020

Non bisogna rifare la domanda per il bonus 800 euro per liberi professionisti e partite IVA compresi avvocati, commercialisti, commercianti e artigiani che ne hanno diritto secondo i requisiti previsti nel reddito di emergenza, ma basta un click.

Per il bonus 800 euro i requisiti restano gli stessi del precedente sussidio del Coronavirus da 600 euro. Ad aprile stagionali quali braccianti agricoli, professionisti e cococo percepiranno un nuovo sussidio. Ma il bonus Partite Iva di 800 euro quando quando viene erogato? Bisogna rifare la domanda o automatico? Su come richiederlo e a fare luce sulle ulteriori questioni relative al bonus coronavirus, o meglio sul REM, c’è l’esperto, Dottore Augusto Di Vuolo.

La pandemia da Covid-19 ha messo in ginocchio l’economia dell’intero paese. Il Governo, dal suo canto, studia come sostenere la popolazione con incentivi.

Sono stati, infatti, emanati una serie di aiuti solidali per la cittadinanza. Tra questi, i lavoratori autonomi e i liberi professionisti,  danneggiati dall’emergenza sanitaria, hanno richiesto dal primo aprile, un bonus di 600 euro. A prevederlo è il  Decreto Cura Italia. L’Inps, con la circolare del 30 marzo 2020, n. 49, ha spiegato a chi spetta l’indennità. Ha inoltre indicato quando la stessa non è dovuta perchè incompatibile con l’erogazione di altre prestazioni previdenziali.

Anche  i lavoratori disoccupati possono  fare  domanda nel caso di interruzione dell’attività lavorativa a seguito dell’emergenza sanitaria. Stesso discorso anche per i lavoratori stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali così come per i lavoratori dello spettacolo. In tal caso, oltre a fare domanda per il bonus di 600 euro, è possibile richiedere l’assegno di disoccupazione .

Gli ultimi aggiornamenti per i lavoratori con Partita Iva e autonomi però parlano di un aumento del bonus a 800 euro. E’ vero? Il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo sul proprio profilo Facebook ha scritto: Stiamo lavorando al prossimo decreto. In termini di risorse sarà più consistente rispetto a quello di marzo. In modo tale da poter aumentare l’importo per autonomi e professionisti fino ad € 800 e da introdurre un Reddito di emergenza per le fasce più deboli della popolazione.” Ma se ad aprile lavorano sul decreto di marzo, appare normale  uno slittamento del provvedimento al mese di maggio. Vediamo nel dettaglio come  funziona l’incentivo da 800 €.

Nuovo bonus 800 euro partite Iva e professionisti a maggio, non bisogna rifare la domanda

Parte il bonus di € 800 per partita Iva e autonomi. Chi ne può beneficiare? L’ipotesi più probabile è  che il provvedimento venga limitato a chi nel 2018 ha dichiarato fino ad un massimo di 35mila euro. Il nuovo contributo  probabilmente sarà erogato  in base alla condizione economica e familiare. Dunque potranno esserci nuovi criteri di valutazione, come:

  • reale riduzione del fatturato dovuta alle misure di emergenza sanitaria
  • il numero di componenti del nucleo familiare.

Dunque, l’incentivo dovrebbe essere incrementato dai 600 euro previsti per il mese di marzo a 800 euro per i mesi di aprile e maggio. Per chi ha già ottenuto il bonus da 600 euro, potrebbe non essere necessario fare di nuovo la domanda all’Inps. E’ possibile, dunque, che  i soldi saranno accreditati automaticamente. Per incrementare da 600 euro a 800 euro il bonus destinato ad autonomi e professionisti, inclusi gli iscritti agli ordini, per i mesi di aprile e maggio, la spesa preventivata dai tecnici del governo è intorno ai 7 miliardi. Fino alla pubblicazione del testo del decreto di aprile non possiamo avere però certezze sui nuovi requisiti necessari.

Come funziona il prossimo reddito di emergenza per Coronavirus

Inoltre nel nuovo decreto sarà emesso un Reddito di Emergenza destinato alla fascia di popolazione più debole che dimostra un reddito basso o pari a zero. A spiegarci meglio cosa è e come funziona il reddito di emergenza è il Dottore Augusto Di Vuolo:” Il REM, ovvero il reddito di emergenza, sarà introdotto nel Decreto di Aprile o di Maggio per una cifra totale di 3 miliardi di euro. Il REM è un bonus che può variare dai 400 agli 800 euro a seconda dei componenti di un nucleo familiare. Questo reddito spetterà a coloro che non hanno avuto accesso ad altri sussidi e che rischiano di rimanere senza entrate.”

Chi potrà dunque beneficiare dell’aiuto? A quale fascia della popolazione spetta? Il Dottore spiega: ” E’ un indennizzo dedicato. Andrà, infatti, ai lavoratori in nero, i precari, gli stagionali, i babysitter, i colf , i badanti e i fast job. Non sono ancora chiare le modalità di richiesta del REM. Si presuppone, però, basti una autocertificazione nella quale si afferma di non avere alcun tipo di entrata economica.”

Dunque, non ci saranno distinzioni tra categorie professionali. Tutti i cittadini che dichiarano sotto la loro responsabilità di non avere né cassa integrazione né altri sostentamenti avranno diritto al REM. Ma come fare per inviare la domanda? Non resta altro che attendere il nuovo decreto.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto