Ripresa campionati calcio A-B-C e dilettanti: quando, come cambiano

Daniela Saraco 11 Maggio 2020

Dopo lo stop delle partite a causa della quarantena per Coronavirus, ripresa dei campionati di calcio A-B-C e dilettanti e cambiamenti per la serie B e C che passerebbe al professionismo.

Il Coronavirus ha letteralmente congelato l’Italia.

Il lockdown prosegue durante la fase due per alcune attività che all’oggi sono rimaste bloccate. Continuano le misure di contenimento e quelle di sicurezza individuale.

Tra i tanti settori colpiti, anche quello calcistico ha subito lo stop delle attività.

Il calcio italiano è un meccanismo che muove migliaia di persone. Tra tifosi, calciatori,  allenatori, tecnici e direttori sportivi, non sono poche le figure bloccate a causa del coronavirus.

Superata l’emergenza iniziale, la Fase 2 prevede una ripresa dei campionati di calcio.  Ma per chi?

Il Consiglio direttivo della Lega Pro approva in maniera ufficiale la sospensione della Serie C, con la scelta che a ruota dovrebbe essere presa anche dai Dilettanti e pure dalla Serie B.

Non ci sarebbero infatti i presupposti sanitari per tornare in campo e concludere la stagione, visto che le spese da sostenere  non sono affrontabili da tutte le Associazioni sportive. Sanificare gli ambienti, verificare le condizioni degli atleti con un medico interno, garantire la negatività dei calciatori, allenarsi in condizioni di sicurezza è un miraggio nei piccoli campi di provincia. Dunque la ripresa dei campionati appare davvero un’utopia. 

Soltanto la Serie A è a lavoro per riprendere a giocare. Sia perchè le società calcistiche possono gestire le cifre da investire per la tutela dei calciatori, sia  perché con una sospensione definitiva si rischia il collasso economico. A lavoro, dunque,  la Figc e il Comitato tecnico scientifico su un protocollo sanitario condiviso per la ripresa dei campionati. Vediamo nel dettaglio, quindi, quando sarà possibile tornare in campo.

Quando ci sarà la ripresa dei campionati di calcio A-B-C e dilettanti e gli allenamenti

Il mondo del calcio è diviso, non solo agonisticamente, in vari scenari. La serie A ha ufficialmente ripreso gli allenamenti singoli. Dal 18 maggio, pare, invece che ripartano gli allenamenti di squadra. Dunque, la speranza della ripresa del campionato è sempre più vicina. Il Ministro dello Sport attende solamente i risultati della curva di contagio del periodo della Fase 2. Le altre categorie, invece, appaiono sempre più penalizzate.

Di conseguenza, se non c’è  una discesa rapidissima a zero contagi ed un ritorno alla normalità, è sempre più probabile che il dilettantismo si fermerà per giusta causa. Ovviamente spetterà a Federazione e LND decidere che cosa fare di una stagione che non si è stata completata, oltre che dei sacrifici dei calciatori. Qual è, dunque, lo stato d’animo degli sportivi dilettanti? A risponderci è Gennaro Donnarumma, rivelazione dell’Ostia Mare nel ruolo di difensore centrale: “C’è molto rammarico per questo congelamento dei campionati e per il percorso che stavamo facendo. La mia squadra, infatti, era al secondo posto con 57 punti totali e saremmo stati primi in qualsiasi altro girone della serie D, escludendo il nostro e quello del Palermo. Ora è il momento di salvaguardare la salute di tutti e di restare a casa, ma di certo non è più domenica da quando  non si gioca in campo. ”

Cosa e come può cambiare nel calcio dopo il Coronavirus

Il calcio è fatto di contatti, di intrecci di gambe, piedi e mani. Non è possibile immaginarlo diversamente. Eppure il coronavirus ci pone dinanzi alla triste realtà che qualcosa dovrà cambiare anche nel mondo calcistico per la ripresa dei campionati. Se tutto andrà bene, se non ci saranno più casi di positività tra i professionisti, se tutte le società riusciranno a sanificare gli ambienti e a svolgere allenamenti rispettando le misure di sicurezza, il calcio potrà riprendere le sue sfide. Ma questa volta lo spettacolo sarà a porte chiuse, e chi ne soffrirà di più saranno i tifosi. 

Davanti a questa crisi globale determinata dal lockdown, sono tante le cose che sono cambiate e tante altre continueranno a cambiare per la ripresa dei campionati. Sempre e soprattutto per le categorie dilettantistiche e forse per la Serie B e C. Quali sono, dunque, gli scenari possibili? A risponderci è Gennaro Donnarumma:” Gli sponsor potrebbero non  investire più  nelle squadre di calcio del loro paese. Se mancherà il  pubblico non ci saranno gli incassi delle partite e le società avranno sempre meno entrate economiche. Se i giocatori non possono esultare per un goal abbracciandosi, si perderà l’emozione e l’adrenalina del momento. Eppure, c’è qualcosa di magico che lega un calciatore, dilettante e non, alla palla: l’amore e la passione per la propria squadra! Speriamo, dunque, che almeno questo il virus non lo porti mai via!”

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto